“Rompere il silenzio”: A tu per tu con Ami

Oggi intervisto Ami, nome d’arte dell’artista romana Noemi Damiani. Il suo primo approccio di con la musica risale a quando era bambina, e precisamente da quel momento che i suoi genitori decidono di iscriverla ad un coro e, contemporaneamente, inizia a prendere lezioni di pianoforte. Due passioni che, però, con il tempo decide di accantonare. Riprende le lezioni di canto nel 2016, in un periodo per lei delicato, con la paura che la musica non rappresentasse più una parte di lei.  Poi nell’estate del 2021 nasce Ami, quando Noemi lascia il suo contratto a tempo indeterminato ed inizia a scommettere sulla sua voce. Il suo primo brano, si intitola “La maschera”, uscito il 26 Novembre 2021 e nato dalla collaborazione con il maestro Mario Zannini Quirini (Lead Records) e l’autrice Paola Angeli. Il singolo presenta due punti forti: un testo con una stesura classica ed un sound che ammicca all’elettro-pop. Ad Aprile 2022 esce il secondo singolo “Rompere il silenzio”, realizzato con la stessa squadra del primo, accompagnato da un testo classico italiano e con un sound internazionale che strizza l’occhio ad artiste come Bjork e Billie Eilish.

Ciao Noemi, benvenuta al corriere dello spettacolo. Iniziamo a parlare di questo tuo nuovo e bellissimo brano. Parlami di “Rompere il silenzio”?

“Rompere il silenzio” è un brano che voglio collegare con il mio primo brano dal titolo “La maschera”, perché sono collegati con la storia. Potremmo dire che “Rompere il silenzio” è la seconda parte della storia. Quindi dopo che ti sei tolta la maschera, attraverso l’aiuto di un’altra persona, riuscendo ad accertarti e farti accertare per quella che sei e inizia una nuova fase della relazione, nel senso che acquisti consapevolezza che questa persona non ti farà del male, è una persona positiva e dalla stessa persona devi cogliere l’emozioni e iniziare anche a raccontarle, togliere questo muro, romperlo e rompere il mio silenzio e quindi raccontare la mia storia.

Ti confesso che entrambe le canzoni mi hanno colpito e le trovo non solo belle, non voglio dire solamente che sono belle, perché sarebbe molto riduttivo, sono di più, vanno oltre, sono contemporanee all’essere umano. Racconti quello che succede a tutti sia a uomini e sia donne davanti alle delusioni in particolare in amore. C’è questa tendenza a chiudersi, a costruire dei muri, a indossare delle maschere magari per fingere che si sta bene anche da soli. Ci chiudiamo e aprire a una nuova relazione non è facile, non abbiamo fiducia nell’altro o nell’altra, quindi c’è questo distacco che ormai viaggia contemporaneo al nostro vivere. Perché secondo te è molto comune questo aspetto e perché le storie non durano nel tempo, cosa è cambiato dal punto di vista sentimentale? 

Penso che tutto è molto comune perché rispetto a prima è tutto molto più semplice. Prendo l’esempio dei miei nonni, si sono conosciuti quando avevano 14 anni, adesso è un po’ impensabile una cosa del genere. Siamo tutti un po’ sostituibili e non è facile capire cosa sta succedendo ai sentimenti. Tuttavia, prendendo come esempio i nonni che sono per me il punto di riferimento e l’immagine fantastica dell’amore, penso che siano cambiati gli ideali, siamo andati avanti con le generazioni e gli ideali sono andati sempre più a svanire, e ci siamo trovati delle coppie di età più grandi di noi che si sono separate, parlo di persone di 50 anni, che per me dovrebbero essere un punto di riferimento invece non lo sono. E tutti come punto di riferimento abbiamo solo i nonni, che sono riusciti a stare insieme una vita intera. Poi va tutto veloce e come dici tu non c’è più il dialogo, non si sta più insieme.

Diciamo comunque che noi siamo una generazione fortunata perché abbiamo avuto dei nonni che sono riusciti a stare insieme per tutta la via, le generazioni successive si trovano o si troveranno anche con i nonni separati. Tuttavia, prima, parlando della tua biografia, ho detto che hai avuto un momento in cui hai pensato che la musica non era per te. Ma tu fin da piccola hai avuto la passione per la musica. Mi racconti questa passione?

Sì! La mia passione per la musica nasce da piccolina. Mia mamma mi ha sempre raccontato che mi cantavo la ninna nanna da sola. Lei iniziava a cantarla e poi io continuavo a cantarla da sola fino a quando mi addormentavo. Può sembrare una risposta banale ma mi sono appassionata alla musica proprio da piccola, e la stessa mi piaceva proprio in generale. Poi crescendo ho iniziato ad avere i miei gusti musicali, magari prima andavo di pari passo con i gusti dei miei genitori, poi ho iniziato a farmi una mia cultura.

E proprio questa capacità di farti una tua cultura, ti ha portata a oggi. L’ultima domanda: che progetti hai per il presente?

Vorrei uscire con un album, ma ci vuole del tempo, voglio concedermi del tempo prima di farlo. Non voglio andare di fretta, e quindi sicuramente lavorerò a un nuovo singolo, e poi ho fatto qualche serata e sicuramente ne farò altre.

E intanto, mentre tu lavori a un nuovo pezzo o a prendere parte a qualche serata live, noi ci gustiamo “Rompere il silenzio”, brano accompagnato da un testo classico italiano con gli arrangiamenti dal sound internazionale che strizzano l’occhio ad artiste del calibro di Bjork e Billie Eilish, catturando l’ascoltatore in un mix di ritmo e leggerezza. Inoltre lo stesso è accompagnato da un videoclip realizzato dall’agenzia Savana Movies, uscito lo scorso 14 aprile.  Grazie del tuo tempo, un caro saluto e alla prossima.

Grazie a te Giuseppe, un saluto a te e alla redazione.

Giuseppe Sanfilippo

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