Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

LE METAFORE DELL’ORGANISMO MASCHILE E LE TURBE PSICHICHE DELLA SFERA SESSUALE. EMOZIONI SENSITIVE E COINVOLGIMENTO AFFETTIVO PER “PENIS PROJECT” AL TEATRO “OFF/OFF”

Data:

Dal 10 al 15 maggio 2022 al all? OFF/OFF di Roma

Siamo arrivati alla metà di maggio con un turismo che è ripreso a pieno ritmo con l’affluenza tornata quasi ai livelli del 2019 per ammirare la bellezza monumentale ed artistica delle metropoli, suggellata dalla “Notte Europea dei Musei” di sabato scorso in cui si sono registrate oltre 70.000 presenze negli Istituti Culturali, Universitari e per le Mostre in corso, mentre circa 6 milioni di persone hanno assistito in  televisione alla finale dell’Eurosong Festival da Torino dove , secondo le previsioni, ha vinto la vivace e sfrenata Orchestra “Klanish” ucraina, lanciando alla fine dell’esecuzione lo slogan politico “Viva L’Ucraina, appoggiateci! Sostenete Mariupol!” per cui ha rischiato d’essere squalificata non essendo concesse interconnessioni ideologiche. Per quello che concerne la stagione teatrale ormai gli spazi civili pedagogici e formativi sono agli ultimi spettacoli ed in fase di consuntivo del proprio bilancio d’esercizio, che ha segnato una netta ripresa di partecipazione del pubblico all’attività spettacolari delle diverse compagnie, s’è preso atto che le stesse  sono  tornate finalmente ad essere ammirate ed apprezzate dagli spettatori dopo due anni di “lockdown” per la pandemia. Uno dei luoghi di costume e di cultura nato negli anni recenti e che si distingue per la programmazione d’identità sessuale normale ed alternativa, “Special Musicali” dedicati alle celebrità canore, serate monografiche per letterati e  poeti, è il teatro “OFF/OFF” di via Giulia vicino al Liceo Classico “Virgilio” ed all’Accademia d’Ungheria, all’Ambasciata di Francia a Piazza Farnese, che è bellissimo per le sue splendide vetrate trasparenti, le luci al neon con il dominio del colore rosso, i corridoi interni tirati a lucido ed in più per il dopocena un ottimo “Bistrot”, il tutto diretto con oculata gestione artistica da Silvano Spada. Vi siamo andati per assistere al lavoro di Patrizia Schiavo “Penis Project” che aveva come finalità precipua di rispondere allo spettacolo ”Vagina” di qualche anno fa sull’altra metà del cielo e che , secondo la concezione divina teologica e quella biologica cinese, devono completarsi a vicenda per la piena sessualità dell’essere umano. Naturalmente poi vi sono le persone racchiuse nella larga schiera delle LGBT, che, in nome della tutela dei diritti della persona umana, manifestano periodicamente  il loro orgoglio ed hanno presentato con il deputato Dal Zan il disegno di Legge che è stato bloccato in Senato, dopo essere passato alla Camera, senza poter ancora raggiungere un compromesso politico.  Ecco allora che l’autrice, che funge da presentatrice e da filo rosso di raccordo tra i vari punti della sua analisi psico – sociale e biologica, parte dal dizionario sessuale per approdare ai complessi, traumi e tabù che impediscono una libera, felice, disinibita,  rampante, sfrenata e piacevole vita sensitiva con regolari amplessi. Per realizzare  tutto ciò si sono ingegnati con destrezza, ironia ed allegra satira dialettica 6 attori che hanno interagito con giusta scelta dei tempi, ricamandosi ognuno una particolare caratteristica dell’organo maschile , di cui ciascuno ha rammentato i differenti lemmi con cui può essere identificato dalla lettera A fin quasi alla fine dell’alfabeto; questa tuttavia non è una novità in quanto ci s’era cimentato argutamente già il comico e salace scrittore e macchietta quirite dell’inizio del XX secolo Ettore Petrolini. S’è poi passati progressivamente alle patologie della sessualità maschile a cominciare da quella anale dell’infanzia e che l’avvicina, non essendo ancora stata plasmata organicamente da adulta, al padre tanto che se viene violentato in questa fase adolescenziale gli rimane impresso il trauma, che gli resterà impresso per tutta l’esistenza e lo spingerà spesso a rapporti promiscui con i fanciulli o con altri partner omosessuali. Talvolta vi sono disfunzioni erettili con “Impotentia coeundi” oppure l’ ansia da prestazione, che nelle prime relazioni intime spesso rovina per paura di non riuscire, o fare una brutta figura, l’accoppiamento con la propria donna, che inizia a dubitare delle  potenziali doti fisiche del partner, ma se la sessualità è normale non tarderanno ad arrivare le soddisfazioni. Vi son  poi le stupide convinzioni e le gare a chi ha le maggiori proporzioni del suo fallo, mentre ben più grave è la situazione di chi ha pochi e scarsamente mobili spermatozoi per cui non può regalare un figlio alla sua metà e questo pur ricorrendo ad iniezioni e terapie di testosterone; in tali casi bisogna  procedere alla fecondazione assistita omologa od eterologa, essendo nel nostro Paese ammessa solo la prima. A Napoli il “maschio latino” è stato trasformato mitologicamente nella figura antitetica ed ossimorica del “femminiello” che, nella sua concretezza storica, s’è immedesimato in coloro che si possono trovare nei viali delle periferie urbane con  incredibili ed umilianti sorprese per i propri clienti o nelle case indicate dagli annunci per incontri dei “Cuori solitari” nei giornali con l’ apposite rubriche , per non parlare dell’imprevedibile sessualità informatica e telematica. Non sono mancati gli accenni sarcastici ai profilattici per evitare il pericolo del contagio da HIV, che ha mietuto molte vittime, oppure alle pomate lubrificanti od alle pasticche di Viagra  per rinforzare le “terze gambe” degli anziani e dare loro l’illusione d’essere ancora degli infallibili “percussori” umani, purché non soffrano di cardiopatie in quanto potrebbe essere estremamente rischioso. Gli interpreti di questo eclatante e trasgressivo spettacolo sono stati : F. Carrozzo, A. De Stefano, E. Durante, T. Lombardo, E. Marinelli ed O. Salvati. Il video esplicativo sullo sondo del palcoscenico è stato realizzato da Giulia Brazzale, mentre la scenografia ridotta all’indispensabile portava la firma di Marianna Ferrazzano. La programmazione dell’”OFF/OFF” si chiuderà ufficialmente il 17 maggio nella giornata mondiale contro l’ omotransfobia con la rappresentazione di “Io che amo solo te” con R. D’ Alessandro, A. Lintozzi ed A. Di Marco, che curerà pure la regia. Il tema dominante sarà l’accettazione di genere di quello che in effetti si è in base alla propria sensazione fisica e non alla conformazione naturale, che talora si è costretti a cambiare con delicate operazioni chirurgiche di mutazione genetica per sentirsi a proprio agio. Comunque restano sempre i vecchi stereotipi e pregiudizi per cui, soprattutto tenendo conto delle frequenti aggressioni ai gay, molti non hanno il coraggio del “coming out” e la maggior parte  perfino  non ne prende coscienza e crede di poter stare tranquilla con una deontologia bisex, salvo in seguito la moglie scoprire la cocente verità e fallire parecchi matrimoni come da notizie sensazionali sui social, già anticipate dal film “Perfetti sconosciuti”.

Giancarlo Lungarini     

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