TEMATICA SOCIALE, SATIRA ED OPERETTA NELLA NUOVA SEZIONE “ALTRI PERCORSI” DEL PARIOLI. LA GRAVE PIAGA DELLE “BABY GANG” DENUNCIATA DA E. GIORDANO NEL LAVORO “IL COLPEVOLE”

Data:

Dal 19 al 23 ottobre 2022 al Teatro Parioli di Roma

Sui “ mass – media” e dalle pagine dei giornali veniamo sempre più ad apprendere non solo il dramma dell’esose bollette di luce e gas che la gente, specialmente i settori secondario e terziario, non ce la fa   più a pagare ed è costretta a chiudere il proprio esercizio commerciale, ma della maniera sbagliata in cui cresce la gioventù odierna che dovrebbe rappresentare la classe dirigente del domani, com’è precisamente successo con Giorgia Meloni che s’è fatta dal nulla ed ora costituisce la prima donna “in pectore” Presidente del Consiglio, avendo raggiunto la vetta dello “Share” degli elettori italiani e scalzato con fiera determinazione e coraggio il Cav. Berlusconi dal potere del centrodestra. I giovani oggi o stanno sul divano attendendo una proposta di lavoro conveniente e di gradimento vicino  casa oppure preferiscono riscuotere il reddito di cittadinanza, integrandolo con un impiego in nero. Tuttavia questo, che ha rappresentato la fortuna elettorale dell’avvocato onorevole Conte al Sud con il Movimento “ 5 Stelle”,  con il Governo della Meloni sarà rivisto e l’indennità resterà solo per i casi più eclatanti. Comunque quello che è criminale e non tollerabile, contro cui dovrà agire il probabile futuro ministro della Giustizia on. Nordio ex magistrato, è il grave fenomeno della delinquenza e criminalità minorile , adolescenziale e giovanile, che spinge molti ragazzi, a cui le famiglie non danno soldi  per la crisi che queste sovente attraversano e per la mancanza di fondi, ,ad arrogarsi da soli il diritto di togliersi con le maniere illegali tutti i vizi, i piaceri della moda griffata e delle scarpe grandi marche, che il mercato propone insieme ai cellulari ultimo modello. Oltre a ciò vi sono coloro che s’incamminano su strade pericolose per la loro salute con le droghe pesanti e l’alcolismo, per cui ci si mette in gruppetti, i cosiddetti “Ragazzi branco del muretto” delle periferie particolarmente degradate, che ritengono giusto soddisfare i loro gusti ed istinti primordiali, facendo il numero la loro forza. C’è chi si diverte, magari dalla Laurentina a tirare sassi dai cavalcavia contro le auto, chi fa la sentinella per lo spaccio degli stupefacenti a Corviale od a Tor Bella Monaca nelle torri, bucandosi poi magari in viale dell’Agricoltura, oppure lanciando pietre o picchiando gli autisti delle corse notturne dei mezzi pubblici, forse in quanto non si fermano dove loro vorrebbero a loro piacimento scendere. Quello che è  più infido è che adesso tutto ciò si sta divulgando nella scuola che, anche per le classi “pollaio” ed i quartieri  trascurati “in primis”, non riesce a formarli pedagogicamente come dovrebbe e parecchi senza un barlume di etica né in famiglia e tantomeno a scuola s’arrogano la presuntuosa licenza che sia tutto loro permesso: arrivare tardi la mattina senza giustificazione, far suonare il cellulare e parlare ad alta voce ad esso disturbando la lezione, tanto se il docente dice qualcosa per la mancanza   di rispetto viene insultato ed apostrofato volgarmente, quando non picchiato dall’allievo stesso o dai genitori per una valutazione che, loro arbitri di se stessi, giudicano di non  meritare. Quello che è ancor più insopportabile è il contegno che ritengono di poter adottare contro i compagni più deboli caratterialmente, più fragili di corporatura, bulimici od anoressici, portatori di handicap fisici o minorazioni mentali, ai quali vengono assegnati i sempre più precari e carenti professori di sostegno, che hanno il gravoso compito di seguirli con il BES all’uopo previsto. Contro di loro più timidi e remissivi si scatena di tutto prendendoli in giro, scaraventandogli addosso di tutto e perfino sottraendogli qualche materiale scolastico od oggetto  di valore che dovessero avere. Ecco il motivo per cui i più indifesi non vogliono spesso andare a scuola per non dire quando sono gli stessi maestri o docenti, che vengono sospesi in caso d’esposto all’Autorità superiore o denuncia penale fino a sentenza passata in giudicato, a sottoporli a soprusi e maltrattamenti, forse, cedendo all’isteria nervosa. Maggior rilevanza civile e penale v’è allorché codeste “ baby Gang “ aspettano i compagni della loro scuola fuori dall’Istituto e li depredano di tutto per strada o li sfidano con ripetute angherie e botte sugli autobus scolastici puntando sull’unione aggressiva e rude, violenta, del branco, al punto che un’autista, calatasi nel ruolo di mamma d’un bambino delle primarie o Medie Inferiori, l’ha sottratto alla furia impazzita dei suoi antipatici compagni, che lo stavano atrocemente bullizzando , portandoselo nella cabina di guida. Tutto questo non è ammissibile nell’istituzione pubblica per una corretta ed ordinata convivenza civile e per il fatto che i traumi psichici lasciano profondi solchi nella nostra intimità, come le ferite per le morti dei nostri cari che non si rimarginano e noi ne sappiamo, purtroppo, qualcosa. Dunque a proposito la brava scrittrice, acuta regista e fine psicologa investigatrice del consorzio umano del nostro Paese Emanuela Giordano ha messo  a fuoco nel suo ultimo copione “Il colpevole” l’indagine curata in dieci scuole su codeste questioni dolorose ed illecite, immaginando che in un’assemblea studentesca, dove generalmente si perde tempo come se fosse un giorno di vacanza e s’ottiene d’uscire pure prima dopo il contrappello, gli alunni abbiano il coraggio, parlando al microfono uno alla volta,  di pentirsi coscientizzandosi delle loro malefatte. La causa scatenante di tale “Redde rationem” era il giallo accaduto davanti alla scuola dove era stato dato fuoco ad un barbone o “Clochard” come già avvenuto e denunciato in passato, anche se in parecchi casi s’uccidono tra loro stessi per un  giaciglio, un posto letto con coperta e ubriachi si feriscono, deturpano, sgozzano con le bottiglie di vetro rotte. Le collusioni e reciproche complicità nello sviluppo formativo errato e nel sentirsi già adulti vengono denunciate, ciascuno con le proprie colpe, da alunni, professori e genitori, che quasi mai controllano con attenzione la diuturna e passionale applicazione sui libri, essendo unicamente capaci di dare responsabilità a coloro che sono in cattedra per un difficile lavoro sottopagato rispetto al resto dell’Europa. Non tutti riescono a purificare loro stessi, avvertendo il bisogno d’emendarsi, rigenerarsi con la metanoia, ma almeno s’è presa sensibilità per la licenziosa criminalità vigente con il proposito di fare di tutto per redimersi presto, per non fin ire nelle carceri o nei centri di recupero come quello di San Patrignano. Intanto la  “band” formata da Leonardo Ceccarelli alle chitarre e Paolo Volpini alla batteria e percussioni ha suonato le musiche di Tommaso di Giulio per tentare d’allegerire la tensione emotiva e l’aria pesante di simili situazioni in serate poco gradevoli. Con questo atto unico di drammatica denuncia sociale e civile s’è aperta la stagione del Parioli che ha ideato questa variegata e multiforme rassegna intitolata “Altri percorsi”, che s’alterna con la programmazione classica ufficiale, che partirà la prossima settimana, di prammatica il mercoledì, con Ale e Franz in “Atti scenici in luogo pubblico” di A. Basentini, F.Villa e F. Ferrari con la regia di quest’ultimo, che promette ironiche scintille e “Sold out” Sarà replicato fino al 6 novembre, mentre dal 19 al 23 torneranno Peppe Barra e Lalla Esposito in “ Non c’è niente da ridere” di Barra e Lambertini per un nuovo genere sarcastico di creazione artistica inserita in “Altri percorsi”, che con ”Il colpevole” sarà in replica fino a domenica prossima.

Giancarlo Lungarini   

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