“Boxing Valentine” al Teatro Bellini

Il 13 e 14 aprile 2022 al Teatro Bellini di Napoli

Bella atmosfera di danza al Piccolo Bellini di Napoli, nel cuore di una stagione che sa sempre più di rilancio che di transizione. Merito anche di questa due-giorni con Emma Cianchi, coreografa multitasking del panorama nazionale con baricentro a Pozzuoli, protagonista con il suo ultimo “Boxing Valentine”, di nome e di fatto ideato e cucito sul corpo e l’interpretazione di Valentina Schisa. Andato in scena il 13 e 14 aprile scorso, il titolo è un inequivocabile rimando al film “Boxing Helena” di Jennifer Chambers Lynch a cui è evidentemente ispirato, con la regia, la coreografia e le installazioni di Emma Cianchi. Come nelle corde della coreografa, anche questo ultimo lavoro è un sapiente assemblaggio di luci, suoni, installazioni e coreografie pensate dentro e fuori i contenuti proposti. Anche in questo caso, dunque, abbiamo assistito ad una vera e propria escalation emozionale, fatta di scene semplici ed al contempo complesse, in grado di incollare lo sguardo del pubblico sul corpo/ombra dei protagonisti Valentina Schisa ed Antonio Licastro, ossimoro coreografico di un’ombra ingombrante come non mai. I due interpreti imbastiscono in scena un amore malato in cui lei, consenziente ed inconsapevole autoreclusa, tollera patologicamente ogni vessazione amorosa, accogliendo e subendo oltre ogni limite. Alimentate da illusioni ottiche e musiche/suoni intercettati in platea con cuffie ed efficiente effetto surround, le installazioni nel loro complesso hanno sostenuto la vittima e carnefice di se stessa Valentine, coadiuvata da un bravissimo Antonio Nicastro con la presenza al buio del performer Lukas Lizama, con un risultato apprezzato da tutto il pubblico in sala. Come sempre Emma Cianchi si è affidata al suo estro al di qua ed al di là del mero palcoscenico, collaborando ancora una volta con il sound designer e regista del suono Dario Casillo, e con le luci di Enrico Giordano ed i costumi di Dario Biancullo. Tutto al servizio di uno sviluppo narrativo molto semplice, con Valentine che si chiude in se stessa nella sofferenza e nella scatola, in un destino che si fa sempre più aggrovigliato come spesso accade nelle scene casalinghe dei nostri tempi. Come nel film e nella vita quotidiana, anche in “Boxing Valentine” l’amore apre e chiude la storia che Emma Cianchi liberamente riprende e racchiude in pochissimi metri quadri del Piccolo Bellini, cornice ideale per un titolo capace di implodere accanto alla sua protagonista. Nessun finale a sorpresa, dunque, tutto lasciava intendere a cosa si sarebbe andato incontro. Un finale inquietante per un titolo che ha già fatto discutere nel 1993 con la pellicola di Jennifer Chambers Lynch in cui Emma Cianchi non ha lesinato energie emozionali.

Massimiliano Crauss          

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