Elma Schippa. I protagonisti della IV edizione del Premio di Poesia Pierluigi Galli

A seguito le liriche della poetessa Elma Schippa.

 

La mia saudade 

La mia saudade.

In profondità, sempre.

Certe volte affiora sulla pelle.

Sono piccole fiamme che feriscono

e al tempo stesso commuovono.

Tutto il corpo ne è pervaso.

È una dolce tristezza

per qualcosa che non è mai esistito

o che, al contrario, è stato sublime.

È un’attesa ad occhi aperti

di emozioni non ancora vissute.

Un’amara mancanza

di giorni mai arrivati,

di persone appena sfiorate

o mai incontrate.

Il cuore si stringe a sé

in un abbraccio che

non scalda ma ama.

Una malinconia per carezze

ormai assopite

ma tenere agli occhi dei ricordi.

Una girandola, un treno

e il piacere di quello che sarà

già mi manca.

In profondità, sempre.

 

Piccola stella marina

Il motoscafo sfrecciava sopra le onde.

L’euforia della bimba si stagliava nel vento.

La prima entusiasmante corsa nel mare dei sogni.

Il primo indomito salto sulla scia della vita.

Chissà se il timoniere si accorse

della gioia che aveva provocato

nel cuore della piccola stella marina!

 

Tutto o niente

Sarò la voce del vento.

Sarò un’aquila silenziosa che lo attraversa.

Sarò un giocoso Maestro di fuochi

che brucia le ombre.

O una raffinata Margherita

che splende sotto la luce indelebile della luna.

Sarò l’intrepida acqua

che sgorga dalla sorgente

e fragorosa scende a valle

a dissetare il borgo.

O un sasso che rotola a briglia sciolta

giù per la radura.

Una quercia che dà sollievo

ai cavalli spossati dal sole.

Un dispettoso capriolo

che saltella impavido tra i boschi

disegnando nuvole di polvere.

Perché o sono tutto o sono niente.

 

A seguito le liriche della poetessa Elma Schippa.   La mia saudade  La mia saudade. In profondità, sempre. Certe volte affiora sulla pelle. Sono piccole fiamme che feriscono e al tempo stesso commuovono. Tutto il corpo ne è pervaso. È una dolce tristezza per qualcosa che non è mai esistito o che, al contrario, è stato sublime. È un'attesa ad occhi aperti di emozioni non ancora vissute. Un'amara mancanza di giorni mai arrivati, di persone appena sfiorate o mai incontrate. Il cuore si stringe a sé in un abbraccio che non scalda ma ama. Una malinconia per carezze ormai assopite…

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