Pinocchio ieri e oggi (l’evoluzione del personaggio nel tempo)

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                                       Introduzione

Inizierei con il parlare del capolavoro di Carlo Collodi pubblicato nel 1883 dal titolo originale di: “Le avventure di Pinocchio”. Il termine pinocchio ad oggi ancora non ha trovato un vero e proprio significato o per meglio dire una vera e propria traduzione, poiché in italiano il nome Pinocchio significa pinolo, ma si è cercato comunque di trovare una similitudine al nome Pinocchio trovando caratteristiche simili al nome Giuseppino, o Giuseppe, che però quindi andrebbe nell’italianatura di Beppe e Peppe e quindi Geppetto. Quindi in verità si potrebbe aprire un contesto filosofico dicendo che forse Geppetto non cercava di costruire un ragazzo da un ceppo di legno, ma forse molto probabilmente avendo a lungo lavorato nella sua vita, cercava comunque di ritrovare la sua fanciullezza oramai dimenticata e perduta, quindi il ragazzino era lui? Oppure Pinocchio potrebbe essere visto come l’ opposto a quel suo carattere fin troppo ordinario e placato trovando finalmente uno spirito di ribellione, troppe le domande alla quale difficilmente si può trovare effettivamente una risposta. Comunque questo mio saggio vuol cercare di riportare delle risposte a piccoli quesiti, ed ancor di più poter parlare di questa opera d’ arte come si è evoluta nel tempo e come è stata adoperata ad oggi per impianti artistici, oppure nella cinematografia e quindi nell’audiovisivo, oppure nell’ambito dei videogiochi, o molto semplicemente come è cambiato in  letteratura dalla visione di svariati scrittori che hanno scritto svariati saggi, testi e antropologie mitiche su di lui. La cosa più sicura è che comunque molte persone hanno conosciuto il personaggio di Pinocchio grazie al capolavoro di animazione della Walt Disney o qualche altro film che parlasse di quest’ultimo, oppure da piccoli si sarà venuti a conoscenza del personaggio tramite qualche libro di fiabe per bambini o qualche libro per colorare, poiché il testo principale di Collodi a molte più sfumature di quante non si possano pensare

 

     Collodi tra il 1881-1883

 

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini (Firenze,24 novembre.1826Firenze,26 ottobre.1890), è stato un grande scrittore e giornalista,italiano. È divenuto celebre per essere stato l’autore del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, spesso noto semplicemente come Pinocchio, diventato uno dei grandi classici della letteratura di tutto il mondo e tradotto in 240 lingue. Bisognerebbe partire dal Principio poiché Collodi iniziò la pubblicazione di Le avventure di pinocchio a puntate (forse per risarcire i tanti debiti di gioco che aveva) sul Giornale per i Bambini, un giornale che veniva venduto accanto al quotidiano a cadenza settimanale. Dopo soli pochissimi anni riscosse un grande successo, ed ecco dunque che nel 1883 ci fù la pubblicazione della libreria editrice Felice Paggi con le illustrazioni di Enrico Mazzanti. Naturalmente oltre all’opera di pinocchio seguono e precedono tantissimi altri titoli scritti e pubblicati dall’autore ed è per questo che si cercherà di stilare una lista

Gli amici di casa. Dramma in due atti, Firenze, Riva, 1856; Firenze, Romei, 1862; poi con il saggio Il teatro di C. Collodi, e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1990.

  • Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica, Firenze, Mariani, 1856. Ora cfr. Collodi, Un Romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno, a cura di Roberto Randaccio, prefazione di Michèle Merger, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume I, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2010.
  • I misteri di Firenze. Scene sociali, Firenze, Fioretti, 1857. Ora cfr. Collodi, I Misteri di Firenze, a cura di Roberto Randaccio, prefazione di Andrea Camilleri, Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume I, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2010.
  • Il sig. Albèri ha ragione! (Dialogo apologetico), Firenze, Cellini, 1859.
  • La manifattura delle porcellane di Doccia. Cenni illustrativi, Firenze, Grazzini, Giannini e C., 1861.
  • Gli estremi si toccano, in “Il Lampione”, 15 gennaio 1861.
  • La coscienza e l’impiego, 1867 circa.
  • Antonietta Buontalenti, 1869-1870.
  • L’onore del marito, 1870.
  • I racconti delle fate. Voltati in italiano, Firenze, Paggi, 1876; e ora anche Collodi, I Racconti delle Fate, a cura e con Introduzione di François Bouchard, Prefazione di Guido Conti, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume IV, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2015.
  • Giannettino. Libro per i ragazzi, Firenze, Paggi, 1877.
  • Minuzzolo. Secondo libro di lettura (seguito al Giannettino), Firenze, Paggi, 1878.
  • Macchiette, Milano, Brignola, 1880; poi con Nota introduttiva a e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1989; e ora Macchiette, a cura e con Introduzione di Fernando Molina Castillo, Prefazione di Ernesto Ferrero, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume III, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2010.
  • Occhi e nasi. (ricordi dal vero), Firenze, Paggi 1881; e ora Occhi e nasi (Ricordi dal vero), a cura e con Introduzione di Paola Ponti, Prefazione di Roberto Barbolini, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini Collodi, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2020, Volume V, tomo 1.
  • La grammatica di Giannettino per le scuole elementari, Firenze, Paggi 1883.
  • Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, Firenze, Paggi 1883 (con varie riedizioni vivente Collodi); e ora Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, a cura di Roberto Randaccio, Introduzione di Daniela Marcheschi, Prefazione di Mario Vargas Llosa, Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume III, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2012.
  • Il regalo del Capo d’Anno, Torino, Paravia, 1884, poi con Prefazione e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1989-1990.
  • L’abbaco di Giannettino. Per le scuole elementari, Firenze, Parigi, 1884.
  • Libro di Lezioni per la seconda classe elementare, secondo gli ultimi programmi, Firenze, Paggi, 1885.
  • Un’antipatia. Poesia e prosa, Roma, Perino, 1885.
  • La geografia di Giannettino. Adottata nelle scuole comunali di Firenze, Firenze, Paggi, 1886.
  • Il viaggio per l’Italia di Giannettino, 3 voll., Firenze, Paggi, 1880-1886.

I, L’Italia superiore, Firenze, Paggi, 1880.

II, L’Italia centrale, Firenze, Paggi, 1883.

III, L’Italia meridionale, Firenze, Paggi, 1886.

  • Storie allegre. Libro per i ragazzi, Firenze, Paggi, 1887. Cfr. ora anche Collodi, Storie allegre, a cura e con Introduzione di François Bouchard, Prefazione di Guido Conti, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume IV, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2015.
  • Libro di Lezioni per la terza classe elementare secondo gli ultimi programmi, Firenze, Paggi, 1889.
  • La lanterna magica di Giannettino. Libro per i giovanetti, Firenze, Bemporad, 1890.

 

         I SIGNIFICATI NASCOSTI DI PINOCCHIO E DEI SUOI PERSONAGGI

 

Naturalmente si cercherà di orientare il pensiero di questo capitolo su un piano molto personale, leggermente oggettivo e più filosofico che “reale” in senso stretto. Partirei con la visione di Geppetto, come sappiamo è un inventore e non un falegname (come mastro ciliegia). Dunque molti inventori erano a contatto con vernici al mercurio, collanti tossici e sopratutto non dimentichiamoci che veniva considerato una persona molto povera, tanto da digiunare svariate volte, e sopratutto da avere delle difficoltà anche nell’accendere un camino. Allora il punto risulta essere il seguente e se tutto questo fosse solo un sogno di Mastro Geppetto? Alla fine il corpo anatomicamente deve rilassare le sue funzioni muscolari e cercare di consumare meno energie possibili, questo è alla base della prevenzione umana e forse appunto per questo il suo è semplicemente un sogno, anche continuo, non a caso si potrebbe dormire tranquillamente per oltre 24h di fila ed ecco dunque svelato tutta la magia, vista da una persona che visiona se stesso ed anche seguendo come anima le gesta del “suo” burattino in 1a ed in 3a persona. Si potrebbe sospettare ad un intossicazione da agenti chimici, un delirio dettato dalla fame o un allucinazione che rende partecipe di visioni altrettanto strampalate ed ecco forse perchè le persone non sempre tendono a vedere questo pinocchio……. e se forse ad un certo punto assecondassero i deliri di un vecchio folle? Naturalmente tutte queste sono domande senza risposta ma semplici ragionamenti adoperati per riflettere insieme.

Altro punto cardine che spesso molte persone si chiedono è il grillo, questo amato grillo che non si comprende effettivamente la sua esistenza, esiste? Oppure no? È la coscienza e tutti noi sappiamo che la coscienza è un qualcosa di intrinseca a noi stessi visibile e visionabile semplicemente da noi. Non possiamo di certo mostrare alle persone la nostra coscienza, ma potrebbe essere quello più vicino ed affine ad un paesino italiano e sopratutto un paesino di Firenze, poiché circondato da campagne è un animale che si può trovare spesso, adopera una mimetica particolare e quindi difficilmente lo si riesce a vedere se non si presta attenzione, ed infatti è proprio questo uno degli aspetti interessanti, i grilli se non si presta attenzione e non si guarda attentamente non si riesce a vederli, così come alla nostra coscienza se non si dà sempre una giusta visione a quest’ultima si rischia di perdersi nei meandri dell’immoralità e della mancanza di etica. Ma continuando con queste supposizioni vorrei mostrarvi e farvi capire come spesso tutti gli animali che si trovano nel testo sono quasi tutti visionabili nelle pianure toscane, ma sopratutto nella nostra penisola. Basti pensare al gatto e la volpe, due animali molto ricorrenti in campagna, di gatti ce ne sono a bizzeffe, animali molto opportunisti e sopratutto molto meno furbi delle volpi (naturalmente ci stiamo rifacendo ad un pensiero de XIX secolo). La volpe animale molto arguto, sopratutto scaltro, ruba pollame, sa come farsi valere scrutando e afferrando le occasioni al volo, non solo nel testo di Collodi, ma anche nella realtà, biologicamente la sua struttura le permette di avere dei sensi arguti, ed uno scatto molto veloce, non a caso la caccia alla volpe si poteva fare solo avendo a disposizione delle armi e sopratutto molti cani da caccia, che possedevano un elevata velocità, unità ad una strategia di caccia portavano alla resa dell’amato animale arancione o grigio. Naturalmente andrebbero menzionati anche gli asini, purtroppo in senso dispregiativo, poiché il ciuco, il ciuchino viene considerato un animale inetto e stupido (sappiamo che nella realtà non è così) ma all’epoca in Italia si aveva questa barbara concezione di questo nobile animale, non a caso anche all’interno dei plessi scolastici si adoperava mettere delle orecchie di asino a chiunque non progrediva nello studio, o semplicemente fosse poco acculturato ed ignorante (nel senso stretto del termine). Infatti non a caso, la carne di ciuco nel momento in cui l’ animale fosse troppo anziano veniva adoperata come cibo, mentre la pelle serviva per rivestire i tamburi, o per farne utensili ed attrezzi, poiché molto dura ma anche molto elastica. Sono citate in un certo senso nell’immaginario comune anche delle mosche, lumache ed altri tipi di insetti che fanno solo da contorno alla grande opera. Non dimentichiamoci della mastodontica balena o pescecane, una figura allarmante ma estremamente docile, poiché si può notare come questo gigantesco pesce accolga nella sua pancia l’ inventore Geppetto e suo figlio pinocchio, non a caso anche un tonno che si trovava li da quelle parti non viene masticato ma ingoiato, che questo sia una metafora della vita che lentamente ti inghiotte verso un oblio? Certo è che le figure ed i simboli che si trovano all’interno dell’opera di pinocchio sono infiniti, ad oggi molte persone ci rivedono dei simbolismi massonici, chi ci rivede dell’esoterismo affine anche a dell’occultismo e chi addirittura riesce a vedere all’interno dello scritto dei messaggi subliminali che riportano a codici che permetterebbero la comunicazione con forme di vita ultraterrene. Ma dopo aver fatto questo piccolo accenno continuerei con il parlare dei personaggi di pinocchio, la fata una figura certo mistica ma altrettanto benevola e sopratutto sempre presente, si potrebbe definire un angelo sotto una visione cristiano cattolica o semplicemente potrebbe essere vista come una figura di perenne supporto, eppure nonostante la sua presenza è come se fosse sempre osservata con occhi differenti e con mansioni diverse, allora potrebbe semplicemente raffigurare la bontà umana, quel senso di dolcezza ed amore che resta nella persone, raffigurata sotto una forma fisica e dando il nome di fata, e se realmente la fata fosse semplicemente un anima indotta nelle persone con uno splendore bianco? Non a caso vuol portare pinocchio ad essere un bambino vero, ma un bambino vero lo si potrebbe definire anche solo con la visione classica di un bambino educato ed obbediente e che rispecchi il criterio sociale dell’epoca. Quindi che riesca ad avvalersi di principi sociali accettati per il tempo in cui si caratterizza l’ opera letteraria. Non potevamo non citare Mastro Antonio o dai più riconosciuto come mastro ciliegia, questo falegname brontolone, che borbotta su tutto, si lamenta di tutti ma nonostante tutto riesce sempre a tirare avanti, riesce a farsi gli affari di tutti, riesce a comprendere attentamente le situazioni che lo circondano è come se fosse più che consapevole che il suo lamentarsi faccia allontanare le persone da lui (non ha funzionato per Geppetto). Ma se fosse lui l’ artefice di qualche sostanza misteriosa data all’ inventore, non dimentichiamoci che ha fornito il ceppo di legno da consegnare a Geppetto, e se tutto questo fosse semplicemente un gioco del fato e del destino per poter sbarazzarsi del povero inventore, che però poteva fare da concorrenza al mastro falegname? Tutte domande ed ipotesi che potremmo farci ma che effettivamente non possono e non riescono a trovare sempre un fondo di verità attraverso qualche risposta. Come figure sono presenti anche le forze dell’ordine o meglio i carabinieri ed anche i passanti che però vedremo in seguito; i carabinieri sono spesso visti come l’ istituzione pubblica che cerca di controllare le situazioni, una specie di grande fratello, dei portatori di ordine e di eliminazione dei contrasti, la loro figura non è stravagante ed inusuale, ma al contrario risulta essere molto persistente, anche perchè fa capire che in un mondo sgangherato c’è bisogno dell’ordine e della disciplina, sono dei portatori di regole, ma alcune persone nel tempo hanno visto queste figure come delle anime del purgatorio. I passanti invece sono delle figure strane a vedersi, passano eppure nulla fanno se non osservare, ed allora mi è subito passata alla mente un autore anche egli fiorentino non ti curar di loro (in questo caso di lui “pinocchio”) ma guarda e passa, osserva come un ignavo senza schierarti da alcuna parte ma poi vattene per non farti coinvolgere dalle gesta di questo burattino, oppure potresti diventare anche tu un burattino o un pinocchio. Non dimentichiamoci del pulcino un affascinante animale che compare da un uovo, sta ad indicare la nascita, molto probabilmente della fame, la nascita dei dubbi delle domande, ma non dimentichiamoci che comunque il guscio di quel pulcino sarà utile come materiale di risulta come la colla per pinocchio, nonchè ad oggi sappiamo dell’importanza dei gusci di uovo, e molto probabilmente anche Collodi ne era a conoscenza. C’è la figura di un “vecchino” o di un vecchietto, che comunque getterà dell’acqua su pinocchio dopo che in tarda notte lo aveva disturbato, ma potrebbe essere visto anche come un pulitore, poiché appunto la pioggia e l’acqua pulisce le strade e fa marcire il legno cattivo, forse gettando l’ acqua voleva allontanare il male dalla sua dimora o pulire dalle “feci” ciò che lo circondava, allontanare il disturbo alla sua quiete ed indicare che la sua età oramai non era più pronta o forse non era mai stata pronta per essere un legno marcio; compare un altra figura di un gatto ma questa volta semplicemente più amichevole forse instaurerà in pinocchio il senso dell’arguzia e della furbizia, poi troveremo la figura di un ragazzo che leggerà per pinocchio ma che non comprerà il suo abbecedario, può essere vista come una persona che aiuta ma che non vuol essere complice di malefatte, mentre il rivenditore di panni comprerà subito il libro di testo, poiché sarà proprio la figura dell’ opportunità, di colui che si approfitta dell’occasione che riesce a prevalere sulle disgrazie o semplicemente che riesce nella frase del “carpe diem”.  Nel teatro delle marionette troviamo altre figure Arlercchino,Pulcinella,Rosaura, due gendarmi ed altre marionette naturalmente questa è un immagine giocosa dove si potrebbe inserire un evento goldoniano, cioè un intrinseca armonia di maschere completamente differenti tra di loro, provenienti da ceti differenti, da regioni altrettanto differenti ma che in quel momento si trovano sul palco tutti insieme ed è appunto per questo che si trovano anche i due gendarmi per visionare che le cose vadino per il verso giusto, e che non ci siano problemi, compromessi o scandali che portino all’intervento dei gendarmi, ma appunto l’ evento esiste e come, in delle maschere o personaggi della commedia dell’arte si intromette una marionetta esterna, pinocchio che pur non centrando nulla, entra a gamba tesa, grazie anche alle altre marionette che lo reclamano e crea scombussolo, e sarà poi mangiafoco a dover portare ordine intimandolo di bruciarlo. Mangiafoco altra figura di spicco, potrebbe essere visto come un estensione esoterica o meglio come colui che viene dai punti lontani dell’Europa, il Rumeno lo zigano, il nomade che viaggia per il mondo in cerca sempre di nuove storie, portando sempre nuovi racconti, un cantastorie, un re del suo lavoro, ma che si potrebbe definire un re in tutto e per tutto poiché riempito oramai di una conoscenza assoluta ed avendo oramai occhi piene di storie viste e vissute ovunque, portatore in un certo qual modo di conoscenza ma a pagamento quindi un post/socratico dei contro platonici insomma dei rivenditori di cultura, eppure tramite la sua cultura e la sua esperienza, riesce a comprendere effettivamente i moventi che portano a determinati comportamenti di Pinocchio (o del pinocchio) ed è per questo che lo aiuta e lo tranquillizza donandogli anche delle monete d’oro. Un merlo bianco, quella voce di persone che vogliono dare consigli ma che però spesso sono sopraffatte dall’omertà dai fuorilegge e dalla delinquenza non a caso nonostante dia un eccellente consiglio la sua fine è la morte per aver parlato troppo, per aver contribuito ad aiutare il burattino, l’ oste che per suo interesse non si importa di quanto cibo gli venga chiesto, porta sempre di più purchè il suo commercio continui a circolare, riesca in tutti i modi a vendere, ed infatti alla resa dei conti, sarà proprio questa figura a far scendere da 5 a 4 le monete d’ oro di pinocchio, questo potrebbe stare a significare che tutti i conti alla fine vanno pagati? Oppure che potrebbe avere un significato sull’aumento dei costi di vita? O forse Collodi aveva visto lontano capendo che l’ oro sarebbe riuscito a stento a pagare un lauto pasto. I due assassini che alla fine sono sempre il gatto e la volpe ma da alcuni sono definiti i briganti, questa figura è dettata dal fatto che certamente in un epoca imperiale e poi postuma papale comunque il brigantaggio anche se fatto per il ben del popolo, era considerato una forma di illecito, quindi una specie di mostro nero da temere ed avere a paura. La fata turchina già ne abbiamo parlato ma volevo aggiungere che spesso veniva vista anche come una bambina dai capelli turchini, forse per riuscire a parlare meglio al cuore di pinocchio, o molto semplicemente per dimostrare la sua purezza di animo. Il falco altro animale che si può ritrovare nella penisola italiana, come un prodigioso soldato sotto mansione riesce ad essere messaggero e salvatore, poiché con il suo becco riesce a spezzare la corda che tiene appeso pinocchio. Medoro il servitore della fatina, ma ricordiamoci che è pur sempre un barboncino, oltre che un servitore ed un cocchiere, quindi un animale molto regale e dall’aspetto nobiliare, dunque questo porterebbe ad ulteriori domande dunque la fatina potrebbe essere legata anche ella al mondo borbonico o imperiale dell’epoca, o forse era solo una nobile che si divertiva ad avvantaggiare la plebe, una nobile dal cuore d’oro? O forse un contrasto molto italiano borbonico-savoia. Il corvo e la civetta ambedue visioni in Italia specialmente di male augurio, o di morte infatti vengono consultati quando si pensa al decesso del burattino, non dimentichiamoci che un detto meridionale è “sciò scio cicciuvè” mentre il corvo è il principe dei defunti sovrano sulle loro tombe e nella demonologia viene visionato sotto il nome di Caim, quindi Caino potrebbe anche rifarsi ad una visione filologica di questo termine, quindi del prima omicida o della prima persona che se ne approfittò di un’ altra. Poi i 4 conigli neri che appaiono successivamente e chiamati dalla fatina (che a questo punto potrebbe essere considerata come una divinità) portano con se una bara, forma fisica del prossimo decesso del burattino ma che comunque potrebbero avere dei significati più esoterici questi 4 coniglietti simpatici, potrebbero essere visti come i 4 cavalieri dell’apocalisse. Altra figura da tenere a mente sono i picchi, che appunto picchiettando con i loro becchi riducono il naso oramai allungato di pinocchio, ma non dimentichiamoci che quando questi tipi di uccelli picchiettano il legno lo frantumano, gli porgono del dolore, e quindi immaginarsi una scena simile ha del macabro e del gotico. La figura del pappagallo che come sempre non riesce a tenere il becco chiuso, non a caso nel linguaggio criminale, chi dice in giro le maldicenze che compie un altro viene definito un pappagallo, colui che non riesce a tenere segreto i misfatti che vengono compiuti ed infatti questa figura avvertirà pinocchio di essere stato derubato delle monete d’oro. Il giudice, altra figura esoterica, nonchè deve giudicare sempre il bene dal male, ma che in questo caso stranamente (ma nemmeno troppo distante dalla realtà) giudica in maniera errata ed appunto il giudizio risulta essere erroneo (almeno per il lettore), ricordiamoci che a questo giudice si accompagnano la figura di due gendarmi che vengono definiti come due cani mastini, nella cultura italiana il mastino è un eccellente cane da guardia, poiché abbaia, ed incute timore per il suo muso molto prolungato verso il basso e con una postura predominante seppur bassa. La figura dell’ imperatore che viene presa a parodia, poiché viene vista come la figura di una persona che non sa amministrare bene un regno, o che non sa imperare nel giusto modo, queste figure spesso di tipo imperiale se notate bene nel racconto sono sempre un po’ farlocche e sciocche, ma spesso hanno delle cadenze molto partenopee, infatti molti hanno associato tutto quel che si riferisce allo statuto come al regno di Napoli, ma siccome esistono troppe leggende dietro a quelle di pinocchio si dovrà andare avanti molto spediti. La figura del carceriere che libera pinocchio nel momento in cui dichiara di essere un malandrino e di avere quindi la libertà concessa dall’ imperatore, ed ecco la retorica di chi a scuola viene educato nel dover dire sempre la verità ma poi grazie alle bugie (a dispetto di quanto detto con la fatina) si potrà proseguire nella vita e nella storia. Ed ecco il serpente, animale che strisci che enorme del suo peccato, del male e del timore, non a caso ancora ad oggi i serpenti incutono terrore nelle persone sbarra la strada del burattino, che lo fa scappare, ma vedendolo muore dalle risate, in tutti i sensi ridendo a crepapelle gli coppia una vena e muore….. Il riso abbonda sulla bocca degli stolti? Chissà! La figura della lucciola che prova a dar luce negli abissi delle persone, prova a mostrare il sentiero, anche se spesso non sempre viene seguita dagli esseri umani, poiché oramai intorno a loro si mostra solo il buio, e quella fioca luce non sempre riesce a portare il bene necessario, infatti rimprovera pinocchio per il gesto del furto dell’uva ad un contadino. La figura del contadino infatti è molto importante poiché prenderà prima pinocchio a suo servizio per il danno recato e poi gli darà la libertà, è interessante la figura dell’operatore agricolo poiché viene e veniva spesso considerato come il lavoratore, che però scarso di intelletto e di cultura veniva raggirato, fregato, e quindi un lavoratore da 10h con un guadagno da 2h. Anche se il detto ad oggi riguarda proprio i campestri ed i contadini definendoli con scarpe larghe ma cervella fine. Sono presenti anche quattro faine, come si può evincere la numerazione ed i giochi di numeri all’interno dell’opera sono sempre molto abbondanti, e questi animali (presenti anche questi sulla penisola italiana) infatti riescono quasi sempre a prendere delle galline, poiché le faine sono delle ladre (anche nella realtà) e chiedono a pinocchio di tacere poiché con il vecchio cane, Melampo facevano così, infatti la figura di questo cane si potrebbe accostare alla classica persona che in italia si allontana dai problemi facendo finta di nulla, oppure andandosi a fumare una sigaretta per non avere guai, o per ricevere anche egli un suo tornaconto personale. Infatti il cane riceveva come premio una gallina da quelle rubate, ma alla fine pinocchio non lo dirà mai al contadino perchè è buona usanza in italia al nord ed al sud di lasciare in pace i morti, senza screditarli perchè sarebbe da codardi e senza bestemmiarli poiché sarebbe vile. Altro personaggio che incontreremo è il colombo, animale che si può trovare veramente ovunque in Italia, dal duomo di Milano, a Firenze, a Napoli insomma ovunque, con una visione molto contorta al reale poiché lo rappresentano come molto più grosso di un tacchino porterà notizie a pinocchio e non solo, lo scorterà in volo, potrebbe avere il significato della pace secondo molte tradizioni, ma il fatto che lo porti con se potrebbe anche significare il simbolismo di un messaggero volante. Da qui una vecchina che dirà a pinocchio quale imbarcazione ha adoperato il padre, anche questo potrebbe (e quasi sicuramente lo è) un riferimento al fatto che le persone anziane, spesso non avendo molto da fare tendono a controllare ed a sapere ogni cosa, una specie di telecamera h24, non a caso spesso si adopera la battuta che come allarme sono molto più funzionali le vecchiette che le sirene. I pescatori invece che sono li e tendono a commentare la scomparsa di Geppetto, la si può vedere come la classica e ferma sensazione di persone che stanno sempre a parlare di qualcosa, pur di trascorrere il tempo, poiché forse di tempo ne hanno fin troppo. Il delfino animale all’intelletto magnifico e sappiamo essere dotato di capacità straordinarie, indicherà a pinocchio la strada da seguire, e gli spiegherà effettivamente che nel mare da un po’ di tempo è presente un pesce-cane (balena) che turba le acque; più avanti due personaggi ambigui un carbonaio ed un muratore alla quale pinocchio chiede la carità di un soldo per mangiare, ed ambedue gli offrono un lavoro il carbonaio gli offre un soldo per un lavoro che ne valeva 5 di soldi, quindi il riferimento a dei padroni che spesso tendono a sfruttare i loro dipendenti in maniera indecorosa e sopratutto a fa comprendere di come non solo ci fosse dello sfruttamento, ma anche del lavoro in nero e minorile. Il muratore invece gli offre 5 soldi per un lavoro che ne valeva 1, questo all’opposto del precedente è la visione di come certe volte esistono delle opportunità, che però non vengono sfruttate appieno, semplicemente perchè l’orgoglio o la presunzione o l’ arroganza, non permette al genere umano di vedere oltre i suoi occhi. Della buona donnina ne abbiamo parlato prima ed è la figura della fata, che però questa volta si mostra come donna buona, più avanti troveremo anche i compagni di scuola di pinocchio, che inizialmente turbavano il burattino con scherzi e dispetti, ma dopo una adeguata lezione tacciono con rispetto, e sopratutto faranno di tutto per allontanarlo dalla retta via, poiché l’ invidia di pinocchio che oramai sta diventando uno studente modello li porterà a “rodere” internamente, qua la metafora non è affatto velata, è il classico gioco maligno e reale delle persone che con la loro invidia e cattiveria fanno di tutto per farci prendere strade sbagliate, farci fare errori, e sopratutto fare di tutto per non permettere di essere migliori, perchè nessuno mai consiglierà qualcosa per migliorare rispetto ad un altro, questo è alla base della mente e della cattiveria umana. Un granchio comparirà cercando buoni consigli ma verrà messo al suo posto nonostante il buon gesto, è la rappresentazione di chi dà buoni consigli (senza essere stato interpellato) ma non venendo compreso viene mandato a quel paese. Eugenio un compagno di classe di pinocchio che viene colpito con il libro di testo di pinocchio e creduto morto, ma solo in seguito si saprà che non sarà deceduto, questo potrebbe essere il messaggio di dover affrontare le proprie colpe e le proprie paure, senza temere obbligatoriamente le conseguenze scappando. Nuovamente si presenteranno due carabinieri, figure oramai già viste e riviste ma questa volta con la concezione della parodia italiana, e cioè dei carabinieri che per quanto si sforzino di voler fare qualcosa di buono, alla fine non riescono mai nell’impresa, rischiando costantemente di fare danni e figuracce ed infatti dovranno avere l’ aiuto del loro cane Alidoro che inseguirà il burattino ovunque con tenacia e determinazione, ma quando il burattino si getterà a mare anche Alidoro lo farà senza mettere in conto di non saper nuotare e rischiando di annegare, così Pinocchio mosso da compassione lo aiuterà, chiedendo in cambio di non essere più inseguito e così si stringerà questo momentaneo patto. Nel frattempo pinocchio incontrerà un pescatore verde, poiché capelli, pelle, occhi ecc erano tutti verdi e cercherà di friggere pinocchio nonostante egli avesse affermato di essere un burattino e non un pesce burattino, sarà salvato solo da Alidoro, la figura del pescatore sarebbe un po’ da intendere come il reietto ignorante della società, colui che ha dei forti problemi ed è per questo che tende a stare lontano da tutto e tutti, però così facendo non fa altro che alimentane un senso maggiore di ignoranza e di in/adattamento alla società che lo porterà ad essere una specie di mostro delle paludi. Nuovamente sul ritorno da casa incontra un vecchietto che si scalda al sole, ed anche quest’ ultimo ha la funzione di sorveglianza, poiché racconta a pinocchio di Eugenio, e quando Pinocchio mente gli si allunga il naso, questo fa comprendere che non gli si possono dire le bugie ad un vecchietto poiché oramai ricolmo di una certa saggezza e di una certa esperienza di vita e sa riconoscere non solo le bugie, ma anche le persone per come sono fatte, e nonostante le menzogne con il suo buon cuore regala un “vestito” a pinocchio. Non dimentichiamoci che prima abbiamo citato anche una lumaca, che infatti anche ella al servizio della fata, potrebbe essere vista secondo un interpretazione personale come una serviente dei nobili, o forse una dama di corte, o una serva per le marchese, insomma nella sua lentezza ed antipatia frà i tanti episodi porta del cibo a pinocchio che gli aveva riservato la fata, ma la cosa buffa e sopratutto molto simbolica è che porta un pane un pollo e 4 albicocche e stranamente come si può evincere, il numero  è spesso ricorrente nel racconto di pinocchio, io cerco sempre di far notare la numerazione continua e presente nel racconto poiché naturalmente non è messa a caso, ma per tornare al cibo, la cosa buffa è che quando pinocchio cerca di cibarsi di queste pietanze si accorge che queste ultime sono: il pane di gesso, il pollo di cartone e le albicocche di alabastro e dunque il burattino poi sverrà, anche questo suo svenire non molto raro nel racconto ricorda un po’ gli svenimenti danteschi sopratutto quando si affrontano gli spostamenti tra inferno, purgatorio e paradiso. Lucignolo, uno dei personaggi forse più misteriosi ed esoterici e stravaganti di tutto il racconto, lux=luce lucios o anche il nome Lucio significa portatore di luce, così come il trasportare il nome cambierebbe in Lucifer, lucifero, bene si potrebbe dunque definire lucignolo come il portatore di luce ma anche come il demonio fatta persona, nella demonologia lucifero viene visto iconograficamente come un bambino che fa delle malefatte, ma è anche vero che si dice che lucifero abbia fatto mangiare il frutto della conoscenza ad adamo ed eva e quindi abbia portato in loro la conoscenza totale e reale delle cose, quindi portatore di luce sicuramente ma attraverso il buio e l’ oscurità, o forse la cultura è fonte di sofferenza, ci sarebbe tantissimo di cui parlare sull’ esoterismo di questo nome e sul dialogo dei demoni ma si uscirebbe troppo fuori contesto, ma comunque basti pensare che effettivamente lucignolo farà conoscere a pinocchio molte cose, gli darà un senso di maturità ed alla fine avrà fatto bene o male? Diciamo che spesso in italia si è legati ad un senso fin troppo moralista ed etico del bene, dando per scontato che determinati atteggiamenti siano obbligatoriamente il male, ma aver fatto conoscere le cose seppur sbagliate possono essere fonte di arricchimento personale, potrebbero avere una prospettiva filosofica, si può mostrare effettivamente che pinocchio abbia conosciuto, cose nuove, fatto nuove esperienze, provato cose nuove. Dunque secondo canoni religiosi e spesso eticamente corretti italiani, se si segue un “demone” si diventa come lui, anche perchè si segue alla lettera la scrittura della bibbia, anche perchè si mette in conto che il diavolo insieme a tutti i suoi servitori perdono, ma è pur vero che cit. “la bibbia è una fonte sospetta” e che cit. “la vanità è il peccato preferito del/i diavolo/i”. Comunque questo povero “diavolo” di Lucignolo accompagnera il burattino nel “paese dei balocchi” ed anche egli diventerà un ciuco, che a discapito di quel che si pensi, abbiamo detto in realtà è un nobile animale. Ed ecco dunque il cocchiere, l’ omino, ma che in definitiva chiamerei più caronte, perchè effettivamente la sua figura ricorda molto da vicino quella del traghettatore di anime, lui allo stesso modo traghetta i bambini per trasformarli in animali, esseri senza più sentimenti, per poi rivenderli, non più per dei dracme ma per un benefit monetario maggiore, per delle lire, dei soldi, dunque questo omino è il peccato, o forse sono coloro che portano i bambini verso la luce mostrando il tutto e facendo vedere loro quello che di bello ci sta, ma che come la malavita e l’omertà alla fine ti stringe in una morsa disperata senza lasciarti fiato, il significato dell’ omino di burro sta anche nel nome poiché il burro è una pietanza meravigliosa ma che fa dei danni enormi all’ organismo umano se ingerito in maniera spropositata, naturalmente come abbiamo annunciato prima, non solo ci saranno dei ciuchi che trainano questo carro con dei bambini, ma che dimostreranno la loro umanità piangendo e comportandosi umanamente, ma sul carro saranno presenti anche dei bambini che appunto come delle anime sono pronti per la loro conversione, naturalmente dettati dall’ inconsapevolezza, ma sarà proprio la loro ignoranza e dunque il loro ignorare a farli diventare animali da soma. Ed ecco un altro personaggio la marmotta, che si potrebbe identificare come quella persona (animale in questo caso) che dà le notizie che non si vorrebbero ascoltare, fare finta di nulla ma che purtroppo inevitabilmente accadranno, come un foglietto illustrativo che ti dirà già cosa accadrà in conseguenza delle azioni infatti la frase sarà “quei ragazzi svogliati che, pigliando a noia i libri, le scuole e i maestri, passano le loro giornate in balocchi, in giochi e in divertimenti”. Il direttore infine, che con il suo modo di fare non si discosta certo da un più attuale Mussolini o Stalin o Hitler, un imperialista dittatore, che giostra tutto questo grande circo, questo complesso di saltimbanchi, ma forse un concetto esoterico farebbe dire che giostra tutta questa sceneggiata di poveri diavoli, forse lui potrebbe essere proprio il maligno in persona, o forse il potente del mondo, ricoprendo una visone non solo papale, ma forse anche con una visione a grande potente, colui che effettivamente riesce a capire e gestire tutto poiché vede e fa tutto, brutale e spietato che non riserva pietà nemmeno per il povero pinocchio sopratutto quando si rompe la zampa da ciuco. Il veterinario colui che oramai con il suo giudizio totale e letale, dichiara che l’asino resterà zoppo a vita donandogli la condanna a morte, un messaggero di morte, forse un boia dalle forme legali, ed ecco poi il garzone di stalla che come un gobbo, uno schiavo un dipendente timoroso di quel direttore macabro, sadico e spietato deve acconsentire ai suoi ordini ed ecco dunque recarsi velocemente per vendere il ciuco per 20 soldi. Il compratore, che compra il ciuco perchè vuole farne un tamburo, e quindi ecco il boia a tutti gli effetti, un mercenario che valuta la ricchezza maggiore dell’empatia uomo-animale, e quindi in questa parte degna di nota una riflessione su chi sia più animale dinanzi ai soldi, se l’ animale in se o l’ uomo che spinto dalla ricchezza fa di tutto, non a caso in tutto questo racconto sulle avventure di pinocchio abbiamo visto come tutto gira sui soldi, sui numeri, ma sopratutto come i soldi fanno girare il racconto, un ciclo unico che fa comprendere che il denaro fa girare la ruota, fa muovere le storie, perchè senza questi ultimi non accadrebbero le cose belle o brutte, e dunque che Collodi forse voleva farci capire di come il denaro sia così vile? O forse di come i soldi rendano sporco e poco etico e senza morale il genere umano? Avrà visto così in avanti? Faceva parte veramente di un associazione segreta ad opera massonica? Era lui il portatore del compasso? Tramite questa storia voleva raccontarci cosa si nascondeva dietro la simbologia dei soldi? O forse spiegarci che siamo schiavi del denaro? Tutte ipotesi che potremmo porci! Del pesce cane ne abbiamo già parlato, questa sottospecie di balena aspira-tutto, comparirà anche una capretta, quel senso forse di folklore e di richiamo alla terra ferma, ed infine il tonno che avevamo già parlato che però nasconde tantissima saggezza, un tonno filosofo, forse si voleva rifare ad un virgilio, ad un platone, ad un socrate, il rispecchio di qualche personaggio che oltre a salvare pinocchio e suo padre gli lascia anche qualche “perla di saggezza”. Ed infine l’ avventura si conclude con il personaggio di Giangio Un ortolano, proprietario anche di una stalla. Il Grillo-parlante consiglia Pinocchio di rivolgersi a lui quando il burattino gli domanda dove poter trovare un bicchiere di latte per Geppetto. Giangio si accorda con Pinocchio compensandolo con un bicchiere di latte per ogni cento secchi d’acqua estratti da una cisterna per poter innaffiare gli orti. Giangio spiega che fino ad allora questo lavoro lo aveva svolto il suo ciuchino, ora in fin di vita. Quando Pinocchio gli chiede vedere il ciuchino, scopre che questo era in realtà il suo amico Lucignolo, che muore in quel momento. Se la ride quando Pinocchio piangente gli confessa che il ciuchino era un suo compagno di scuola: «Come?! avevi dei somari per compagni di scuola!… Figuriamoci i belli studi che devi aver fatto!…». Per altri cinque mesi Pinocchio con gran fatica cava l’acqua per l’orto di Giangio, ricevendo come compenso ogni giorno un bicchiere di latte per Geppetto. Questa scena finale e questo personaggio non ha bisogno di spiegazioni, anche perchè credo ce ne siano tantissime, lascio dunque a voi la comprensione di questo capitolo finale, che pinocchio sia diventato un bambino vero? O forse che pinocchio abbia realmente compreso il senso della fatica e di guadagnarsi il lavoro, o molto semplicemente che per il rimorso di ciò che aveva fatto al suo babbo lo porterà ad altrettanto sacrificio, ci sono così tante interpretazioni che sarebbe davvero quasi impossibile elencarle tutte, e per questo vi lascio a delle auto-considerazioni ed autovalutazioni sui personaggi del racconto

 

   PINOCCHIO NEL TEMPO

 

Naturalmente di pinocchio non ci si ferma solo al testo, ma come abbiamo detto esistono vari dipinti, film, serie tv, e ad oggi anche videogiochi vi vorrei solo fare una breve citazione di queste opere dell’ audiovisivo

SERIE TV

Le nuove avventure di Pinocchio (1972)

Pinocchio, la miniserie Rai (2008)

FILM

Le avventure di Pinocchio (film 1947)

Le avventure di Pinocchio (film incompiuto)

Bad Pinocchio

Un burattino di nome Pinocchio

Geppetto (film)

The Magic Riddle

OcchioPinocchio

Pinocchio (film 1911)

Pinocchio (film 1940)

Pinocchio (film 1992)

Pinocchio (film 2002)

Pinocchio (film 2012)

Pinocchio (film 2019)

Pinocchio (film 2022)

Pinocchio 3000

Pinocchio di Guillermo del Toro

I sogni di Pinocchio

Le straordinarie avventure di Pinocchio

VIDEOGIOCHI

Lies of P

Pinocchio (videogioco 1995)

LIBRI

Ipotesi su Pinocchio

PINOCCHIO, RIPRODUZIONE DELLA PRIMA EDIZIONE DEL COLLODI, CON LE ILLUSTRAZIONI DI MARINO PARIGI

Pinocchio: un libro parallelo

Pinocchio ritrovato. La forza di riconoscersi burattino

Pinocchio e Collodi sul palcoscenico del mondo

Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate

Uno, cento, mille Pinocchi. Le tre vite di un burattino tra illustrazione, pittura, scultura, design, musica, teatro, cinema. Ediz. a colori

Naturalmente questa è anche una raccolta mia personale di testi da me letti, film da me visionati, e videogiochi da me provati vi lascio così con qualche iconografia tipica e la mia firma

 Emmanuele Paudice

“Vorrei ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine durante tutti i miei studi, sopratutto i miei genitori Anna Lonzi e Paudice Pasquale”

 

 

 

 

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