Lo sposo di tre, e marito di nessuna, di Luigi Cherubini, per la prima volta a Firenze 

Sabato 22 gennaio in scena la prima dell’opera Lo sposo di tre, e marito di nessuna, di Luigi Cherubini. Sul podio del nuovo Auditorium “Zubin Mehta”, Diego Fasolis al suo debutto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La regia è di Cesare Lievi, che torna al Maggio dopo le recite di Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti dello scorso settembre 2021. Nel cast figurano Sara Blanch che è Donna Lisetta, Ruzil Gatin, Don Martino, Fabio Capitanucci nel ruolo di Don Pistacchio, Arianna Vendittelli in quello di Donna Rosa,  Alessio Arduini come Don Simone, Benedetta Torre come Bettina e Giulio Mastrototaro come Folletto. In questa nuova produzione scene e costumi firmati da Luigi Perego.  L’opera, mai rappresentata fin ora a Firenze era già stata programmata  – ma fu cancellata come tutto il Festival per le limitazioni sanitarie legate alla pandemia – come titolo inaugurale del Festival del 2020 e fu scelta, allora come adesso, per riportare all’attenzione del pubblico i componimenti di questo straordinario musicista fiorentino e per contribuire a colmare la lacuna di programmazione delle sue opere.

Lo sposo di tre, e marito di nessuna è l’unica opera buffa di Luigi Cherubini che la compose per Venezia dove debuttò con successo al Teatro San Samuele nel novembre del 1783. Cherubini, al tempo poco più che ventenne, si cimentò con un genere per lui inconsueto, realizzando un divertissement in linea con la tradizione di scuola napoletana pieno di verve musicale e brio. L’azione è animata dalla consueta girandola di inganni, equivoci, burle e mascheramenti a uso e consumo di personaggi che sembrano usciti da un canovaccio della commedia dell’arte: le baronesse Donna Lisetta e Donna Rosa, il capitano Don Martino, Don Pistacchio barone di Lago Secco, Don Simone suo zio, i popolani Bettina e Folletto. Tutto ruota attorno al matrimonio non riuscito di Don Pistacchio, promesso sposo di Donna Rosa che, tratto in inganno da Don Martino fratello di Lisetta, corteggia sia Donna Lisetta che la popolana Bettina, salvo poi tornare pentito sui propri passi. Ma ‘chi troppo vuole nulla stringe’, recita un antico proverbio e Don Pistacchio, che di donne ne corteggia addirittura tre, alla fine non riuscirà a impalmarne nemmeno una. Lo sposo di tre, e marito di nessuna non sembra aver girato al di là di Venezia: di tanta musica sopravvisse solo la Sinfonia iniziale che, preceduta da un tempo lento di nuova composizione, verrà riciclata da Cherubini stesso nel suo primo opéra-comique parigino (L’hôtellerie portugaise, 1798). Bisognerà attendere oltre un secolo per un secondo allestimento dell’opera: a Dresda nel 1926, ma in traduzione tedesca e sotto il titolo di Don Pistacchio, der dreifach Verlobte che individuava una drammaturgia completamente riscritta. Altrettanto lontana dallo spirito originale fu la rielaborazione presentata a Weimar nel 2000, con i recitativi secchi trasformati in dialoghi parlati. Date queste premesse, l’allestimento del 2005 al XXXI Festival di Martina Franca poté a buon diritto fregiarsi della qualifica di “prima rappresentazione in tempi moderni”, realizzata grazie all’edizione critica della partitura prodotta da Helen Geyer (all’interno della Luigi Cherubini Kritische Werkausgabe), ora riproposta anche a Firenze. Donna Lisetta è interpretata da Sara Blanch, al suo debutto al Teatro del Maggio: il giovane soprano catalano ha all’attivo un repertorio molto vasto: finora ben ventisette ruoli operistici diversi, tra cui Don Pasquale e Fille du regiment di Donizetti, Die Zauberflöte di Mozart e Il turco in Italia di Gioachino Rossini. Sara Blanch tornerà nel corso del prossimo 84º Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Ruzil Gatin è il capitano Don Martino: il giovane tenore è già uno dei protagonisti della scena musicale internazionale. Al Maggio ha recentemente interpretato il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, andato in scena nell’ottobre 2020 diretto da Michele Gamba per la regia di Damiano Michieletto. Fabio Capitanucci è Don Pistacchio: il celebre baritono è da tempo una presenza stabile nei cartelloni dei più importanti teatri al mondo come il Metropolitan di New York, il Teatro alla Scala e la Royal Opera House di Londra. Il Direttore Diego Fasolis, sottolinea le difficoltà che quest’opera pone per l’approccio di un’orchestra che è camera e lavorare sui dettagli e sulla sincronizzazione con attori e cantanti. Questo con una varietà di ‘colori’ limitata: solo due oboi, due flauti, gli archi e due corni; si è aggiunto il fagotto per dare il colore del basso e il fortepiano che accompagnerà costantemente le varie arie mentre la realizzazione del basso continuo e dei recitativi secchi è affidata a violoncello e fortepiano. Cesare Lievi tornando al Maggio dopo la Linda di Chamounix, conferma l’eccellenza del nuovo auditorium, sala perfetta per un’opera del genere: ideale dal punto di vista acustico e per le dimensioni, facilitando la ‘vicinanza’ del pubblico a gustare i recitativi. Il regista ha cercato di tramutare l’opera buffa in una fantasmagorica girandola surreale in cui vengono mostrati il cinismo e la perfidia dei rapporti umani, soprattutto sentimentali. All’Auditorium Zubin Metha di Firenze. Recite 22 e 24 gennaio, 4 6 e 8 febbraio.

gF. Previtali

Foto Michele Monasta Maggio
Sabato 22 gennaio in scena la prima dell’opera Lo sposo di tre, e marito di nessuna, di Luigi Cherubini. Sul podio del nuovo Auditorium “Zubin Mehta”, Diego Fasolis al suo debutto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La regia è di Cesare Lievi, che torna al Maggio dopo le recite di Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti dello scorso settembre 2021. Nel cast figurano Sara Blanch che è Donna Lisetta, Ruzil Gatin, Don Martino, Fabio Capitanucci nel ruolo di Don Pistacchio, Arianna Vendittelli in quello di Donna Rosa,  Alessio Arduini come Don Simone, Benedetta Torre come Bettina e Giulio Mastrototaro come Folletto. In questa nuova produzione scene e costumi firmati da Luigi Perego.  L’opera, mai rappresentata fin ora a…

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