Stan Laurel e Oliver Hardy rivivranno al Festival teatrale di Verezzi. Una dozzina di spettacoli in piazzetta Sant’Agostino e nelle grotte dal 7 luglio al 14 agosto

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Savona. Inizierà venerdì 7 luglio e terminerà lunedì 14 agosto il Festival teatrale di Borgio Verezzi, che vede in calendario una dozzina di spettacoli, la maggior parte dei quali in Prima nazionale. Nella conferenza stampa della scorsa settimana, svoltasi alla Fondazione De Mari di Savona, il sindaco ha anche annunciato che la rassegna 2023 “sarà dedicata alla memoria di Enrico Rembado”, recentemente scomparso, Primo cittadino e fondatore negli anni in cui il Festival nacque nel 1967.
Gli spettacoli, che si svolgeranno in piazzetta Sant’Agostino e alle grotte, avranno per filo conduttore “il cinema, le coppie, i grandi personaggi della scena”. Non a caso il primo titolo svelato del calendario, e attorno al quale, come ha precisato il direttore artistico Stefano Delfino, “è stato costruito il resto del cartellone”, è “Stanlio & Ollio” di Claudio Insegno, che calcherà le scene con Federico Perrotta. La commedia farà rivivere le gag di Stan Laurel e Oliver Hardy, conosceremo i rapporti con le rispettive moglie nonché la loro vita familiare, e assisteremo alle prove dei loro film.
Una pièce che – come svelato da Mattia Rolando, consigliere comunale delegato al Festival – andrà in scena in prima nazionale martedì 11 luglio e mercoledì 12.
Ma l’occasione della conferenza stampa è stato anche il momento per far conoscere i vincitori del Premio Fondazione De Mari di Savona e del Premio Camera di commercio delle Riviere liguri.
Il primo è andato a Pavel Zelinskiy quale migliore interprete emergente tra gli spettacoli dell’estate 2022, recitando al fianco di Giuseppe Pambieri, Micol Pambieri e Stefano Messina in un testo del catalano Guillem Clua, “La terra promessa”, che ha affrontato “col sorriso l’importante tema del riscaldamento globale” (regia di Nicoletta Robello Bracciforti, scene di Pierpaolo Bisleri). In un intervento video, l’attore di doppia nazionalità (italiana e russa) così si esprime: “Credo che per ogni attore un premio, oltre che portare gioia, sia soprattutto l’occasione di creare un nuovo punto di partenza, una nuova linea di demarcazione da cui ripartire per poter crescere artisticamente, e quindi anche umanamente”.
Così nel luglio 2022 recensivamo lo spettacolo su questa testata: “A completare i personaggi della controparte c’è Zelinskiy che, col massimo della disinvoltura, si destreggia in una miriade di ruoli. Se cade la cartina geografica, poco male, la reggerà “così e così” e regala una battuta per far capire a Giuseppe Pambieri che “the show must go on”. Ma non solo la cartina cade a terra: complice il vento, pure una cassettiera va a spasso… ma cosa volete che sia per un attore che tra un po’ ci regalerà i momenti più spassosi della serata? Tutto l’universo politico è rappresentato a ritmo vertiginoso sul palco, specie quando si copre il capo con la kefiah palestinese e poi scopre lo zuccotto ebraico. Dialoghi e accenti perfetti in un caleidoscopio frenetico che conquisterà l’applauso”. E proprio l’applauso fragoroso scaturito dalla stupenda imitazione di tanti ruoli è stato sottolineato dal presidente della De Mari, Luciano Pasquale, commentando la decisione sul premio.
Il secondo riconoscimento era invece per lo spettacolo di maggior successo, sempre del calendario scorso, a cura della Camera di commercio delle Riviere liguri. A essere gratificata è stata la commedia “La ciliegina sulla torta”, scritta da Diego Ruiz anche regista. Sul palco, Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi e Adelmo Fabo, svolgono una trama divertente incentrata sul primo ingresso in casa della fidanzata del figlio. Per Enrico Lupi, presidente dell’Ente camerale, una rappresentazione “con il doppio sold out registrato, che ha attirato il maggior numero di spettatori in piazzetta Sant’Agostino. Ed è sempre eccellente la ricaduta economica della manifestazione teatrale sulle attività commerciali del paese”.
Roca Rey, in messaggio video, attribuisce il successo della commedia al “lavoro di squadra” che ripaga. “Un festival che mi ha sempre portato fortuna”, gli fa eco Ruiz. Angelillo si sofferma invece sul “bello del teatro”, cioè condividere con il pubblico applausi e risate.
Una trama che celava pure un risvolto giallo. Come scrivevamo sempre su questa testata lo scorso anno, “se, come la sottoscritta, penserete che la figura di Cherry (la fidanzata/Miconi) sia esageratamente caricata, sarete caduti nella trappola: solo il finale, che non vi stiamo a svelare, darà la giusta dimensione a tutto… Ieri, una volta di più, ha saputo destreggiarsi nel dire e non dire, scoprirsi e cercare di ingannare”.
Sia Zelinskiy e sia gli artefici de “La ciliegina sulla torta” riceveranno i rispettivi riconoscimenti in una delle prossime serate del Festival 2023. Ma sotto i riflettori ci saranno anche gli scenografi Alessandro Chiti e Lorenzo Cutuli, come comunicato già a novembre 2022. Chiti, per “I due papi” di Anthony McCarten, riceverà il premio “Mulino Fenicio” per la “scenografia più geniale del festival, che si collochi tra tradizione e innovazione”; Cutuli, per “La vita al contrario – Il curioso caso di Benjamin Button” da Francis Scott Fitzgerald, si onorerà della menzione speciale della giuria del “Mulino Fenicio” (nella foto, Fabo, Angelillo, Miconi e Roca Rey ne “La ciliegina sulla torta”).

Laura Sergi

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