Romeo e Giulietta di Giovanni Veronesi

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Il film di Giovanni Veronesi 2024, distribuito dalla Vision nei cinema italiani, Romeo e Giulietta una delle storie d’amore più famose e popolari del mondo.

Il genere del film si distacca un po’ dalla tragedia originale perché è una commedia romantico sentimentale che tratta le vicende di Vittoria (Pillar Fogliati) una giovane attrice che ha una cattiva reputazione per il plagio dovuto ad avere spacciato per suo un testo teatrale. La stessa viene umiliata durante il casting per interpretare il ruolo di Giulietta dal regista Lando Porrini (interpretato dal Sergio Castellitto), che è un noto regista di personalità molto cinica e narcisista.

Vittoria decide di non arrendersi ed è disposta a fare di tutto per ottenere un ruolo e così decide di presentarsi al provino travestendosi da uomo nelle vesti di un Romeo sui-generis grazie all’aiuto della sua amica truccatrice, dove spacciandosi per un ragazzo chiamato ‘Otto Novembre’, interpetra molto bene le movenze maschili e la voce del protagonista della storia di amore di William Shakespeare. Il regista Porrini viene subito conquistato da quel bel Romeo interpretato da Vittoria che ha bisogno di lavorare e vuole cancellare quell’errore che sta pregiudicando la sua carriera professionale. Per cui temporaneamente rinuncia a vendicarsi delle offese ricevute e non rivela al regista Porrini la sua identità che non è in grado di riconoscere una donna travestita, non svelando l’inganno per cui si troverà ad interpretare il ruolo di Romeo anche nella vita privata ed incontrerà dei problemi e situazioni surreali ed imbarazzanti quando proprio il suo fidanzato viene scelto da Porrini per interpretare il ruolo di Mercuzio nella commedia.

 C’è una frase all’inizio del film di Sergio Castellitto che nel interpetrare un monologo dice che: “L’artista deve spostare l’ottica e guardare il mondo con i propri occhi.”

A tal proposito” aggiunge il regista Giovanni Veronesi. Le contraddizioni sono stimolanti perché dove c’è contraddizione c’è creatività”.

La contraddizione, infatti, è un valore che viene evidenziato dal film.

Il film -racconta Pillar Fogliati – parla molto dell’identità di te stesso. Tutti noi ricerchiamo questo. È un sogno per una ragazza interpretare un uomo -afferma Pillar Fogliati – come immagino per un attore, un uomo interpretare una donna. È molto difficile essere sé stessi e trovare la propria essenza.

Romeo e Giulietta di Veronesi è un attuale e riveduta commedia del capolavoro di Shakespeare che fa riflettere sul quanto il mestiere dell’arte è assoggettato a regole di produzione che limitano la creatività.

In Rome e Giulietta si è molto attenti all’approfondimento psicologico dei personaggi e Victoria utilizza la pratica, conosciuta come “travestitismo teatrale“, che era comune durante l’epoca di Shakespeare e in molti altri periodi della storia del teatro. Quindi, se una donna avesse voluto recitare in una produzione teatrale, avrebbe dovuto interpretare ruoli maschili.

Nel contesto storico del teatro elisabettiano del XVI secolo, le donne spesso interpretavano ruoli maschili perché non erano autorizzate a recitare come attrici.

“Shakespeare in Love”, è un film del 1998 diretto da John Madden, la trama ruota attorno alla vita di Shakespeare mentre cerca di superare il blocco dello scrittore e di trovare ispirazione per il suo lavoro, incontrando una donna di nome Viola, di cui si innamora. Il personaggio di Viola, interpretato da Gwyneth Paltrow, recita parti maschili perché come sopra detto nel teatro elisabettiano, le donne non erano autorizzate a recitare sul palcoscenico. Il film riflette questo aspetto storico e mostra come Viola, desiderando ardentemente recitare, si travesta da uomo per ottenere un ruolo nell’opera teatrale di Shakespeare.

L’inversioni dei ruoli donna/uomo è meno frequente dello scambio di identità uomo/donna, ma è già presente nella storia del cinema dalle origini a tal proposito ricordiamo il film “Non vorrei essere un uomo” è commedia diretta da Ernst Lubitsch e rilasciata nel 1918. Il film è stato uno dei primi successi del regista tedesco, che in seguito divenne noto per il suo stile sofisticato e per il genere “commedia alla Lubitsch”.

La trama segue le vicende di Ossi, una giovane donna borghese, interpretata dall’attrice Ossi Oswalda, che è stufa delle restrizioni sociali imposte alle donne nella società dell’epoca. Desiderosa di sperimentare la libertà e l’indipendenza riservate agli uomini, Ossi decide di travestirsi da uomo. Con il suo nuovo travestimento, Ossi esplora il mondo maschile e si immerge nelle attività e negli spazi riservati agli uomini.

Ricordiamo infine che Carl Gustav Jung ha esplorato la complessità della psiche umana e ha sottolineato l’importanza dell’integrazione degli aspetti maschili e femminili della personalità di una persona per il raggiungimento dell’equilibrio psicologico e della realizzazione personale.

Giovanni Romano

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