La nuova stagione del Teatro dell’Arcobaleno

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Dal “Teatro della Crisi”, la crisi di ideali e di futuro che caratterizza il nostro tempo, si é bruscamente trapassati alla sconcertante “Crisi del Teatro”, la cui causa sta nelle politiche ministeriali che hanno depauperato e immiserito il settore fino a ridurre il cosiddetto “spettacolo dal vivo” ai minimi termini. E non da oggi, ma secondo un progetto ideologico-culturale di cui parla Eduardo De Filippo giá ne “L’arte della commedia” del 1965. Oggi purtroppo si é giunti al limite dei “Teatri in Crisi”. La chiusura di tante importanti sale romane, dal Quirinetta al Valle, dall’Orologio all’Angelo, dall’Eliseo alla Cometa, e tanti altri, hanno trasformato la Capitale nella “Cittá morta” come recita un celebre titolo dannunziano.

Qualcosa fortunatamente rimane. Rimane e coraggiosamente resiste il Teatro dell’Arcobaleno diretto da Vincenzo Zingaro, una sala la cui programmazione riesce a coniugare classicitá e avanguardia secondo un progetto culturale chiaro. Intendiamoci, Vincenzo Zingaro non é solo un direttore artistico, non é solo un valido regista, né uno straordinario interprete. Ma é anche, e aggiungerei soprattutto, un valente drammaturgo che ama operare sul tessuto del teatro classico per reinventare e rinnovare i grandi testi dell’antico teatro esaltandone l’immortalitá e quindi l’attualitá.

La stagione 2023/24 infatti – si legge nel comunicato della presentazione che si é svolta nei giorni scorsi – porta avanti un importante progetto di studio e rivisitazione dei grandi classici del Teatro e della Letteratura. Nomi prestigiosi della scena italiana e nuovi talenti si alterneranno, offrendo visioni originali dei classici, in chiavi espressive coinvolgenti anche per i più giovani. Universali e fortemente attuali le tematiche affrontate, dalla guerra, alla violenza sulle donne, all’importanza della democrazia, alla necessità dell’ascolto e dell’accoglienza del “diverso”, attraverso generi differenti: dalla tragedia, alla commedia classica, alla letteratura, fino alla drammaturgia contemporanea.

Si apre, dal 19 al 22 ottobre, con Debora Caprioglio in NON FUI GENTILE, FUI GENTILESCHI di Roberto D’Alessandro e Federico Valdi, che ripercorre la travagliata vita della grande pittrice seicentesca Artemisia Gentileschi. Segue, dal 26 al 29 ottobre, L’ASINO D’ORO di Apuleio con la frizzante regia di Francesco Polizzi. Di sconcertante attualità, dal 10 al 19 novembre, la satira di Karl Kraus ne GLI ULTIMI GIORNI DELL’UMANITA’, regia di Gianni Leonetti, con Beatrice Palme. Nicasio Anzelmo, dal 1 al 17 dicembre, firma la regia di PSEUDOLUS, celebre e divertente commedia di Plauto, con Pietro Romano e Giovanni Carta. Si festeggia il nuovo anno, il 31 dicembre, con lo spettacolo musicale A MEZZANOTE VA…, con Nando Citarella e Anna Lisa Amodio; in occasione dell’Epifania, il 6 e 7 gennaio, per i più piccoli e le famiglie, la commedia musicale CINDERELLA SWING di Alessandro Carvaruso, con Alessandra De Pascalis. Il tema della giustizia e della nascita della democrazia è trattato, dal 12 al 21 gennaio, ne LE EUMENIDI di Eschilo, con Beatrice Fazi e Patrizio Cigliano, diretti da Vanessa Gasbarri. Dal 26 gennaio al 4 febbraio, un’altra scoppiettante commedia di Plauto, CURCULIO, è interpretata da Edoardo Siravo, con la regia di Cinzia Maccagnano. A seguire, dall’8 all’11 febbraio, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini saranno i protagonisti della tragedia I PERSIANI di Eschilo, con la regia di Patrick Rossi Gastaldi e l’adattamento di Roberto Cavosi. Mentre Giuseppe Pambieri, Micol Pambieri e Gianluigi Fogacci, dal 16 febbraio al 3 marzo, saranno i protagonisti dell’EDIPO A COLONO di Sofocle, con la regia di Giuseppe Argirò. La Compagnia CASTALIA, dall’8 al 24 marzo, porterà in scena lo straordinario capolavoro della commedia classica LA PACE di Aristofane, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro, una favola ironica e poetica sul delicato tema della guerra e dell’affannosa ricerca della pace tra i popoli. Giuseppe Manfridi, dal 4 al 7 aprile, propone un testo inedito, tratto da IL MERCANTE DI VENEZIA di Shakespeare, SHYLOCK, IL GIUDEO, diretto ed interpretato da Ennio Coltorti. I tormenti interiori dello scienziato, di fronte all’invenzione dell’arma atomica, dal 12 al 14 aprile, verranno indagati nello spettacolo LA SCOMPARSA DI MAJORANA, dal romanzo di Leonardo Sciascia, per la regia di Fabrizio Catalano, con Loredana Cannata e Alessio Caruso. In COPPIA D’ASSI, dal 18 al 21 aprile, Giovanni de Nava interpreta L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Pirandello e IL CANTO DEL CIGNO di Čechov. La coreografa Rossana Longo, dal 25 al 28 aprile, porterà in scena OTELLO IN DANZA. A chiudere la stagione, dal 3 al 12 maggio, un appassionante viaggio nell’Epica cavalleresca con ORLANDO FURIOSO di Ludovico Ariosto, diretto ed interpretato da Vincenzo Zingaro.

Non si puó dunque che augurare un grande bocca in lupo al Teatro dell’Arcobaleno che svolge una funzione indispensabile anche a livello didattico/culturale per avvicinare al teatro e alla letteratura le nuove generazioni.

Enrico Bernard

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