“Ennio”: il sentito omaggio di Tornatore a Morricone

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Come cambierebbero i celebri western di Sergio Leone se, per assurdo, si togliessero loro le colonne sonore di Ennio Morricone? Resterebbero la genialità registica, la perfezione estetica delle inquadrature, le sceneggiature coinvolgenti, gli attori e tanto altro, certo. Ma li priveremmo di un elemento chiave capace di giocare un ruolo drammaturgico di primo piano – come un vero e proprio personaggio – al loro interno: le musiche di Morricone. La perdita sarebbe incalcolabile, quindi è meglio non pensarci…

Il regista siciliano Giuseppe Tornatore, che ha avuto il merito e il privilegio di poter vantare una lunghissima collaborazione col Maestro romano (Nuovo Cinema Paradiso e La leggenda del pianista sull’oceano, giusto per ricordare le pagine più celebri del loro sodalizio), racconta in un paio d’ore abbondanti – che volano via tutte d’un fiato – la sua straordinaria carriera di compositore e direttore d’orchestra, affidandosi alle parole dello stesso Morricone, oltre alle testimonianze di amici, colleghi e artisti, alternate a spezzoni di film contenenti alcune tra le pagine musicali più celebri della sua produzione dedicata al cinema (come Metti, una sera a cena, Sacco e Vanzetti, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e Mission). Ma Morricone, al di là dell’attività in ambito cinematografico e dei relativi meriti culturali (grazie alla sua opera sono caduti i pregiudizi accademici sul ruolo del compositore al servizio del cinema, visto in precedenza come “di serie B” rispetto al compositore “colto”) è stato molto altro: innovativo arrangiatore di successo nel pop italiano degli anni Sessanta (c’è il suo zampino in successi/tormentoni quali Abbronzatissima e Sapore di sale), audace sperimentatore nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, prolifico compositore di musica contemporanea (da camera, per orchestra, corale…), oltre che – elemento tutt’altro che trascurabile – giocatore di scacchi di tutto rispetto.

“Ennio” è un omaggio affettuoso e avvincente, in cui Tornatore esplora la poliedricità del Morricone artista, senza però trascurare il Morricone uomo, raccontando aneddoti e curiosità che arricchiscono di particolari la figura di un personaggio imprescindibile per la storia della cultura italiana contemporanea. Dagli esordi come trombettista negli anni Quaranta al Conservatorio di Santa Cecilia fino all’agognato premio Oscar (2016) per la colonna sonora di The Hateful Eight, il documentario ripercorre le tappe salienti di un percorso artistico lungo più di sessant’anni. Semplicemente imperdibile.

Francesco Vignaroli

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