Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

“AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA”, UN CAPOLAVORO SENZA TEMPO

Data:

Al Teatro Degli Arcimboldi, dal 17 al 26 Gennaio 2020

Torna a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, uno dei musicals italiani più amati di sempre: Aggiungi Un Posto A Tavola, opera riuscitissima del duo geniale Pietro Garinei e Sandro Giovannini, con la regia di Gianluca Guidi.

Un capolavoro senza tempo, nonostante abbia 46 anni. Debutta infatti nel 1974 questa commedia musicale, come si definivano prima della contaminazione americana, tratta da After Me The Deluge di David Forrest: Don Silvestro, parroco di un immaginario paese di montagna, sta organizzando uno spettacolo corale con i cittadini; tra questi c’è Clementina, figlia del Sindaco, una ragazzina perdutamente innamorata di lui. Don Silvestro riceve una sorprendente telefonata: è Dio stesso che gli annuncia l’intenzione di mandare sulla Terra un altro diluvio universale, ma di aver scelto il suo paese per salvarsi e ripopolare poi la Terra; incarica pertanto Don Silvestro di costruire un’arca per salvare abitanti ed del paese dalle acque. Dio aggiunge che la notte successiva sarà destinata alla procreazione per generare figli. La mattina seguente Dio suona le campane e sveglia tutti; Don Silvestro è costretto a spiegare la situazione, ma ovviamente non viene creduto, specialmente dal Sindaco. Un miracolo permette però a Don Silvestro di suonare le campane con semplici gesti della mano, al che tutti si ricredono e cercano di convincere il Sindaco, che è l’unico falegname della zona, a fornire il legname per costruire l’arca: dopo vari tentativi, alla fine cede ma si dimette e fugge, deciso a rivelare alle forze dell’ordine la pazzia del suo parroco. La sera destinata alla procreazione arriva in paese Consolazione, una prostituta che invoglia tutti gli uomini a passare la notte con lei anziché con le proprie mogli; Don Silvestro, disperato, chiede aiuto a Dio, che, con un ennesimo miracolo, restituisce all’unico scapolo del paese, Toto, impotente, la sua virilità, per far sì che tenga occupata Consolazione; i due decidono poi di sposarsi, ma, dato il suo passato, Consolazione non viene accettata dai cittadini, soprattutto nessuno vuole che salga sull’arca con loro, tanto da abbandonare i lavori. Sarà Clementina a far ripartire la costruzione ed a convincere tutti a sostenersi a vicenda, come fanno le formiche. Terminata l’arca, arriva la notizia che il Sindaco è fuggito, in realtà si nasconde dietro la statua di San Crispino, patrono del paese. Nel frattempo per evitare di essere scoperto da Consolazione, questi si spaccia per la voce del santo, le annuncia che il diluvio non ci sarà e le chiede di avvertire tutti quanti; Don Silvestro però, che ha assistito alla scena e riconosciuto la voce del Sindaco, fa intendere a Consolazione che se lei rivelasse le parole di Crispino, molto probabilmente Toto non la sposerebbe più. Don Silvestro comincia a far salire tutti gli animali sull’arca: Clementina gli rivela finalmente il suo amore, ma egli le ricorda che la cosa non è fattibile per via del celibato ecclesiastico. Al matrimonio di Toto e Consolazione il Sindaco viene infine smascherato e sorvegliato in canonica dove, parlando al telefono con Dio, viene fulminato e, finalmente convinto, prega Don Silvestro di farlo salire sull’arca. Proprio nel momento di partire arriva inaspettatamente un cardinale da Roma perché nessuno creda più a Don Silvestro, accusato di follia. Scoppia però il diluvio e tutti cercano invano di salire sull’arca: grazie all’intervento di Don Silvestro presso Dio, Questi decide di far cessare la pioggia: passato lo spavento, tutti siedono a tavola a brindare. Ma c’è una sedia vuota: è per Dio, per cui è stato aggiunto un posto a tavola.

Le musiche di Armando Trovajoli sono attuali e non stancano mai: non si può evitare di cantarle tutte! Le coreografie di Gino Landi sono senza tempo, di una bellezza e di un’armonia rara. Gianluca Guidi veste ancora una volta i panni che furono di suo padre Johnny Dorelli: è un Don Silvestro decisamente navigato anche se, a volte, un po’ calante, quasi meccanico, oltre a parlare veramente troppo velocemente in alcuni casi. A parte una breve parentesi con Giulio Scarpati, il personaggio di Don Silvestro è sempre rimasto nella famiglia Guidi. Bella scoperta la Clementina della giovane Camilla Nigro, perfetta nel personaggio e con una voce incantevole; la prima fu Daniela Goggi, poi Jenny Tamburi, Tania Piattella, Martina Stella, Valentina Cenni. La prima Consolazione fu nientemeno che Bice Valori: dopo Alida Chelli, Chiara Noschese, Marisa Laurito, Emy Bergamo stavolta è la meravigliosa Lorenza Mario, ballerina fenomenale, in un ruolo in apparenza poco adatto a lei, artista dolce e delicata; invece è una Consolazione sicuramente meno ruspante del solito, ma più fine, con anche qualche intervento danzato in più, che è decisamente il suo. Marco Simeoli è il Sindaco, forse un po’ troppo antipatico, bravo senza dubbio, ma non ci ha convinto. La Voce di Dio, che si sente sempre ma non si vede mai, e potrebbe apparire registrata, è invece dal vivo e di un vero mito del teatro italiano: Enzo Garinei. Sì: lui! Dopo aver interpretato il Sindaco per moltissime repliche, succedendo a Paolo Panelli, che fu il primo, e Carlo Croccolo, ora a quasi 94 anni (è classe 1926) è ancora sul campo. Lucidissimo e impareggiabile, è un Dio simpatico e assolutamente credibile; un piccolo uomo un po’ incurvato ma con una forza e un’energia irresistibile: giustamente osannato ai saluti finali. Completano il cast il simpatico Toto di Piero Di Blasio, l’Ortensia (moglie del Sindaco) quasi lirica di Francesca Nunzi ed un corpo di ballo bravo, preparato e soprattutto coordinato.

Nel complesso uno spettacolo che mantiene sempre il suo fascino, perché nonostante qualche piccola variazione tra regia, scene e costumi, è fondamentalmente sempre uguale, perché è così che piace: lo dimostra il teatro pieno, il pubblico che canta ed in piedi alla fine per meritati, lunghi applausi.

Chiara Pedretti

Teatro Degli Arcimboldi
Viale dell’Innovazione 20, Milano
Dal 17 al 26 Gennaio, 20.30; sabato ore 15.30 e 20.30, domenica ore 15.30
Biglietti da EUR 20,00 a EUR 65,00
www.teatroarcimboldi.it

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