A Verezzi tocca ad Amanda Sandrelli. Recensione per “Come sei bella stasera”

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Savona. Sarà “Vicini di casa” di Cesc Gay il prossimo spettacolo in cartellone del 57° Festival teatrale di Borgio Verezzi, che andrà in scena in prima nazionale sabato 5 e domenica 6 agosto (alle ore 21.30). Sul palco, Amanda Sandrelli e Gigio Alberti (nella foto), con Alessandra Acciai e Alberto Giusta, sotto la regia di Antonio Zavatteri (trama al link: https://www.corrieredellospettacolo.net/2023/07/31/al-festival-di-verezzi-de-laurentiis-e-pisu-recensione-per-anima-latina/).

A seguire, da mercoledì 9 a venerdì 11 agosto, la penultima pièce del calendario: “Tenente Colombo – Analisi di un omicidio” di Richard Levinson & William Link, traduzione e adattamento di David Conati e Marcello Cotugno, anche regista. A dar man forte a Gianluca Ramazzotti, ci saranno Pietro Bontempo, Samuela Sardo e Sara Ricci, con la partecipazione straordinaria di Ninì Salerno. Una prima nazionale che giunge in piazzetta Sant’Agostino dopo cinque anni di sold-out in Inghilterra, America e Francia, per un giallo “emozionante – così lo descrive Cotugno – scritto dagli autori originali della serie TV”. E ancora, sul protagonista che Peter Falk ha reso così popolare: “Un uomo trasandato e maldestro, che apparentemente ama compiacere gli altri e che tende a sminuire le sue doti d’investigatore e di uomo, ma che in realtà è sagace e ironico, un fine conoscitore della natura umana, capace di apparire e scomparire nei luoghi e nei momenti più impensati con infallibile tempismo”.

Come ben sanno tutti gli amanti della serie, non si tratterà di scoprire “chi è stato”, ma come riuscire a mettere il colpevole con le spalle al muro. Le scene di Alessandro Chiti, che firma la sua terza scenografia alla 57ma Rassegna, aggiungono aspettativa al titolo.

E ritorniamo con la mente a “Come sei bella stasera” di Antonio De Santis, regia di Marco Rampoldi, che ha segnato il ritorno in Piazzetta di Gaia De Laurentiis e di Max Pisu, nuova coppia comica. Un testo divertentissimo sulla storia di due coniugi: in dieci quadri l’evoluzione del loro matrimonio fino al ventinovesimo anniversario. Inizio singolare, con i due interpreti che si fanno scattare una foto da chi siede in prima fila, durante quello che appare chiaramente come un viaggio di piacere: ad ambientare Anna e Paolo ai primi momenti dell’unione, i capelli sciolti di lei, una lunga chioma anche per lui, e tanto brio sbarazzino.

L’inizio dei quadri è con un episodio “terribile”: lo smarrimento da parte di lui dell’anello nuziale. Come ci si attendeva, edotti anche da quanto successo agli amici ai quali è accaduto un fatto analogo, fuochi e fiamme da parte di lei, per una disavventura che viene analizzata e approfondita, e la bufera che si temeva scoppia sotto i nostri occhi. Bello sia il quadro in cui lui vorrebbe tanto andare a giocare a calcetto e quello in cui i due bimbi hanno ridotto a uno straccio la mamma e lui ne addormenta uno con l’inno alla Juve. E l’episodio in cui misurano l’appartamento perché, ma lui non lo sa ancora, c’è un altro bebè in arrivo. Sempre presenti, un po’ di conflitti con la suocera (mamma di lui che poi, scopriamo, andrà a vivere con loro) e i biscotti che prepara, e che porteranno al caso “Biscottino”. Via via che gli anni passano, gli abiti di lei (ingegnere) diventano più formali (costumi di Erika Carretta) e lui (pubblicitario) non è più capellone.

Le scene di Mattia Bordoni raffiguravano l’allestimento di una grande sala con divano, che rimaneva inalterata nel corso degli anni (com’è prevedibile). Però avremmo preferito un cambio di suppellettili da un quadro all’altro in uno qualsiasi dei piani del mobile, così come l’eliminazione della testa dell’orso nello sketch che seguiva. La separazione tra i vari momenti avveniva con i protagonisti fuori scena, proiettando i manifesti di “successo” del pubblicitario Paolo, e brevi filmati (per la sottoscritta non troppo felici), che si concludevano con la data in cui si andava a “spiare” la coppia (l’ultima nel 2024).

Ma, nell’ora e quaranta minuti di battute esilaranti, i momenti comici indimenticabili che non potete perdervi sono due.

Cominciamo con gli attimi dello stress, che vede Anna/De Laurentiis impegnata a movimentare male la frase, fino a mangiarsi le parole, addirittura un “intero vocabolario”. E, siccome le tensioni nervose sono contagiose, ecco che della stessa malattia soffrirà Paolo/Pisu (e qui ci si interroga su quanto possa essere di aiuto quello che i suggeritori riescono a fare, di fronte a un copione così difficile). Ma nel quadro del rientro dalla festa in maschera, si è toccato l’apice della bellezza comica: dire “pancia piegata in due dal ridere” spesso è un’esagerazione, ma a Verezzi, mercoledì 2 agosto, la sottoscritta può testimoniare sulle file degli spettatori che ondeggiavano in avanti sotto il fuoco delle battute. Qui De Laurentiis era mascherata da Gatta con gli stivali (poi in pantofole) e Pisu rientrava col costume da Orso. Ma aveva perso la coda, che Anna chiarisce sia “un organo vestigiale” (elementi che persistono in una specie ma che hanno perso la loro funzionalità). Non vi illumino su cosa fa il suo raffronto Paolo, mentre la moglie continua a giocare col telefonino. Nello stesso quadro anche la richiesta della figlia, ormai cresciuta e fidanzata – ma la cosa diviene ufficiale solo alla fine dello sketch – di andarla a prendere a una festa, e di riaccompagnare a casa pure le amiche che abitano a diverse latitudini. Quando la figlia domanda alla madre se sia possibile caricare nell’auto persino una bicicletta, è il momento in cui Pisu dà il massimo di sé. Indimenticabile.

Laura Sergi

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