La Merda di Cristian Ceresoli: Silvia Gallerano memorabile interprete di un “canto letterario”

Trieste, La Contrada, 18 marzo 2022

“Ci vuole coraggio”

L’attrice, nuda e già seduta su un piedistallo da circo mentre il pubblico entra in sala, sotto una luce fredda, ripete spesso questa breve frase nel corso de “La Merda”, la potentissima pièce di Cristian Ceresoli che festeggia quest’anno il decimo anniversario dalla prima messinscena.

Pluripremiato a livello internazionale, il testo si giova della magistrale prova d’attrice di Silvia Gallerano, che tra l’altro è in grado di interpretarla anche in inglese e francese.

Il disagio provocato sul pubblico nel trovarsi immerso in quella stessa luce diretta sulla platea, prima dell’inizio dello spettacolo, è decisamente maggiore rispetto alla presenza in scena di una persona completamente svestita, pareggiando in qualche modo il conto al di qua e al di là della quarta parete.

Poi, le luci in sala finalmente si smorzano e lo spettacolo inizia.

Il teatro ha innumerevoli funzioni, sociali e individuali: intrattenere, divertire, aggregare, educare…

Ma ce n’è una che dovrebbe essere sempre presente: far riflettere.

Lo si può ottenere in vari modi, ma di certo “Ci vuole coraggio”.

“La Merda” toglie letteralmente il fiato, grazie a un testo, poderoso, efficacemente disturbante, su cui l’attrice costruisce una tensione che cresce inesorabile fino alla conclusione di ogni episodio narrato.

Lo si percepisce con chiarezza quando si sente il vicino di posto espirare profondamente alla fine di uno dei tre tempi – Le Cosce, Il Cazzo, La Fama e un controtempo,  L’Italia – di questa “partitura letteraria”, com’è correttamente definita dall’autore.

Ed è proprio la stupenda capacità vocale di Silvia Gallerano a dar senso tangibile, concreto, materico alle suggestioni musicali indicate da Cristian Ceresoli: controcanto, escursioni melodiche, maschere vocali sono davvero i termini più adatti per definire quel che avviene in scena.

L’incredibile estensione interpretativa permette all’attrice di passare da un registro all’altro modificando, oltre al tono e all’espressività, anche la mimica di un volto dotato di una mobilità stupefacente.

Il personaggio è una donna piccola, ossessionata dall’inadeguatezza delle sue cosce, troppo grosse per superare un provino. Nell’accanimento agito sul proprio corpo scarica, in un flusso interiore violento, un’energia possente tutta tesa a mascherare una fragilità infinita, una sofferenza originata da un passato di soprusi subiti fin dall’infanzia.

Reagisce a ciò con una ferocia esasperata, tragica, smarrita; si resta attoniti, colpiti, sgomenti, ma anziché svuotati ci si ritrova arricchiti.

La catarsi, elemento sostanziale di ogni tragedia che si possa definire tale, si sviluppa sottotraccia, in modo impercettibile per poi emergere chiaramente alla fine.

“Ci vuole coraggio” per rinunciare ad assistere a questo spettacolo feroce, crudele e veemente, dotato di una bellezza rara, unita a una non comune capacità di portarci a far risuonare in noi e a far vibrare le corde interne più nascoste con il suono della voce di Silvia Gallerano, medium possente della nostra comune umanità.

Paola Pini

Trieste, La Contrada
18 marzo 2022
 
La Merda
di Cristian Ceresoli
con Silvia Gallerano
 
direttore tecnico Giorgio Galliano
produzione Frida Kahlo Productions con Richard Jordan Productions e Produzioni Fuorivia in collaborazione con Summerhall (Edinburgh) e Teatro Valle Occupato
Foto Guido Harari
Trieste, La Contrada, 18 marzo 2022 “Ci vuole coraggio” L’attrice, nuda e già seduta su un piedistallo da circo mentre il pubblico entra in sala, sotto una luce fredda, ripete spesso questa breve frase nel corso de “La Merda”, la potentissima pièce di Cristian Ceresoli che festeggia quest’anno il decimo anniversario dalla prima messinscena. Pluripremiato a livello internazionale, il testo si giova della magistrale prova d’attrice di Silvia Gallerano, che tra l’altro è in grado di interpretarla anche in inglese e francese. Il disagio provocato sul pubblico nel trovarsi immerso in quella stessa luce diretta sulla platea, prima dell’inizio dello…

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