BREVE STORIA DI UN VEICOLO CHIAMATO TRAM

Quel giorno a Torino del 1872 avvenne un fatto insolito, i sabaudi del tempo videro per la prima volta una vettura trainata da poderosi cavalli, in seguito grazie all’ingegner Zaverio Avenati si passò alla rotaia. Era la prima volta in Italia, da quel momento con soli dieci centesimi si cambiò il modo di muoversi e così anche il corso della storia! Ritornando al presente, non possiamo fare a meno di osservare persone dedite a tutelare e proteggere beni “appartenenti” alla collettività come le opere d’arte che per non andare perdute sono restaurate. Altri invece, preferiscono essere attenti alla salute del nostro pianeta… con scarso risultato a causa del detto < Non è più sordo di chi non vuole ascoltare >. Addirittura qualcuno risistema la tappezzeria delle un’auto antiche, sgualcita nel tempo rimettendola a nuovo, utilizzando lo stesso metodo lavorativo di come si usava fare in origine… e chissà quante altre persone si adoperano per il bene comune… comunque siano le loro occupazioni, sappiamo che sono numerosi!

Ora ritornando solo per un attimo nuovamente al passato, vi sarete chiesti che fine ha fatto parte di quelle vetture che rivoluzionarono il modo di spostarci?

Qui inizia il nostro racconto, vi faremo scoprire brevemente un fatto singolare, non tanto sulle persone volontarie che ne fanno parte, quanto il loro impegno e passione per riportare in vita quei veicoli in disuso. Rimettendoli nuovamente a disposizione dei viaggiatori che al costo di un biglietto e stando comodamente seduti godranno le bellezze della città sabauda, attraverso i finestrini del tram in un giro turistico cittadino, mentre il personale di bordo preparato nell’esporre la storia spiegata da novello Cicerone.

Con leggero orgoglio, sentire parlare l’addetto (prima e durante il viaggio) di salire sulle vetture ferme al “Capolinea Piazza Castello” proprio in vista alla facciata del Teatro Regio, pronte a partire per il giro turistico, guardandole tutte in fila, sembra assistere ad un defilé d’Antàn, quasi da fare invidia alla flotta di San Francisco, famosa per i suoi tram storici.

Se questo racconto esiste, si deve all’Associazione Torinese Tram Storici (ATTS, Ente morale), il cui scopo nel tempo è stato di acquisire per la tutela della memoria, recuperando quegli antichi mezzi di locomozione su rotaia esistente in Italia e rimetterli a nuova vita sulle rotaie. Un patrimonio culturale che doveva essere difeso, senza il loro lavoro, sarebbe stato disperso per sempre. Nel 2005 si associarono con un impegno ben definito: Quello di creare un Museo del Tram.

Nei suoi lunghi anni, grazie alla passione di queste persone, si potrà nuovamente occupare posto su uno di questi mezzi, magari con la fantasia…una volta il mese respirerete un’atmosfera di un tempo passato…

Se desiderate saperne di più sull’associazione e visitare il museo, troverete illustrazioni e libri inerenti ai suoi 150 anni di storia sul Tram, recandovi in Piazza Gustavo Modena (zona Sassi). Proprio in quel luogo, vi attende un altro gioiello di locomozione “La Dentiera” (funzionante in questo periodo), un nome singolare per una vettura, chiamata così per il suo meccanismo a cremagliera di salita e discesa che dal piazzale vi porterà in cima alla collina torinese con la magnifica vista della città (Circa 700 s.l.m.).

La Reale Basilica di Superga, fatta costruire dal Duca Vittorio Amedeo II di Savoia, dove potrete visitare le Tombe dei Savoia, se siete sportivi fate una visita al monumento del Grande Torino, squadra che ha fatto storia indiscussa nel panorama calcistico.

Daniele Giordano

CREDITI:
Foto:
La “Dentiera”
Sassi – Superga
Credito: Mihai Bursuc
Capolinea
Piazza Castello
Crediti:
ATTS foto
Quel giorno a Torino del 1872 avvenne un fatto insolito, i sabaudi del tempo videro per la prima volta una vettura trainata da poderosi cavalli, in seguito grazie all’ingegner Zaverio Avenati si passò alla rotaia. Era la prima volta in Italia, da quel momento con soli dieci centesimi si cambiò il modo di muoversi e così anche il corso della storia! Ritornando al presente, non possiamo fare a meno di osservare persone dedite a tutelare e proteggere beni “appartenenti” alla collettività come le opere d’arte che per non andare perdute sono restaurate. Altri invece, preferiscono essere attenti alla salute del…

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