IMPERDIBILE “LA VUCCIRIA” DI RENATO GUTTUSO A PALAZZO MONTECITORIO

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Dal 29 novembre a Roma è possibile vedere la magnifica opera di Renato Guttuso “La Vucciria” tra le più famose realizzate dal celebre Maestro siciliano.

La Vucciria è esposto infatti proprio in questi giorni, e fino al 12 gennaio 2020, nella prestigiosa sede della Camera dei Deputati – alla Sala della Lupa – di Palazzo Montecitorio.

Normalmente l’opera, delle dimensioni di 3 metri quadri, è custodita presso il Complesso Monumentale del Palazzo Chiaramonte – Steri, al Rettorato dell’Università di Palermo, donata loro dallo stesso Guttuso, che la realizzò nel 1974, nella sua maturità artistica.

L’iniziativa dell’esposizione del dipinto a Roma è stata promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia che ne fa di questa tappa una prima occasione di altri prossimi appuntamenti che porteranno il dipinto in diverse regioni italiane.

“La Vucciria” è senza dubbio un’opera che ci riporta al crudo e sanguigno realismo che il Guttuso sapeva proporre e rendere perfettamente attraverso i suoi colori e soggetti che ci riportano all’atmosfera di uno dei più famosi mercati siciliani, l’omonimo “Vucciria”, storico luogo di scambi e commerci a Palermo.

Renato Guttuso è stato tra i principali interpreti della pittura neorealista italiana, e proprio attraverso il colore, ha saputo far rivivere, in questa opera in particolare, la scena del mercato in modo molto forte e vivido, attraverso le carni rosse esposte o le merci presentate in bell’ordine come frutta e verdura. E’ talmente realistico che quasi è quasi possibile immaginarsi il vociare delle genti o il tipico richiamo e le cantilene degli imbonitori, “i vanniaturi” del mercato.

Le opere di Guttuso furono improntate anche al suo forte impegno sociale con la rappresentazione quasi di un suo proprio “violento espressionismo” nativo dal disprezzo del pittore rispetto all’ingiustizia sociale, agli abusi del potere rappresentati con una sua lirica non disgiunta dalla speranza del mutamento degli aspetti più arbitrari imposti al popolo dalla società e dai “potenti”.

Guttuso attraverso soggetti iconici, si fece altresì latore della sicilianità e spesso riprodusse la sua radice isolana, attraverso immagini quali limoneti, o riproducendo l’ulivo saraceno, o scene che ci riportano al quotidiano siciliano. Il Maestro auspicava, di scuotere le coscienze, attraverso il suo esprimersi “realista” ed incisivo, con i suoi dipinti, con un messaggio “visivo” facile e fruibile da tutti.
La straordinaria opera “La Vucciria” dunque conferma il filone realista e crudo del Maestro che ci trasporta anche ad un aspetto arabeggiante, storico e radicato nel popolo siciliano, che esprime, con una perfetta sintesi, una delle tante anime della città Palermitana. Lo stesso Guttuso disse di questo dipinto: «non è una immagine e neppure una serie di immagini. È una sintesi di elementi oggettivi, definibili, di code e persone: una grande natura morta con in mezzo un cunicolo entro cui la gente scorre e si incontra».

Ester Campese

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