Quadro neorealista familiare nel rione di S. Lorenzo tra relazioni parentali, confessioni di reconditi segreti e ricordi di guerra in ”Mamma balli con me?”

Data:

Al Teatro de’ Servi di Roma, fino al 5 gennaio 2020

Quella appena trascorsa è stata una settimana che c’ha regalato una forte carica emotiva e nostalgica con le novità teatrali natalizie, che erano legate ad una fotografia allo specchio del “Com’eravamo” in nome della mitologia narcisistica e della trasformazione sociale tecnologica. Una di tali storie è quella di M. Lucini e P. Pioppini al Teatro de’ Servi, in cui tutto ruota intorno alla vita coniugale dei mezz’età Sandro e Rosanna che hanno con loro la vecchia e saggia madre di lei,dispensatrice d’utili proverbi e motti di spirito, nonché i due figli in fase d’informazione caratteriale e maturazione culturale: Lui Piero frequenta l’università, mentre la sorella Elisabetta ha 4 anni di meno, ama fare le carte ai suoi congiunti ed ascoltare la musica degli anni sessanta. I due ragazzi inoltre sono agitati da un tormentone ciascuno: lui non è convinto della naturale paternità attribuitagli perché nelle foto dei suoi genitori osserva sempre un Marcello in mezzo e quindi di troppo, la giovane ”teenager” invece è alle prese con i primi amori e chiede alla madre le sue collane. La commedia è analiticamente profonda, ricca di colpi di scena, gag, battute improvvise e rivelazioni come quella della madre che, finalmente svela che Marcello era un vecchio compagno di danza con cui eseguiva lo swing in cantina al suono d’una radiolina d’altri tempi a valvolina, che pure noi possedevamo in tenera età mentre poi la nonna portava una grande zuppiera di spaghetti condita con aglio, olio e peperoncino. Inoltre il padre confessa che Marcello, suo amico fidato l’ha salvato da una bomba durante il bombardamento del luglio del 43 da parte degli anglo –americani. Inoltre sulla scena compare pure la bigotta, goffa, curiosa ed ossessionata dagli usi e costumi tradizionali e religiosi zia ROSA, sorella della nonna meno attempata, che rimasta vedova del marito AGOSTINO artigiano del marmo,desiderosa d’andare a Lourdes con Don Mario, suo padre spirituale.Lo spettacolo che s’avvale dell’accurata regia psicologica tesa al divertimento di A.Moser, in cui gli stessi autori insieme ad A. DI FRANCESCO, T. PAOLUCCI, E.PICCHI ed ANGELA RUGGIERO si muovono con energica freschezza,calibrata sincronia ed efficace,scoppiettante ilarità, riempiendo con giusti movimenti e pluralità fonetica le scene di una ROMA tra il VERANO e l’università dominata oggi dalla movida di PIAZZA IMMACOLATA e pericoli allora impensabili.Si replica fino alla prima domenica di Gennaio.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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