FRANCESCO DAL POZ. “CERCO CASA”, IL NUOVO SINGOLO, TRA ENERGIA, POSITIVITÀ E POESIA

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Oggi incontro il cantautore, polistrumentista, e aggiungerei poeta, Francesco Dal Poz. Francesco è un artista che vive nel mondo della musica fin da bambino. Infatti, a 9 anni scrive le prime canzoni e passa l’adolescenza tra lo studio di registrazione e i palchi  esibendosi in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Puglia e Sardegna. Condivide il palco con Zero Assoluto, Iva Zanicchi, Ronnie Jones, Damien McFly e molti altri. La città di Treviso gli conferisce il noto “Premio della Bontà” per l’impegno sociale manifestato attraverso i concerti. Le sue canzoni sono cariche di energia, positività e poesia, diventano uno spunto per riflettere sul valore della vita. Tra i tanti successi di Francesco ricordiamo “Il Cerchio”, “Mi piaci così”, “il mondo è tuo”,  “Non ho più nulla”, “Vivere d’istanti” e “Cerco casa”, in radio e disponibile nei digital store da venerdì 8 maggio. Questo anticipa l’uscita del nuovo album di Francesco, prevista per il prossimo autunno.

Ciao Francesco, mi voglio complimentare con te, per le tue canzoni: un misto di energia, positività, romanticismo, poesia… veramente ricche di emozioni, e per questo emozionano. COME NASCONO LE TUE CANZONI?

Le mie canzoni sono sopratutto frutto delle esperienze che faccio e delle emozioni che provo. L’esperienza e le emozioni sono la base delle mie ispirazioni. Insomma, nelle canzoni parlo sempre di cose vere, di esperienze e emozioni vissute, nella vita.

Mi permetto di dire che ascoltando si sentono veramente emozioni provate. Nel cantare manifesti questo in un modo in cui si sente che sei coinvolto, che esprimi le tue emozioni. Dall’8 maggio il tuo ultimo successo “Cerco casa”, che parla d’amore, di quell’amore che ti fa capire che la donna che ami è quella giusta, la compagna di vita. Quella con cui appunto vuoi andare a vivere. MI PARLI UN PÒ DI “CERCO CASA”?

Grazie! “Cerco casa” è nata prima del lockdown. Si tratta di un’esperienza vissuta, parla della volontà di iniziare una nuova parentesi. Parlo di un’esperienza ed emozione dinnanzi al volere di iniziare una nuova fase della vita. Mi sono reso conto che è una cosa che, bene o male, ha a che fare un po’ con tutti. Soprattutto, adesso dopo il lockdown, la stessa acquista un alto valore, poiché tutti abbiamo bisogno di ricominciare ed iniziare una nuova fase.

Mi piacciono molto le ultime tue parole, perché fai comprendere innanzitutto che sei un artista che vuole donare qualcosa al pubblico. Allo stesso tempo, un artista che si rende conto che le canzoni che scrive, nel momento in cui vengono pubblicate, appartengono un po’ al pubblico. Nel senso che hai consapevolezza che un artista è un po’ la voce delle emozioni che accomunano gli esseri umani. Sono d’accordo che oggi “Cerco casa” ha un valore diverso, proprio come intendi tu, è un invito a ricominciare, a iniziare una nuova fase. E mi viene spontaneo dire: le canzoni non nascono solamente dall’autore e per l’autore… nascono anche nei tempi giusti, camminano con l’epoca dell’uomo vive. Bravo Francesco

“Cerco casa” è il primo dei brani che saranno contenuti nel tuo nuovo album, in uscita in autunno 2020. Album a cui stai lavorando con l’agenzia di management Piano Zero di Michele Rebesco, affiancato dal produttore artistico Roberto Visentin. Questo lavoro arriva dopo tre dischi pubblicati in adolescenza e sarà il primo album da “artista più consapevole”, PERCHÈ TI RENDE PIÙ CONSAPEVOLE RISPETTO AGLI ALTRI?

Prima di tutto c’è una differenza di età. Nel senso che oggi ho 25 anni e dischi precedenti li ho fatti in adolescenza: 12, 13 e 16 anni, e quindi c’è una consapevolezza diversa. Logicamente, fare delle esperienze sia nella musica e sia nella vita di tutti i giorni ti porta ad acquisire una consapevolezza diversa. Poi in questi anni ho avuto la possibilità di fare tante belle esperienze nel mondo della musica. Questi anni mi hanno portato un po’ in giro per l’Italia a conoscere tante persone e vedere delle realtà nuove. E tutto questo mi ha portato a crescere e a fare un disco in cui esprimo le mie esperienze, il mio vissuto e quello che sono. La cosa che mi dà molta soddisfazione è il fatto che in questo disco mi rispecchio molto.

Da ricordare che per questo disco è stato decisivo l’incontro con il produttore Roberto Visentin. Prima di passare all’ultima domanda, sottolineo che il disco si caratterizzerà per sonorità moderne con uno sguardo all’Indie, mantenendo comunque la propria identità prevalentemente pop. Vi è attenzione nella  modalità di scrittura, l’approccio alla composizione e alla produzione, la scelta di  come sviscerare i temi nei brani.

Tu hai iniziato da piccolino a scrivere e a far musica e si nota ascoltandoti che non ti sei mai stancato, ami molto quello che fai, MA C’ERA ALTRO CHE AVRESTI VOLUTO FARE NELLA TUA VITA E OLTRE A FAR MUSICA?

Beh, non proprio altro, nella vita vivo di musica. Oltre a fare il cantautore sono anche fonico nei concerti. Questo mi insegna a fa vedere anche cosa succede dall’altra parte. Mi sono innamorato anche della parte tecnica della musica, legata alla parte produttiva e dei live. Pensando a tutto quello che ho fatto e facendo, non c’è altro che avrei voluto fare. Amo quello che faccio e sento che è quello che volevo fare.

Voglio chiudere con un mio pensiero. Ti ho fatto parlare, ma devo dire che prima di questa intervista, come faccio sempre, mi documento sull’artista che incontro. Leggendoti e soprattutto ascoltandoti, sono rimasto impressionato e molte risposte che mi hai dato in queste domande me le aspettavo, ma ho voluto farti parlare e raccontare. Sei un artista molto bravo nel tuo fare musica, e non importa se lo fai da cantante, cantautore o fonico… lo fai con amore vivo. Non esiste un artista che non fa il suo lavoro con amore, ma manifestare l’amore per il lavoro che fai in modo vivo, non sempre è facile. E mi permetto di dire che ogni artista che si rispetti è fondamentale nella società e nella vita umana, perchè l’artista, oltre ad esprimersi, dona messaggi d’amore e vita, importantissimi, rari che nessun altro facilmente può dare, se non sei veramente un artista. E Francesco Dal Poz è uno di questi artisti, come del resto anche tutti coloro che finora ho intervistato. E confesso che mi fa piacere interagire e intervistare artisti giovani, che rappresentano il nostro presente.

Grazie Francesco.

Giuseppe Sanfilippo

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