Gaius Plinius Secundus. L’ultimo viaggio di Plinio Il Vecchio

Data:

In scena il 5 agosto 2023 a Cecina nel parco Archeologico della Villa Romana di San Vincenzino in collaborazione con il Festival internazionale di Volterra, Teatro Romano

La drammaturgia e nata dalla sorgente creativa di Diego Sommaripa e Noemi Giulia Fabiano. La lettura scenica o mise en espace è a cura di Diego Sommaripa. La mise en espace è una espressione teatrale che dando valore al testo svolge l’importante funzione di responsabilizzare lo spettatore. Il dramma è una produzione TTR Il Teatro di Tato Russo. Le pagine di Naturalis Historia mettono in evidenza la personalità scientifica di Plinio il Vecchio. La Naturalis historia è una vasta enciclopedia, termine coniato dallo stesso Plinio, che tratta di astronomia, geografia, antropologia, zoologia, botanica, materiali, medicina, metallurgia, mineralogia e arte.

Lo stesso Italo Calvino definì il naturalista:

“Animato dall’ammirazione per tutto ciò che esiste e dal rispetto per l’infinita diversità dei fenomeni”.
Nell’universalità della sua saggezza Plinio il Vecchio afferma che lo scopo dell’essere umano è quello di vivere in armonia con la natura. L’ambiente non va sottomesso perché ci dona tutto senza pretendere. La natura però se non rispettata può vendicarsi e diventare feroce nel riprendersi ciò che l’individuo con la forza gli ha tolto. L’uomo per sua conoscenza può solo vedere e studiare l’evolversi dei fenomeni climatici, capirne le cause e non commettere l’errore di ripeterle. Gli scritti di Plinio sono testimonianze che ci portano alla scoperta di ciò che ci circonda. Ogni avvenimento nasce da un insieme di situazioni che hanno spiegazioni naturali.
La Produzione TTR Il Teatro di Tato Russo dice:

“In occasione del bimillenario della nascita di Plinio il Vecchio, lo spettacolo rappresenta un viaggio immaginario attraverso le allucinazioni, le speranze, le proiezioni e gli ultimi respiri dell’autore.
Il paesaggio è un luogo astratto, un limbo, un quadro sospeso, una barca da riparo, che diverrà letto di morte, dove prenderanno vita, tra sogno e realtà, gli elementi fuoco, acqua, aria, terra.
Natura est vita oggi, in piena emergenza climatica, diventa una citazione dal sapore quantomeno sarcastico, ed è proprio con questo sentimento che si racconteranno e verranno raccontati gli elementi, dal loro antico splendore, a tratti barocco e sfavillante, all’attuale stato di dissipamento, in un mondo senza sentimenti verso la natura. La terra, l’acqua, il fuoco, l’aria non sono archetipi immobili ma soggetti dinamici che disegnano, sviluppano e tessono una danza dell’emozione suscitando infiniti piani di riflessione. La vicenda di Plinius, uomo curioso, ora con toni grotteschi, ora tragicomici, si presenta come un viaggio d’amore verso la madre terra.”

La tragica fine di Plinio il Vecchio secondo il contenuto di una lettera del nipote Plinio il Giovane ha contribuito all’immagine dello scenziato come “protomartire della scienza sperimentale” (come disse Italo Calvino). Il naturalista paga a caro prezzo la sua voglia estrema di documentare e di salvare vite. “Il Praefectus Classis Misenensis, Gaius Plinius Secundus ”, durante la tragica eruzione del Vesuvio, vuole osservare il fenomeno il più vicino possibile e contemporaneamente aiutare alcuni amici in difficoltà sulle spiagge del Golfo di Napoli. Plinio il Vecchio nelle acque di Castellammare Stabia muore, soffocato dalle esalazioni vulcaniche, a 56 anni.

Giuliano Angeletti

 

GAIUS PLINIUS SECUNDUS
“L’ultimo viaggio di Plinio Il Vecchio”
Produzione TTR Il Teatro di Tato Russo

drammaturgia di Diego Sommaripa e Noemi Giulia Fabiano
mise en espace Diego Sommaripa
Con Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana, Luca Piomponi, Rino Di Martino

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati