Bricconcelli pensavate eh… e invece, ci dispiace se il nome porta alla mente quella scritta su una pubblicità… invece parleremo delle ottanta varietà di questo tubero, abbastanza per soddisfare sia il palato, sia il desiderio di leggere l’articolo sino in fondo… gratificando l’autore e chi lavora nei campi per portare sulle nostre tavole quel sorprendente tubero che ha sfamato intere generazioni.
Se le abbiamo e continuiamo a coltivarle lo dobbiamo al potente monarca Filippo II di Spagna che la importò nel 65 del millecinquecento dal Perù.
L’Italia, gode di un notevole posto nella classifica mondiale come produzione. Pensate, manco ci sognavamo che esistessero tutte queste varietà di patate… infatti, andando dal nostro fruttivendolo di fiducia, la scelta è limitata all’acquisto di pasta bianca o pasta gialla o buccia rossa, a seconda l’uso da farne in cucina… talvolta per chi la conosce e sa come cucinarla, acquista quella dolce americana. Caso strano questo tipo di patata, non appartiene alla stessa famiglia di tuberi, in quanto è una radice e come tale, scoprirete un ottimo ornamento floreale qualora vorreste provare ad abbellire la vostra cucina o salotto. Le categorie che distinguono l’ortaggio sono: Denominazione d’Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP), Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), Denominazione Comunale (DECO). Coltivate in gran parte dalle regioni italiane in discreta quantità di questo prodotto, ma non sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno lordo, in questo caso si acquista in altri Stati magari con lo scambio merci, da non confondersi come baratto. Come nostra abitudine, diamo alcuni brevi cenni di storia sulla patata o Solanum tuberosum (nome della nostra patata), si stima che la sua età risalga a circa settemila anni orsono, coltivata nel periodo precolombiano dalla popolazione indigena nelle Ande sudamericane, spesso legata alla coltura Inca. Importata in seguito dai conquistadores spagnoli in Europa dopo la conquista del Perù, non piacque molto… e come il pomodoro faticò molto per entrare nelle cucine europee. Questo tubero inizialmente serviva come ornamento, le sue foglie somigliano a quelle dell’edera, solo dopo decenni entrò prima nella nostra Penisola, poi con riluttanza e dovuta cautela, sulle nostre tavole. Gli italiani accolsero la patata con dubbioso scetticismo… destinando la medesima negli orti botanici di Padova e Verona dove venne usata per alimentazione di animali e soldati…
La sua lenta ripugnanza mentale verso la patata, furono due sostanziali affermazioni prive di fondamenta, la prima era la diffidenza di tutto ciò che cresce nel sottosuolo è di oscuro dubbio, credenze popolari inculcate… la seconda che diffondesse la lebbra. Nel tempo, dopo accurati esami botanici anche gli italiani iniziarono a gustarne il loro sapore sapendo che è un alimento nutriente ricco di vitamina C e minerali come il potassio, favorendone la digestione e il senso di sazietà, secondo la Humanitas Research Hospital manterrebbe la salute del cuore… per dirla in breve: Una fonte di energia e aiuto in medicina!
Curiosità sulle patate.
*Il primo esperimento è del 1995 in collaborazione tra la NASA e l’Università del Wisconsin, tentare di piantare una quantità di patate diverse, riproducendo le condizioni presenti su Marte.
*La patata è il quarto alimento più diffuso al mondo dopo il riso e il mais. Un alimento versatile in cucina dai primi piatti, al contorno… per arrivare ai dolci.
Un’avvertenza importante, non lasciate germogliare le patate, poiché il germoglio contiene un concentrato di solanina, una molecola della famiglia degli alcaloidi con effetti tossici. Appena acquistate le patate, non lavatele se sporche di terra, il lavaggio va fatto al momento della bisogna, giacché nel farlo, faciliterebbe la riproduzione di batteri facendola marcire in breve tempo.
Daniele Giordano

