CIO’ CHE RIMANE ACCESO. Storie di energia, case e persone

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Uno spettacolo molto coinvolgente è questo “Ciò che rimane acceso” scritto da Davide Gasparro e interpretato con bravura e simpatia da Lino Guanciale, e inframmezzato dagli interventi musicali di Renata Lacko.

L’idea nasce dalla collaborazione tra l’azienda A2A, la Fondazione Banco dell’energia e il Piccolo teatro di Milano, con lo scopo di portare all’attenzione della gente, attraverso il teatro, il problema della povertà energetica, dell’importanza dell’energia nelle nostre vite quotidiane, quello che possiamo fare noi utenti per non sprecarla inutilmente e i vantaggi che ne traiamo quotidianamente.

Lo spettacolo, assai ben congeniato, è strutturato su tre livelli che si alternano e fanno da contraltare l’uno all’altro, creando un racconto mai pesante, mai noioso e nemmeno mai sdolcinato.

Un livello è costituito dalle testimonianze di persone reali raccolte dal Banco dell’Energia e in cui tutti noi possiamo ritrovarci, da quando accendiamo il gas per preparare il caffè mattutino, all’uso degli elettrodomestici, al problema del riscaldamento e del raffreddamento, la luce accesa per studiare, per consumare i pasti, fino a quando si spegne tutto e si va a dormire.

Un’alternanza di “acceso/spento” che scandisce le nostre giornate, sempre con la consapevolezza al risparmio, si spera. Perché mai come oggi, sprecare vuole dire togliere agli altri, distruggere il pianeta, dare un cattivo esempio ai figli e alle nuove generazioni.

Un altro livello, più teatrale, è quello letterario. Attraverso una selezione molto interessante di grandi autori, Silone, Orwell, Dickens. Baudelaire, Calvino, ascoltiamo storie che sono fatte di luce e di buio, di povertà, di festa, di attesa, di lavoro umano e di fatiche quotidiane. Parole che toccano il cuore e che ci fanno riflettere.

Con il livello “L’Ufficio per l’assegnazione dell’energia domestica” entriamo in un’atmosfera surreale, kafkiana, di situazioni in cui, fatte le debite differenze, ci siamo trovati tutti, almeno una volta nella vita (forse di più?), quando per avere aiuto o delucidazioni ci siamo recati nei vari uffici statali. Uscendone più confusi di prima e con un gran disgusto per la burocrazia.

Un intermezzo divertente che Guanciale interpreta con ironia, alleggerendo le atmosfere “da incubo” che emergono tra il cittadino e gli impiegati comunali.

La rete energetica è una rete tra persone e finché le persone e il loro benessere sono al centro dell’economia e della politica, potremmo considerarci civili e solidali.

Perdere di vista, o peggio, schiacciare l’uomo in nome del profitto esasperato, è la cosa peggiore che i cosiddetti potenti possano fare.

Il teatro, tutto questo lo sa e per questo porta sulla scena la vita in tutte le sue sfaccettature, anche, e soprattutto, attraverso i sogni e le fiabe, gli artisti, i registi, gli attori.

Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla Fondazione Banco dell’energia, nata per aiutare le persone in difficoltà economica e sociale attraverso le iniziative legate al contrasto della povertà energetica.

Uno spettacolo fatto bene, che ci ha fatto bene, e che fa del bene.

Daria D. Morelli Calasso

 

 

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio) – lunedì 12 ottobre, ore 20.30

Ciò che rimane acceso. Storie di energia, case e persone

scritto da Davide Gasparro. con Lino Guanciale

interventi musicali Renata Lacko

foto di scena di Masiar Pasquali
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Foto Masiar Pasquali

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