Come le tecniche archetipiche di Robert Evans-Paramount continuano a creare miti e business anche fuori dal cinema,nel branding, nel marketing e nella comunicazione.
Nei film il pericolo arriva sempre dal buio.Dall’oscurità.
Da qualcosa che non conosciamo e di inatteso. Ma succede anche nella realtà,a volte. Questo è uno di quei casi. Un caso strano,insolito.Anche impressionante,nelle sue conseguenze. Un fatto così spaventoso che le autorità hanno preferito non parlarne mai.Nasconderlo.
Perché fa paura. E hanno ragione.
Questa è una vicenda che abbiamo già trattato,il caso delle sonde americane Viking,inviate su Marte,nel 1976,per cercare tracce di vita.Qui successe qualcosa di mai immaginato prima:un misteriosissimo effetto,ancora oggi inspiegabile,le cui conseguenze distrussero la reputazione della NASA e della Scienza,quasi distrussero la leadership geopolitica americana e sicuramente distrussero per sempre l’Unione Sovietica,modificando le mappe del potere mondiale.
Ma c’è molto molto di più.E questo “di più” è talmente spaventoso da far capire i motivi del segreto assoluto su questa vicenda enigmatica.
Non c’è bisogno di raccontare questo fatto come un film,perché è già un thriller naturale in se stesso. Un fatto reale che somiglia,in modo impressionante,ad un vero film di Hollywood,diventato un cult:
“War Games”. Stop.Fermiamoci un attimo.
Cosa è successo,nel 1976,con la Missione Viking?La NASA invia due sonde verso Marte,per cercare tracce di vita extraterrestre.Qui succede qualcosa che va molto oltre i film di fantascienza.I test scientifici condotti dalle sonde,sul Pianeta Rosso,danno risultati opposti,scientificamente esatti ma contraddittori.Metà indicano tracce biologiche di microrganismi viventi e metà indicano solo reazioni chimiche del terreno,non prodotte da esseri viventi.
I risultati vengono ripetuti per mesi,in punti diversi del pianeta,ma il risultato non cambia. La Scienza è bloccata. La conoscenza è paralizzata.
La NASA annuncia al mondo di avere trovato vita su Marte.
Poi smentita secca.Crollo della reputazione della NASA.Gravissimi danni alla leadership geopolitica americana.
Cancellazione dei programmi marziani e fondi spostati al settore militare spaziale.Nasce il programma “Guerre Stellari” di Reagan.I Russi non reggono il costosissimo confronto tecnologico-militare con gli Americani.Bancarotta economica dell’URSS e sua dissoluzione.Nuova mappa mondiale del potere.
Adesso attenzione. Questo è un punto fondamentale. La Missione Viking attira subito anche l’interesse delle autorità militari.Perché?Che interesse possono avere,al Pentagono,circa una disputa scientifica accademica?Che importanza possono avere,per la Difesa,eventuali microbi marziani?In realtà,i militari non sono interessati alla ricerca biologica,ma allo stranissimo effetto manifestatosi durante i test scientifici su Marte che hanno portato a risultati opposti ed alla paralisi dei sistemi:il reale bifrontale prodotto dall’ “effetto Viking”.
Che succede se questo effetto inspiegabile ed imprevisto si manifesta improvvisamente in ambito militare?Che succede se i sistemi di rilevamento indicano,contemporaneamente,missili nucleari balistici in arrivo e loro totale assenza?Come reagire?Scatenare una guerra nucleare mondiale?O aspettare,rischiando di venire distrutti completamente?
Ecco,questo è il punto della questione,per il Pentagono.
Ricordiamoci questo fattore.Sarà estremamente importante.
Ma anche le Majors del Cinema hanno capito l’impatto storico di questa vicenda. Le sue implicazioni immense a livello geopolitico e militare.E gli incassi strepitosi possibili.Non è solo una disputa accademica sulla vita marziana.Del resto,
le film companies californiane hanno sempre avuto i migliori tecnici e scienziati al loro servizio,prestandoli spesso al Governo,insieme alle proprie tecnologie avanzate.
Ecco allora il celebre film “War Games”,del 1983,in cui si narra la vicenda di una intelligenza artificiale che rischia di scatenare una guerra nucleare mondiale a causa del famoso “effetto Viking”:dati opposti,entrambi attendibili e certi.I sistemi informatici americani indicano un attacco missilistico russo,ma i piloti dei caccia non rilevano nessun missile in arrivo.Reale bifrontale. La guerra mondiale è inevitabile. Fortunatamente,viene evitata all’ultimo minuto. Il Pianeta è salvo.
A questo punto c’è il colpo di scena.Quello esplosivo. Ed è veramente tale.
Soprattutto perché è reale,non è più una fiction.
Il film “War Games” diventa realtà nel Settembre 1983,poco dopo la sua uscita nelle sale.Quasi un segno del destino.
Nella base di Serpukhov 15,Unione Sovietica,il sistema di sorveglianza satellitare OKO rileva, improvvisamente,alcuni missili nucleari americani in avvicinamento verso Mosca.Altri satelliti,però,non indicano nulla.Inoltre,sono solo 5 missili:una guerra mondiale scatenata con così pochi vettori sembra illogica all’ufficiale comandante della stazione, Stanislav Petrov. Reale bifrontale:è un attacco?Non è un attacco?
Che fare?Rispondere con un lancio massiccio di missili,scatenando la guerra nucleare mondiale?Attendere,rischiando la distruzione totale?
Il “fantasma del Viking” riappare.Portando terrore e caos primordiale.Pochi minuti per decidere. Ma sembrano un’eternità.Poi,Petrov conclude che non può essere un attacco reale:troppo pochi i missili impiegati. Ed è vero. Un errore della AI (primitiva) di allora ha portato all’equivoco che ha rischiato seriamente di scatenare una guerra nucleare mondiale. Catastrofe evitata per un soffio.
Ma,come in un vero thriller,i colpi di scena non sono finiti. Norvegia,Gennaio 1995.Base spaziale di Andoya.Viene lanciato un missile Black Brant 12 per studiare l’aurora boreale.Una missione scientifica,dunque. Però c’è un problema:il missile usa lo stesso corridoio aereo che userebbe un missile balistico nucleare americano per attaccare Mosca.E vola anche all’altitudine di 1.450 km,la stessa che si userebbe per far esplodere un missile con testata atomica nello spazio sopra la capitale.Questo servirebbe per disattivare i radar russi e rendere invisibili (e non intercettabili) i successivi missili americani in arrivo.Inoltre,il Black Brant è un vettore a 4 stadi,che vengono sganciati uno dopo l’altro:la AI russa interpreta queste parti come testate nucleari multiple lanciate verso i bersagli.
Poi,in un crescendo di circostanze incredibili,anche il fattore umano gioca la sua parte:l’avviso ufficiale norvegese alle autorità russe, per informarle del lancio del missile scientifico,si era perso,precedentemente,nel caos organizzativo della burocrazia ex-sovietica.Non era mai arrivato ai militari.Smarrito.Quindi,nessuno sapeva del lancio del vettore scientifico di Oslo.
Stop.Qui siamo al punto di massimo pericolo di questa storia incredibile (ma vera).
Scatta l’allarme militare.Arriva ai vertici delle gerarchie russe.
Infine arriva direttamente al Presidente Eltsin,che apre la famosa valigetta di lancio dei missili nucleari.E attiva il meccanismo. Un timer con 10 minuti di tempo per decidere.Poi partono,in automatico,i vettori.Guerra nucleare mondiale.Fine della Storia.Fine del mondo. Ma, come in “War Games”,c’è il colpo di scena finale:
all’ottavo minuto dei dieci previsti,il missile Black Brant si inabissa in mare. Ha terminato lo studio dell’aurora boreale.Non era un attacco missilistico NATO.Ancora una volta,pericolo apocalittico scampato.Ancora una volta a causa dello strano “effetto Viking”,del reale bifrontale,dei dati certi ma contraddittori.
Un effetto che,ancora una volta,attiva la paura primordiale,il caos,le parti ancestrali dell’inconscio,cioè l’Ombra…
Dietro tutta questa tragica catena di coincidenze,c’è l’Ombra,attivata automaticamente,indirettamente,involontariamente.Con i comportamenti estremi che produce,”in modalità sopravvivenza”.
Tutta questa storia è a metà tra una apocalisse nucleare ed un cult-movie della Città degli Angeli.Solo che è rimasta sempre segreta.Non è mai “uscita nelle sale”,non è mai apparsa nei TG nazionali.Avrebbe procurato troppa paura.E avrebbe fortemente danneggiato gli astronomici investimenti in informatica ed AI,sia civili che militari.
Una vicenda che è un thriller naturale,dicevamo.
Ma un thriller che non finisce mai.Perché contiene un mistero irrisolvibile.Perché i suoi effetti continuano ancora oggi.Anche i suoi catastrofici pericoli globali continuano,come dimostrano i casi del 1983 e del 1995.
I militari di tutto il mondo dormono veramente poco (e male),da quel lontano 1976.L’ “effetto Viking”,il reale bifrontale,ha colpito ancora.Pesantemente.
Ha innescato un tipo di effetto domino che ha stravolto e messo in grave pericolo il mondo intero,come temeva il Presidente Lyndon Johnson con il Vietnam.Solo che qui il fenomeno è partito
da Marte,non da Hanoi.E l’azione bellica non sarebbe una incursione di fanteria nordvietnamita,ma una guerra termonucleare globale.
Però è strano,nei film di Hollywood c’erano i Vietcong che attaccavano Rambo e gli Americani.Qui,invece,l’attacco è partito dai marziani,da dei “microbi marziani”,microbi-fantasma,in effetti,perché non si sa neanche,con certezza,se esistono o no.
Ma siamo a Hollywood o nella vita reale?
Stefano Battaglia, regista



