“Le leggi della gravità”, Gabriele Lavia e Federica Di Martino con un dramma tratto da una storia vera incantano il pubblico presente

In scena dal 15 al 27 giugno al Teatro Carignano (Torino)

Gabriele Lavia e Federica Di Martino rappresentano un atto unico tratto dal romanzo di Jean Teulé “Les lois de la gravité”. La legge della gravità non è solo la caduta di un corpo dall’alto verso il basso, ma anche la caduta di noi stessi e delle nostre coscienze. La trama ruota intorno ad una donna che pentita si presenta al commissariato con l’intenzione di confessare di aver ucciso dieci anni prima il marito. Il caso però è stato chiuso e a suo tempo archiviato come suicidio. Il tutto è tratto da una costola di una storia vera riportata nel romanzo di Teulé. L’incontro scontro tra una presunta colpevole che vuole confessare e un tutore della legge che non è per niente deciso ad arrestarla. Chi dei due sarà dalla parte della ragione? Quale sarà la vera giustizia? Quella del commissario prossimo pensionando o quella della sedicente rea?
Il Maestro Gabriele Lavia parla così del suo spettacolo:
«Una notte di freddo e di pioggia. A Le Havre, in Normandia. Una donna entra in un commissariato. C’è un vecchio commissario che sta per andare in pensione. La donna viene ad autodenunciarsi. Ha ucciso il marito dieci anni prima. Lo ha spinto giù dal balcone, undicesimo piano. La legge di gravità è ineludibile. Nove e ottantuno metri al secondo. Ma la legge di gravità dell’essere “esseri umani” qual è? Alla legge fisica di gravità non si può sfuggire. Ma a quella metafisica? A quella dell’essere umano? La legge non misurabile dell’amore, del dolore, della rabbia, del senso di colpa, del fallimento, della incertezza dell’essere, non è meno ineluttabile dei nove e ottantuno metri al secondo. L’uomo cade nella vita. Cade nel suo dolore, come cade nella felicità e nel successo. L’uomo cade, precipita nel fallimento (da falere, cadere) e fa male. In una notte freddissima un uomo e una donna prendono coscienza delle loro cadute. Ma vivere forse è la presa di coscienza dei propri “dolorosi” fallimenti».
Il testo è stato rielaborato con padronanza da un grande Gabriele Lavia che innamorato del personaggio lo porta in scena curandone l’adattamento e la regia. Senza dimenticare l’indiscussa dote attoriale della bravissima Federica Di Martino che recita con realissima capacità la parte dell’assassina pentita. Le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti e le musiche di Antonio Di Pofi. Il tutto prodotto da Effimera srl in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana. Il dramma recitato in maniera autorevole da Federica Di Martino e Gabriele Lavia entra dentro le coscienze capitalizzando le emozioni del pubblico presente. Uno spettacolo sicuramente da non perdere.

Giuliano Angeletti

“Le leggi della gravità”
Atto unico tratto dal romanzo di Jean Teulé Les lois de la gravité
adattamento Gabriele Lavia
con Gabriele Lavia e Federica di Martino
regia Gabriele Lavia
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi
Effimera srl in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana
In scena dal 15 al 27 giugno al Teatro Carignano (Torino) Gabriele Lavia e Federica Di Martino rappresentano un atto unico tratto dal romanzo di Jean Teulé “Les lois de la gravité”. La legge della gravità non è solo la caduta di un corpo dall’alto verso il basso, ma anche la caduta di noi stessi e delle nostre coscienze. La trama ruota intorno ad una donna che pentita si presenta al commissariato con l’intenzione di confessare di aver ucciso dieci anni prima il marito. Il caso però è stato chiuso e a suo tempo archiviato come suicidio. Il tutto è…

0

User Rating: Be the first one !

<h2>Leave a Comment</h2>