Intervista agli E45

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E dopo la grandiosa anteprima ecco qui con noi gli Equarantacinque, una band di nuovissima generazione composta da 5 ragazzi e con tanta, tanta voglia di suonare…li abbiamo intervistati per farci raccontare direttamente questa nuova avventura partita in questi giorni in radio…

Benvenuti ragazzi,

Allora cominciamo dal lancio del vostro nuovissimo singolo rilasciato proprio in questi giorni in radio e nei maggiori digital stores…Il brano intitolato “Se potessi decidere”, quali sono le emozioni, le sensazioni…?

Ogni volta che un brano esce, è come spogliarsi. Mettere a nudo le proprie sensazioni ed emozioni e regalarle alle persone che ci ascoltano è un’emozione unica, difficile da spiegare. Un mix di emozioni contrastanti: la curiosità di sapere cosa pensa la gente che ci ascolta, la paura di non riuscire ad arrivare nel modo sperato.

Il brano che avete proposto al pubblico radiofonico inizia con la congiunzione “se”, introducendo quindi una condizione, una modalità discorsiva utilizzata spesso nelle canzoni, specie nelle canzoni d’amore, dove creare un corrispettivo ideale del pensiero diventa anche una sorta di rifugio… Qual’era nel vostro caso, l’intenzione comunicativa dietro il titolo del brano…?

Col titolo volevamo mandare un messaggio forte, chiaro e sintetico. Racchiudere il significato del brano in poche parole. “Se potessi decidere” per noi rappresenta la forza di capire che non sempre tutto dipende da noi e che questo aspetto va accettato, ma anche la malinconia che comporta non avere sempre l’ago della bilancia.

Parlando invece della melodia di “se potessi decidere”, ci si accorge di come il brano ben rappresenti quella che di fatto siete, ovvero la nuova generazione del pop d’autore, dove le sensazioni più intime si intervallano a momenti più concreti e che hanno una specifica referenza con la realtà vissuta…

Noi cerchiamo di portare la nostra musica nel modo più onesto e personale. Per farlo cerchiamo di essere più crudi possibile senza discostarci troppo da quelli che sono gli avvenimenti che caratterizzano la nostra vita di tutti i giorni. Nelle parole e nella musica.

Questo non è il vostro primo singolo e, nonostante la vostra giovane età, avete alla spalle altri brani pubblicati con i quali vi siete fatti conoscere al pubblico…Vi va di raccontare come sono nati e in che modo di solito alternate le fasi di scrittura e composizione…?

“Se potessi decidere” è il terzo brano che pubblichiamo, dopo “Brucio dentro” e “Amore liquido”. Le nostre canzoni nascono spesso dalla spontaneità. La prima fase si concentra nello scrivere quelle che sono le nostre sensazioni, positive o meno. In questa fase la creatività è al centro, senza seguire schemi o regole. Successivamente le parole vengono sistemate e cucite come un abito su misura, in base alla musica e l’arrangiamento. Creatività e razionalità vanno di pari passo, come musica e testo.

Soffermandoci invece sul vostro percorso, ricordiamo che avete da poco iniziato a collaborare con un produttore Antonio Frodella e la sua label “Free Recording Studio”, grazie alla quale avete rilasciato il vostro secondo singolo “Amore liquido”, un pezzo che intende spiegare, nel contesto sociale che viviamo oggi, la rapidità e la conseguente superficialità delle relazioni.. Quanto secondo voi tale modo di intendere i rapporti al giorno d’oggi, è influenzato anche dai media?

La vita social sicuramente “avvicina” le persone in modo più facile. Il potersi scrivere e conoscere persone da una parte all’altra del mondo in pochissimo tempo rende affascinante le conoscenze, ma allo stesso tempo fa percepire un senso di fugacità maggiore nelle cose. Forse si va a confondere semplicità e purezza con superficialità, purtroppo.

Il vostro nome prende ispirazione dalla strada statale più lunga d’Europa: la “E45”, da che cosa deriva tale scelta e da che cosa invece trae ispirazione la vostra musica… Quali sono i riferimenti che influenzano il vostro stile…?

La “E45” per noi ha assunto un valore importante quando l’abbiamo percorsa per andare a suonare a Roma per la prima volta. La statale ci ha uniti come band proprio perché la decisione di diventare un gruppo è stata presa al ritorno da questa esperienza.

Ognuno di noi viene da mondi e influenze musicali diverse. Influenze dettate dalle esperienze personali e di formazione fatte negli anni. Ad oggi cerchiamo di guardare a chi può farci crescere sotto molti punti di vista: interpretativo, di scrittura, di interpretazione e di ricerca di nuove sonorità. E’ importante ascoltare tanta musica, anche molto disparata.

Prima di chiudere parliamo dei vostri progetti futuri… sicuramente con l’avvento della bella stagione avete tanti live in programma…ci sarà anche un album..?

Siamo molto felici in questo momento! Con l’arrivo dell’estate stanno venendo fuori un bel po’ di live. Per noi suonare dal vivo è fondamentale ed è al centro del nostro progetto. Quest’anno, oltre ad avere un po’ di date nelle nostre zone del veneziano, ci sposteremo un po’ più in là: Vicenza, Treviso e anche Roma.

Al momento non abbiamo ancora pensato al live, ma la vita di produzione continua. Stiamo registrando nuovi pezzi e non vediamo l’ora di poterli far sentire!!

Sonia Bellin

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