Beatrice Talenti, la bellezza di essere se stessa: tra fotografia, viaggi e amore per sua figlia

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Ci sono donne che imparano a riconoscersi davanti a un obiettivo e altre che, attraverso uno scatto, scoprono una parte di sé che non conoscevano. Beatrice Talenti appartiene a questa seconda categoria: una donna che ha trasformato una scoperta quasi casuale in un percorso fatto di coraggio, consapevolezza e nuove sfide. Fotomodella, imprenditrice, compagna e mamma, Beatrice vive la fotografia come uno spazio di libertà, dove sensualità ed emozione diventano strumenti per raccontarsi senza maschere. In quattro anni ha attraversato l’Italia e l’Europa, incontrando fotografi e artisti capaci di valorizzarne il potenziale. E mentre nuovi progetti la portano a guardare sempre più lontano, c’è un punto fermo che accompagna ogni sua scelta: la figlia, il suo amore più grande. Perché dietro le immagini c’è una donna che non cerca soltanto di essere guardata, ma soprattutto di essere riconosciuta per ciò che è. E che ha imparato a non mettere limiti ai propri sogni.

Beatrice, chi è Bea oggi, lontano dall’obiettivo?

Sono la ragazza di sempre, con la consapevolezza di aver trovato una mia strada. Sono nata nel 1997 in Lombardia, dove vivo e ho costruito la mia identità di mamma, compagna, imprenditrice e modella. Insieme a mia mamma gestisco una boutique dedicata alla cura e alla bellezza del corpo, mentre porto avanti il mio lavoro di fotomodella in Italia e all’estero. E poi c’è la mia famiglia, con la mia bambina di quasi sei anni, che è l’amore della mia vita.

Il tuo percorso nella fotografia è iniziato quasi per caso. Quando hai capito che poteva diventare qualcosa di importante?

Poso da circa quattro anni e all’inizio sono entrata in questo mondo in punta di piedi, senza essere pienamente consapevole di ciò che avrei potuto raccontare. Poi ho incontrato professionisti che hanno visto in me un potenziale e mi hanno aiutata a credere nelle mie capacità. Tra loro, Fabio Pregnolato, con cui ho intrapreso un percorso fotografico in Italia e in Europa e che per primo ha saputo valorizzare la mia carica sensuale ed emozionale. Ricordo anche Pier Sparello, capace di rendere ogni ritratto unico e di farmi emozionare quando mi riguardo. Da allora, ogni incontro ha aggiunto qualcosa alla modella che sono oggi.

Dall’Italia all’Europa: dove ti sta portando questa passione?

Se quattro anni fa mi avessero chiesto di scommettere su me stessa come modella, probabilmente non avrei puntato neanche un euro! Oggi, invece, lavoro con grandi fotografi italiani e internazionali, artisti che hanno elevato la fotografia a vera e propria arte. La Germania sta diventando una seconda patria fotografica: ci ho lavorato tre volte in pochi mesi. Poi ci sono Londra, Vienna e Salisburgo, con nuovi appuntamenti in programma a Monaco, Parigi, Barcellona, Lisbona e Berlino. Non escludo nemmeno un tour più lungo negli Stati Uniti. Darsi dei limiti non fa per me: il bello è tutto da scoprire.

Ci sono incontri professionali che porterai sempre con te?

Sono davvero tanti i fotografi che mi hanno regalato qualcosa, sul piano umano, tecnico ed emozionale. Oltre a Fabio Pregnolato e Pier Sparello, ci sono Luca De Nardo, Vassilis Pitoulis, Alexander Jost, Thomas Ruppel e Jean-Marie Bottequin. Sono incontri che hanno lasciato un segno nel mio percorso e nella mia vita di modella.

Quanto conta essere autentica, soprattutto sui social?

Per me è essenziale: ciò che mostro è ciò che sono. Posare significa spesso indossare una maschera e interpretare un ruolo, ma io cerco di portare alle persone la mia semplicità e autenticità, conciliando l’anima di donna con quella di mamma e di lavoratrice. I social sono una vetrina fondamentale per il mio lavoro, ma richiedono tempo, costanza e attenzione: aggiornare le pagine, rispondere ai messaggi e programmare i contenuti è praticamente un lavoro a tempo pieno. Credo, però, che alle persone interessi seguire qualcuno di vero, non un’immagine artificiale.

Mettersi in gioco significa anche affrontare i giudizi degli altri. Come vivi questo aspetto?

Mettersi in gioco spaventa sempre. Il segreto è non porsi limiti, procedere con piccoli passi ma con continuità e non perdere mai di vista i propri obiettivi. So che il mio lavoro di modella non può piacere a tutti, ma penso che ognuno debba cercare la propria strada senza rinunciare a essere felice. È quello che cerco di insegnare anche a mia figlia: la bellezza risiede prima di tutto nell’autenticità e nel rispetto di se stessi. Non siamo tutti uguali, ed è giusto così.

Che cosa ti ha regalato la fotografia, al di là delle opportunità professionali?

Ha aumentato la mia autostima e la mia consapevolezza. Mi ha permesso di conoscere più a fondo espressioni del mio corpo e della mia anima che prima non conoscevo. Per questo oggi posso dire semplicemente: grazie alla fotografia.

E adesso, Bea, dove vuoi arrivare?

Ci sono grandi progetti fotografici in vista e nuovi viaggi in Europa, con la possibilità di spingermi anche negli Stati Uniti. Non amo svelare troppo: preferisco che siano gli scatti a parlare per me, più delle parole. E per quanto riguarda la vita privata di Beatrice… beh, quella è privata. My secret, bye!

Manuele Pereira

 

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https://www.instagram.com/beatricetalenti_model

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