Sarà la Messa in Si minore (BWV 232), considerata il testamento spirituale di Johann Sebastian Bach e iscritta nel 2015 nel registro della Memoria del Mondo dell’Unesco unanimemente riconosciuta tra le più alte creazioni dello spirito umano, ad inaugurare, venerdì 30 ottobre alle ore 20:30, la Stagione Concertistica della Fondazione Teatri di Pistoia, curata dal M° Daniele Giorgi e promossa con il sostegno della Fondazione Caript. Un’opera imponente e dal fascino assoluto, che attraversa i confini del tempo e degli stili.
Un capolavoro dell’arte universale che risuonerà negli spazi suggestivi della Cattedrale ex Breda di Pistoia, storico complesso che per decenni è stato il cuore della manifattura ferroviaria cittadina quale fabbrica delle ex Officine San Giorgio-Breda. Nato come luogo per il lavoro e restituito alla città nel 2012, dopo un ambizioso e accurato restauro, il complesso è oggi uno spazio polivalente che, per la prima volta, si apre anche alla grande musica, offrendo a Pistoia un luogo d’incontro tra la memoria del passato e l’energia culturale del presente. L’appuntamento vede la compartecipazione del Comune di Pistoia.
L’inaugurazione è affidata ad una co-produzione di grande respiro, che unisce sul palco l’Orchestra Leonore e I Solisti di Pavia sotto la direzione di Daniele Giorgi. Insieme a loro, l’eccellenza corale del Coro Filarmonico “R. Maghini” di Torino, preparato da Claudio Chiavazza e un cast vocale di specialisti del repertorio barocco – Anna Veiteberg, Alessandra Visentin, Luca Cervoni e Mauro Borgioni – restituiscono a questo affresco sinfonico-corale tutta la sua energia espressiva, la sua solennità e la sua profonda umanità.
L’importante intervento di restauro che interessa il Teatro Manzoni avrebbe potuto tradursi semplicemente in un’assenza, ma Teatri di Pistoia ha scelto di trasformarlo in un’occasione: i sei appuntamenti della Concertistica, in programma fino a maggio 2027, si distribuiranno, infatti tra La Cattedrale ex Breda, il Piccolo Teatro Mauro Bolognini – intitolato al regista pistoiese che portò il nome della città nel cinema italiano – e, in collaborazione con il Comune di Pescia, il Teatro Pacini. Il cartellone intreccia grandi capolavori del repertorio, programmi originali e nuove prospettive d’ascolto, con alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena musicale internazionale: al Bolognini si esibiranno I Cameristi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (19 dicembre), l’Orchestra Leonore (6 febbraio) con il violoncellista Ettore Pagano (vincitore dell’edizione 2026 della prestigiosa Queen Elisabeth Competition) e, il 7 marzo, con il pianista Martín García García in un programma ‘a sorpresa’; in collaborazione con il Comune di Pescia, al Teatro Pacini, l’11 aprile si ascolterà l’oratorio Juditha triumphans di Vivaldi, diretto da Federico Maria Sardelli; il concerto di chiusura, ancora alla Cattedrale ex Breda, (4 maggio, dedicato a Luca Iozzelli), vedrà nuovamente Daniele Giorgi dirigere l’Orchestra Leonore con la partecipazione della violinista Soyoung Yoon.
“La Stagione Concertistica – commenta Daniele Giorgi – si innesta in un percorso musicale costruito negli anni, nel quale l’incontro con grandi repertori e l’ospitalità di interpreti prestigiosi sono andati di pari passo con la crescita di Leonore, progetto artistico nato e basato a Pistoia, volto alla creazione di un ecosistema musicale nel quale internazionalità e identità del territorio divengono elementi complementari per la costruzione di un futuro musicale sostenibile. La temporanea chiusura del Teatro Manzoni per l’importante intervento di ristrutturazione porta quest’anno la Concertistica a distribuire i propri appuntamenti in diverse sedi, ciascuna con una propria identità e una propria relazione con la musica. Dal Piccolo Teatro Mauro Bolognini, nel cuore della città di Pistoia, agli spazi de “La Cattedrale” dell’area ex Breda, capaci di offrire una cornice nuova e suggestiva al grande repertorio orchestrale, fino al Teatro Pacini di Pescia, che negli ultimi anni ha già accolto importanti produzioni di Teatri di Pistoia, questa articolazione diventa anche l’occasione per sperimentare differenti dimensioni del concerto e valorizzare, attraverso la musica, la ricchezza degli spazi culturali del territorio. Il progetto Leonore, promosso da Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript, continua a rappresentare – prosegue Giorgi – uno dei principali assi artistici della stagione. L’Orchestra Leonore ne è l’espressione più riconoscibile: essa è parte di un cammino artistico, costruito negli anni, che ha portato il nome di Pistoia in importanti sale e festival italiani ed europei, grazie alla lungimiranza di chi ha creduto e continua a sostenere questo percorso e al calore di un pubblico sempre più affezionato e consapevole. Dopo i successi alla Elbphilharmonie di Amburgo e quello più recente del debutto nella prestigiosa serie “Grandi Interpreti” del Bologna Festival, la stagione 2026/27 ci vedrà tornare alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini e affrontare nuovi debutti nei teatri di Pavia, Reggio Emilia e Maribor (Slovenia).”
Qui di seguito presento il programma del concerto:
Nel cimentarsi con la struttura formale della Messa cattolica, J. S. Bach ha superato ogni confine confessionale e stilistico, dando vita a una cattedrale sonora universale, grandiosa sintesi di tutta la sua arte. Attraverso la celebre tecnica della “parodia”, ovvero la rielaborazione di pagine eccelse nate in momenti diversi della sua vita, Bach vi ha infuso una varietà travolgente di affetti, in un perfetto equilibrio tra il monumentale rigore dei cori, la luminosità dei duetti e la toccante intimità delle arie solistiche. (…) Opera ultima, unitamente all’Arte della Fuga o all’Offerta Musicale (o ancora alle Variazioni Goldberg o al doppio ciclo del Clavicembalo ben temperato per limitarsi ai casi più macroscopici di pagine di natura teoretico-speculativa), la Messa assurge a valore di enciclopedica summa (lo si anticipava più sopra), ultima verba della genialità bachiana e superbo manifesto dello scibile musicale dell’epoca in ambito sacro. Si tratta poi anche della più vasta composizione bachiana su testo latino.”
Come scrive Attilio Piovano nelle note di sala, nella Messa “converge infatti un’impressionante molteplicità di atteggiamenti stilistici, di tecniche, artifici e forme (dalla polifonia arcaicizzante alla coralità improntata al contrappuntismo settecentesco, dall’aria, al duetto); l’opera, peraltro, dalle inusitate proporzioni e dallo speciale dinamismo, disvela nel contempo una singolare unitarietà, tanto più sorprendente dacché il lavoro, strabiliante compendio della scrittura vocale/strumentale del Kantor, sintesi del suo magistero pervenuto a un grado di perfezione assoluto, è frutto della collazione di pagine risalenti ad epoche differenti. (…) Opera ultima, unitamente all’Arte della Fuga o all’Offerta Musicale (o ancora alle Variazioni Goldberg o al doppio ciclo del Clavicembalo ben temperato per limitarsi ai casi più macroscopici di pagine di natura teoretico-speculativa), la Messa assurge a valore di enciclopedica summa (lo si anticipava più sopra), ultima verba della genialità bachiana e superbo manifesto dello scibile musicale dell’epoca in ambito sacro.”
Bruno Grillo

