Al Teatro Miela “Pane o libertà”

Trieste, Teatro Miela, 26 febbraio 2022

Il mestiere del saper raccontare.

Con invidiabile naturalezza Paolo Rossi, in scena con Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e Alex Orciari al contrabbasso, porta lo spettatore nel magico mondo dei cantastorie, pratica necessaria oggi come sempre nella storia dell’uomo.

Padrone della scena e della sala, perfettamente in grado di sentire il pubblico presente, da lui costantemente coinvolto e interpellato, Paolo Rossi “recita a soggetto” a partire da una traccia essenziale mostrata all’inizio ed esplicitamente modificata in corso d’opera in base alle risposte della platea.

Dal suo narrare appaiono, tra gli altri, Enzo Jannacci e Dario Fo; aneddoti personali sono il punto di partenza per evocare personaggi pubblici e artisti, assieme a politici facenti parte di un presente ormai passato; ecco quindi apparire atmosfere e situazioni spesso sconosciute alle più giovani generazioni ma ben presenti per chi è nato “nel secolo scorso”, termine che durante serata si trasforma in un leitmotiv dai diversi toni in un’alternanza tra ironia e nostalgia, rilanciando con costanza una provocazione intelligente e mai esagerata.

In un impercettibile crescendo emerge poco a poco l’essenza stessa della narrazione intesa come arte: una verità speciale e forse davvero autentica, quella che rifiuta la notarile veridicità per fondarsi piuttosto – e soprattutto – sulla capacità o meno di risuonare come vera per chi la ascolta, di toccare corde ferme da tempo nell’esperienza e nella memoria del singolo e di farle vibrare di nuovo, magari in un contesto diverso; di collegare tra loro situazioni e persone, immagini e discorsi, vicende ed emozioni e incantare così chiunque si fermi per un momento e, ponendosi in ascolto di una voce, di un suono o di un canto, riesca a sentire per una volta ancora dentro di sé qualcosa di antico e di universale.

C’è poesia, incanto, acutezza, sagacia.

Per riuscire nell’intento è necessario saper dosare sapientemente ogni singolo elemento e, prima di qualsiasi altra cosa, essere capaci di ascoltare, cogliere in un attimo il modo in cui si pone l’Altro, colui che si rende disponibile a seguire la storia: per essere dei grandi cantastorie bisogna farsi piccoli, comprendere come esporsi parlando di sé senza prendere tutta la scena, trasformarsi quindi in “spalla” di sé stessi.

Paolo Rossi e i musicisti con lui in scena hanno questa abilità, purtroppo per noi sempre più rara, necessaria e fondamentale per tentare una volta ancora di essere liberi.

Paola Pini

 

 

 

Trieste, Teatro Miela
26 febbraio 2022
Pane o libertà
di e con Paolo Rossi
Musiche dal vivo Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari
Produzione Teatro Stabile di Bolzano in coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto.
Trieste, Teatro Miela, 26 febbraio 2022 Il mestiere del saper raccontare. Con invidiabile naturalezza Paolo Rossi, in scena con Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e Alex Orciari al contrabbasso, porta lo spettatore nel magico mondo dei cantastorie, pratica necessaria oggi come sempre nella storia dell’uomo. Padrone della scena e della sala, perfettamente in grado di sentire il pubblico presente, da lui costantemente coinvolto e interpellato, Paolo Rossi “recita a soggetto” a partire da una traccia essenziale mostrata all’inizio ed esplicitamente modificata in corso d’opera in base alle risposte della platea. Dal suo narrare appaiono, tra gli altri, Enzo Jannacci e Dario…

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