“Agosto a Osage County”. Giuliana De Sio in un dramma familiare di rara intensità

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In scena dal 16 maggio al 4 giugno 2023 al Teatro Carignano di Torino

“Agosto a Osage County” è un frutto della potenza creativa di Tracy S. Letts. L’ autore statunitense nato a Tulsa il 4 luglio 1965, pluripremiato, ha vinto con questo testo sia il “Premio Pulitzer” che il “Premio Tony Award”. L’intensità emotiva dell’opera tra le più rappresentate a teatro è stata portata anche sul grande schermo ed interpretata da Meryl Streep. Il dramma tradotto in italiano da Monica Capuani è adattato da Carlo Orlando che svolge anche il ruolo di aiuto regia. L’opera è portata in scena da un fine regista come Filippo Dini. Al suo fianco svetta un’attrice di massimo livello come Giuliana De Sio che interpreta il suo ruolo da protagonista in modo encomiabile. La drammaturgia è una “Produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale”. “Agosto a Osage County” è una intensa storia familiare ambientata in una soffocante estate nella pianura dell’Oklahoma. Il contesto afoso sembra entrare dentro l’arida anima dei protagonisti. Ed ora la trama: Violet e suo marito Beverly Weston vivono nella contea di Osage. Un giorno Beverly poeta alcolizzato scompare misteriosamente. Tutta la numerosa famiglia si riunisce. Il ritrovamento del cadavere del povero Weston e le sue esequie danno inizio ad una paradossale resa dei conti attraverso un tortuoso percorso di sentimenti. In scena, il cinismo, l’arroganza e i rancori mai sopiti mettono a nudo gli animi contorti dei parenti.
Estratto dall’intervista di Ilaria Gaspari a Filippo Dini, “Agosto a Osage County” per “I Quaderni del Teatro Stabile di Torino” “Mi sono innamorato di questo testo per la sua violenza, vedendo il film; poi l’ho letto e mi sono reso conto che aveva delle possibilità ulteriori, che lo strumento cinematografico non poteva sviluppare fino in fondo. Il film è un prodotto hollywoodiano, un film drammatico: lascia poco spazio all’ironia.
Ma mi è sembrato che il testo avesse una potenzialità grottesca, tragicamente comica, che amplifica la rappresentazione della violenza che racconta. Inoltre, anche se la pellicola non può evitare di raccontare l’Oklahoma e la società americana, ho pensato che fosse possibile astrarre la storia, trasporla in un contesto meno realistico, spingendola verso un racconto di quello che è la famiglia oggi. Questo testo è l’ultimo anello di un filone meraviglioso, quello di Ibsen, di Čechov, di Pirandello e poi di Eduardo: il dramma borghese, che si concentra sulla dinamica familiare.
Ma Tracy Letts ci parla della società contemporanea, e dunque può permettersi una crudezza che Čechov non conosce. Ma anche in questo contesto la poesia ha un ruolo. Ricorrono le citazioni poetiche, soprattutto in bocca al personaggio di Beverly, il padre, che è a sua volta un poeta. Sono citazioni alte: Eliot, in particolare Gli uomini vuoti, proprio a far sentire la presenza del passato “nobile”, in senso spirituale, che ha conosciuto la famiglia, e a evidenziare dunque il degrado nel quale si ritrova.
Ho identificato tre periodi, nella saga dei Weston: preistoria, storia e presente. La prima fase è quella delle origini, l’infanzia dei genitori: è una preistoria brutale seguita da una storia nobile, il momento in cui Beverly e sua moglie Violet si elevano grazie ai loro sforzi, o almeno tentano di farlo. Lui, che è stato un bambino poverissimo, diventa un poeta pluripremiato. Ma poi arriva il presente. L’unica eredità che spetta alle tre figlie, dopo tanti anni, è fatta di odio e violenza. Però… c’è un però. Letts apre il testo con una poesia di Howard Starks che funge da dedica: io la interpreto come un invito a leggere questa storia con uno sguardo benevolo. La poesia, da cui la pièce prende il titolo, racconta di una famiglia riunita intorno all’agonia di una vecchia signora. Tutti le parlano con grande dolcezza, per restituirle la dolcezza della sua vita. È un riferimento che siamo chiamati a cogliere. Ci offre la possibilità di guardare ai personaggi della storia con la stessa pietà che mostrano i personaggi della poesia, nonostante il peso di violenza e di odio che Violet (e Beverly, in maniera più passiva) ha scaricato sulla famiglia Weston.
È proprio grazie a questa pietà che August: Osage County si apparenta alle opere di Ibsen, di Čechov, di Pirandello, di Eduardo. E così possiamo addirittura perdonare ai personaggi tutta la violenza e le frustrazioni che hanno proiettato su di noi.”
“Agosto a Osage County” è una drammaturgia senza pause, ben diretta da Filippo Dini che esalta l’interpretazione di una sempre ispirata Giuliana De Sio. L’attrice salernitana in scena vive il controverso personaggio di Violet. Al suo fianco l’ottima Manuela Mandracchia. Senza dimenticare i bravissimi Orietta Notari, Caterina Tieghi, Stefania Medri, Valeria Angelozzi, Valentina Spaletta Tavella, Andrea Di Casa, Fulvio Pepe, Fabrizio Contri, Edoardo Sorgente e Filippo Dini che svolge il duplice ruolo di regista e attore.

Giuliano Angeletti

“Agosto a Osage County”
di Tracy Letts
traduzione Monica Capuani
con Giuliana De Sio, Manuela Mandracchia, Filippo Dini, Fabrizio Contri, Orietta Notari, Andrea Di Casa, Fulvio Pepe, Stefania Medri, Valeria Angelozzi, Edoardo Sorgente, Caterina Tieghi, Valentina Spaletta Tavella
regia Filippo Dini
dramaturg e aiuto regia Carlo Orlando
scene Gregorio Zurla
costumi Alessio Rosati
luci Pasquale Mari
musiche Aleph Viola
suono Claudio Tortorici
assistente regia Eleonora Bentivoglio
assistente costumi Rosa Mariotti
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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