FESTIVAL DI BERLINO: LA SPAGNA DEBUTTA IN CONCORSO

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BERLINO, 14 FEB – Il cinema spagnolo ha presentato oggi il primo dei due film invitati al concorso ufficiale del 72° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, con un forte ricordo dell’attacco al Bataclan di Parigi, e gli effetti che ha avuto sulla vita di un coppia di sopravvissuti. “Un anno, una notte” del catalano Isaki Lacuesta, due volte vincitore di la Conchiglia d’Oro di San Sebastián ma debuttante al concorso di Berlino. Il film comincia con il vagare all’alba apparentemente senza meta, tra le strade di Parigi di una giovane coppia.

Sono lo spagnolo di Ramón (attore argentino Nahuel Pérez Biscayart stabilitosi in Francia) e di Céline (ascendente attrice francese Noémie Merlant). I protagonisti sono appena usciti illesi dall’attacco al Bataclan che è costato centinaia di vite a giovani come loro, ma le ferite lasciate continueranno a sanguinare per mesi. Lacuesta frammenta la narrazione, andando avanti e indietro con dei flashback prima e dopo la tragedia. Non tanto per necessità drammatiche, quanto per dare maggiore forza a la colpo di scena finale, che è la migliore invenzione del film. Ognuno a suo modo, Céline e Ramón cercheranno di reinserirsi nel mondo. Céline concentrandosi sul suo lavoro in un centro di accoglienza per immigrati e Ramón dà libero sfogo alla sua creatività, abbandonando la sua promettente carriera come programmatore per affrontare una nuova vita da insegnante. È stato affrontato il tema del reinserimento delle vittime del terrorismo. “Un anno, una notte” è uno dei pochi film che hanno affrontato questa spinosa questione.

Anche “Drii winter” (Tre inverni) dello svizzero Michael Koch ha un tono lugubre, quello della morte non solo come interruzione della vita ma anche illusione della felicità per sempre. In una Svizzera rurale e remota, lontana dalle cartoline e dal turismo, una giovane ragazza del posto si innamora di uno sconosciuto, tutto muscoli e cuore, per intraprendere un percorso verso la felicità che sembrava eterna fino a che la morte, sotto forma di tumore maligno, la sopprime in tutti e tre gli inverni del titolo.

Koch costruisce la sua storia con una lentezza maestosa, intervallata da ritornelli, montagne alpine, che a prima vista possono irritare lo spettatore, ma in realtà lo soggioga con gli spazi aperti, selvaggi e solitari, dove i protagonisti trascorrono una vita primitiva. Passato in mattinata, “Les passagers de la nuit” è il secondo film di Mikhaêl Hers che racconta la storia familiare di una casalinga, che si è appena separata dal marito, con due figli adolescenti affidati alle sue cure, e che deve trovare un lavoro per la prima volta nella sua vita. 

Il film è ambientato nei primi anni ’80, proprio quando l’elezione a presidente di François Mitterrand pone illusioni che la realtà avrebbe poi fatto svanire.

Ma quel clima di ottimismo si diffonde per tutto il film e alla fine rimane solo il ricordo della performance della bravissima Charlotte Gainsbourg: capace come sempre, con la sua voce calma e sospirante, ad elevare la qualità dei film in cui partecipa. 

Antonio M. Castaldo 

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