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“La migrazione delle oche dal becco bianco”. Poesia di Gian Piero Stefanoni

Data:

 

per la cara Mara, ora libera, ora rosa

Non c’è stanza nella camicia d’aria della notte,
né più morfina nell’affermazione del ricordo al suo bruciarsi.

Ti sposta più in là l’amore ora che come latte ti vedi,
che come d’uovo nuovamente ti apri.

Nel volo la forma della terra nella ricucita distanza,
i ritrovati compagni. Attraversala
come lei ti attraversa, nel tempo finito delle nuvole,

nella forma e nella risonanza del fiore.
Noi ti guardiamo dal basso.

 

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