Ilaria Solazzo intervista il Maestro Simone Cecchetti

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e scrittrice, ha intervistato per noi e per voi di “Corriere dello spettacolo”, il Maestro Simone Cecchetti.

Simone Cecchetti è lo sguardo che va oltre. La vita che scorre in un click fermando l’immenso. Il frame che fa battere il cuore a mille a tutti coloro che possono beneficiare del suo talento. Grazie alle sue mani attehte il sole si posa con un suo raggio, senza dar fastidio, in una sua foto in bianco e nero che diventa pura magia. Un obiettivo, quello usato da Simone, che dá respiro alle tante note di tutto il mondo. Un uomo, Cecchetti, che dietro un paio di occhiali bianchi riesce a mettere l’arcobaleno nelle “pose” più stravaganti. Un eterno bambino dal cuore puro che coglie le sfumature più articolate degli arbusti artisti internazionali. Come un pittore dinnanzi alla sua tela lui tratteggia le linee dando le forme all’anima della musica. Il punto fermo per ogni musicista che desidera immortale la sua anima.

In un’era veloce, frenetica dove, a causa dell’informatizzazione, a tutti par essere permesso di fare tutto, esistono ancora persone che si distinguono per la loro professionalità. La fotografia, ad esempio, è uno di quei settori che ha subito maggiori mutamenti. Da analogica a digitale, fino a quando ci siamo ritrovati la telecamerina nei cellulari, con social-media fotografici come Instagram e Snapchat.
Ho intervistato il fotografo Simone C.

Intervista

Ilaria – Quando è cominciata la sua passione per la fotografia?
Simone – è sempre stata legata alla passione per la musica , il primo concerto che ho fotografato è stato James Brown. Un buon inizio direi .

Ilaria – Siamo la società delle immagini. Pensi che questa inflazione d’immagini sul web e in tutti i media tolga qualcosa a chi si dedica con passione e serietà alla fotografia?
Simone – La fotografia ha una funzione terapeutica. La fotografia è benessere , foto di viaggio o anche un semplice selfie, vuol dire che c’è voglia di raccontare. La condivisione è sempre una cosa positiva. Il voyeurismo non deve essere per forza considerato come una cosa negativa e comunque si può sempre scegliere di non frequentare i social.

Ilaria – Qual è il tuo soggetto fotografico preferito?
Simone – La fotografia è il mio soggetto preferito . Amo fotografare un fiore come un palazzo. Un piatto di pasta o un essere umano. L’importante, nel mio caso, è farlo divertendosi.

Ilaria – Bianco e nero o colore ? Digitale o analogico ?
Simone – Il bianco e nero per assurdo lascia più spazio all’immaginazione ma il colore è più adatto per certe immagini. Stessa cosa vale per la pellicola . Ogni fotografia ha il suo ‘vestito’ , colore o bianco e nero , analogico o digitale .. una foto sportiva oggi magari è meglio farla in digitale ad esempio mentre un ritratto in studio, fatto con calma, anche con una rolleiflex del 1942.

Ilaria – “Ci sono scuole per qualsiasi cosa, dove s’impara di tutto e alla fine non si sa niente, non si sa niente di niente. Non esiste una scuola per la sensibilità. Non esiste, è impensabile.” Lo ha detto Cartier Bresson . Tu sei d’accordo?
Simone – Ultimamente ho letto un libro che raccoglie tante interviste fatte a Cartier Bresson e onestamente mi sono trovato in disaccordo con la maggior parte delle cose che ha detto. Certo, è un maestro della fotografia, certe cose sono geniali ma quel periodo era molto più affascinante da fotografare. Quando guardi le sue foto oggi rimani più affascinato da quello che ha fotografato o come lo ha fotografato. 50 e 50? Ed è già un gran traguardo. Riguardo al discorso della scuola non ho mai frequentato scuole ma credo che anche li ci sia un preconcetto di base. Anche Giotto ha avuto un maestro. La verità è che non credo nelle scuole ma credo ad un maestro potrebbe anche far capire al giusto studente che ci sono delle cose interessanti che potrebbero aiutare un percorso formativo. Leggere un libro, vedere un film, fargli notare delle cose che probabilmente non avrebbe notato. La scuola dovrebbe insegnare a predisporre ma spesso impongono.

Ilaria – La Fotografia è considerata ormai universalmente Arte. sei d’accordo?
Simone – Certo, non tutta la fotografia. Se fai la foto al tuo gatto con il cellulare magari no, ma un certo tipo di fotografia sicuramente lo è.

Ilaria – Che qualità deve possedere una fotografia, secondo te, per essere considerata artistica?
Simone – Se te la immagini appesa in un museo allora la considero artistica. Se la gente guardandola la trova interessante e non una semplice documentazione per me è arte.

Ilaria – Quali tue foto ti rappresentano meglio e quali non faresti più?
Simone – Fortunatamente sono sempre stato libero di poter scegliere e non sono il tipo da rimpianti quindi direi che tutte mi rappresentano e non c’è una foto che non rifarei .

Ilaria – Quanto c’è, oggi, di autoreferenziale nelle mostre e nei libri fotografici?
Simone – Dipende dallo scopo. Se faccio una mostra o un libro da una parte c’è una motivazione personale, quella di raccogliere tutta una serie di pezzi della mia esistenza e mettere anche in ordine e non è un discorso autoreferenziale ma semplicemente di ordine mentale. Poi mi piace condividere quello che ho avuto il piacere di raccogliere che magari può risultare interessante per chi lo guarda ma non ho bisogno di farlo per delle motivazioni legate all’apparire.

Ilaria – Quanto è importante l’umiltà in un mondo ‘social’ dove ognuno può promuovere se stesso senza l’aiuto dell’altro? Vedi umiltà nell’ambiente dell’arte e dei fotografi?
Simone – È un discorso molto lungo. Io non credo nell’umiltà. Che poi cosa vuol dire umiltà ? Non c’è niente di più brutto di vedere quei fotografi riconosciuti bravi che fanno i finti umili perché così attirano, nel caso dei social, altri commenti positivi. Dall’altra parte poi ci sono i fotografi che si comportano da superstar quando non hanno mai stampato o qualcuno ha comprato una loro foto. I social sono la fiera dell’effimero certe volte. La cosa importante è avere un senso critico. Se si è bravi e riconosciti non vedo il motivo per fare dei proclami sull’umiltà che, ripeto, sono peggio dei fotografi presunti tali che si comportano come delle superstar. Pubblicate le vostre foto e la gente e la storia giudicherà.

https://www.instagram.com/simonececchetti_official/?hl=it

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