Il pericolo della distruzione della terra e notizie da “Giunsero i terrestri su Marte”

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La transizione ecologica, i cambiamenti climatici con la resistenza dei grandi Paesi industriali come la Cina, gli Stati Uniti e la Russia alla “green line” mettono in pericolo la conservazione del pianeta terra, che con il “gas serra” e l’ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, potrebbe andare incontro ad un precoce tracollo anticipato dai terremoti e dagli tsunami. Allora che fare e quale salvezza ci potrebbe essere? Se l’è chiesto con profondo interesse scientifico Giacomo Bisordi che ha scritto il testo “Giunsero i terrestri su Marte” di forte impatto emotivo e culturale per un problema che sta investendo sempre più gli studi astrofisici, dopoché per lungo tempo è sembrato solo un argomento di pura divagazione e sofisticata fantascienza senza una possibile risposta come quella concernente il dilemma se esistono altri esseri umani nella galassia celeste. Sonde spaziali, razzi, missili di rilevazione satellitare con macchine da ripresa delle stelle e del firmamento sono inviate di continuo nella volta celeste e nelle missioni esplorative si sono distinti numerosi astronauti italiani tra cui Samantha Cristoforetti che ha fatto seguito alla russa valentina Tereskova purtroppo deceduta nell’impresa, Paolo Nespoli, Umberto Guidoni, ricevuto anche dal presidente Mattarella, Luca Parmitano, Roberto Vittori e Franco Malerba, che si sono segnalati nell’adempimento delle funzioni loro assegnate. Bisordi qui immagina che Giulia Heathfield, Gaia Rinaldi e Francesco Russo siano arrivati su Marte il pianeta rosso, ma qui siano morti in quanto vi erano solo vulcani e mancava l’acqua. Un paragone può essere fatto con lo sbarco sul satellite Luna nel 1969 degli americani Armstrong e Collins che piantarono la bandiera a stelle e strisce con la telecronaca di Tito Stagno e Ruggero Orlando della discesa con la bandiera sul suolo lunare e la disputa dialettica sul momento dell’effettivo atterraggio. Qui i tre astronauti, volteggiando trasportati dall’atmosfera leggera per la mancanza della forza di gravità, s’approssimano recando il vessillo della scoperta e relativo simbolico possesso nella prima scena, mentre nella seconda siamo nel villaggio ed in tale contesto recano palloncini, palloni gonfiabili, bandierine gialle appese per aria insieme a striscioni di auguri per Giulia che compie gli anni e poi “mass – media” quali televisione, radio, cellulare, macchine commerciali con cui s’apprende il rapporto di valore con il dollaro. Magica è la sequenza in cui una miriade di palline rosse cascano dal soffitto e riempiono il palcoscenico. Il testo può essere paragonato ad un’operetta morale di Leopardi con il rapporto bivalente tra Uomo e Natura, bensì pure ad una perdita del senso d’unicità e superiorità dei terrestri. Il perno fondamentale dell’apologo allestito è uno smarrimento inquietante del primato del nostro pianeta e l’angosciante interrogativo se nella tersa copertura celeste del firmamento vi siano altre esistenze. Wernher von Braun, che era stato un eccellente scienziato nazista e poi al crollo del regime nel 1945 era passato a guidare la NASA, aveva progettato non solo il viaggio sulla luna, ma ne pianificò un altro per portare nel 1965 i terrestri su Marte, con notevole ambizione dei primi cittadini spinti dal desiderio di osservare lo spazio da vicino. Bisordi prende l’abbrivio da lì ed immaginando che la missione sia avvenuta ne registra i risultati. L’analisi sociologica e scientifica è arrivata a 7 spedizioni nello spazio e s’indagano la violenza e la solitudine del viaggio ,il collasso della Terra, il rischio che la fantascienza diventi realtà per una modesta ricerca del passaggio dalla fantascienza classica a quella imperniata sul senso di essere terrestri o marziani. I protagonisti interagiscono tra loro giocando a ping-_pong in cui si distingue il comandante Russo Il generale Giulia De Renzi è nata in Australia ed a sedici anni ha conseguito la licenza di pilota nell’Aeronautica Militare Italiana, mentre le vite degli astronauti sono goliardicamente in gioco nella sala dell’India ma poi si spengono in maniera imprevista quando la reazione ambientale ha la meglio e non c’è possibilità d’insediamento sul pianeta, come stabilisce la Commissione d’inchiesta appositamente costituita e che è chiamata a dare ascolto e risposta plausibile alle domande dei giornalisti sulla natura della tragedia. La dottoressa Rinaldi invece s’è laureata in Telecomunicazioni all’Università di Genova e sta valutando come la psiche reagisce al volare nello spazio, il motivo per cui molti hanno paura dell’aereo come testimoniato dal film della Brilli e non riescono a salire su un aereo; infine sta tentando di capire a che si deve imputare la noia nell’addestramento degli astronauti. Ha operato la traduzione dal sinologo all’italiano dell’antico poema cosmogonico “Tien Wen” paragonabile alla stupenda “Cosmogonia “ del primo vero ed indiscusso poeta greco , ovvero Esiodo ma che scrisse pure “Le Opere ed i giorni” e “La Teogonia”. Un’altra sua passione nel tempo libero è la composizione di canzoni quale cantautrice. Il piano dunque di Von Braun non s’è realizzato nel periodo previsto del XX secolo e non sappiamo se e quando lo sarà, chiarendo se su Marte è possibile la vita di alieni con cui finora non c’è stato nessun contatto ed i dischi volanti nel deserto americano dove si effettuano siffatti approfondimenti fisici restano solo un miraggio. Il video di Igor Renzetti sulla ricerca dei territori planetari e le risultanze cui finora s’è arrivati hanno ottimamente arricchito inizialmente il lavoro, visibile all’India dopo piazzale della Radio fino al 21.

Giancarlo Lungarini

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