Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

La vecchia “Carmen” dell’Arena di Verona

Data:

Verona, Arena, fino al 27 agosto 2016

Opera inaugurale del 94° Festival operistico, Carmen è in cartellone fino al 27 agosto nell’allestimento con regia e scene di Franco Zeffirelli. La versione attuale, ripulita rispetto all’originale del 1995 che prevedeva l’estensione della scenografia sulle gradinate a creare un effetto ancor più mastodontico, olezza di vecchio e risente della mutilazione suddetta. L’impiego esasperato di comparse, ballerini e animali sortisce quell’effetto “presepe napoletano” che manda in visibilio lo spettatore, amante della rassicurante tradizione e del colpo d’occhio cinematografico che poco esprimono se non un’estetica delle masse fine a se stessa. Personalmente, trovo tale dispendio di forze indice di uno scompenso registico paradossale. Se per le comparse infatti vigono idee precise, non si può dire altrettanto per i protagonisti ché non entrano a fondo nei sentimenti prescritti da musica e libretto, immobili come sono nelle poche movenze assegnate. I costumi di Anna Anni spiccano per raffinatezza e fedeltà a un originale folclore di cui la traje de luces, luccicante nella notte senza stelle, sono espressione più tipica.

Il maestro Xu Zhong dirige l’orchestra con piglio deciso e intelligente, senza perdere d’occhio il palcoscenico. Nel complesso rimane però un’esecuzione ordinaria, complice una compagine strumentale che ormai potrebbe eseguire la partitura anche da sola.

Nel ruolo eponimo Anastasia Boldyreva, Carmen dal timbro scuro a sufficienza e omogenea in tutta la linea di canto. La Micaela di Irina Lungu è promossa a pieni voti, grazie ai bei colori e alla convincente carica espressiva, l’unica artista che riesce a vivere totalmente il personaggio. Teona Dvali veste meglio i panni di Frasquita che quelli di Annina, dimostrando affiatamento con Alice Marini, Mercedes corretta, al pari del Remendado di Francesco Pittari e del Dancario di Gianfranco Montresor. Buono il Don José di Mikheil Sheshaberidze, seppur qualche acuto non sempre pieno e qualche eccesso veristico costellino l’interpretazione. Gabriele Viviani è Escamillo perentorio, fiero nel portamento e virile nella vocalità. Paolo Battaglia interpreta con professionalità l’ambiguo Zuniga. Chiude il cast Alessio Verna, Morales poco convincente. I primi ballerini Alessia Gelmetti, Teresa Strisciulli, Amaya Ugarteche, Evghenij Kurtsev e Antonio Russo, assieme al Corpo di ballo della Fondazione, danzano sulle coreografie di El Camborio riprese da Lucia Real, relegati nelle controscene laterali e in un cuneo ristretto che ne limita i passi durante una quadriglia nel quarto atto.

Ottime prove le forniscono il Coro, diretto da Vito Lombardi, dove le sezioni femminili si fanno preferire, e il Coro di voci bianche A.Li.Ve preparato da Paolo Facincani.

Applausi convinti alla recita del 29 luglio da parte del pubblico, con approvazioni particolari per Lungu, Sheshaberidze, Boldyreva e Zhong.

Luca Benvenuti

 

Carmen
Opéra-comique in quattro atti
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dalla novella omonima di Prosper Mérimée
Musica di Georges Bizet
Personaggi e interpreti:
Carmen: Anastasia Boldyreva
Micaela: Irina Lungu
Frasquita: Teona Dvali
Mercedes: Alice Marini
Don José: Mikheil Sheshaberidze
Escamillo: Gabriele Viviani
Dancairo: Gianfranco Montresor
Remendado: Francesco Pittari
Zuniga: Paolo Battaglia
Morales: Alessio Verna
Primi ballerini: Alessia Gelmetti, Teresa Strisciulli, Amaya Ugarteche, Evghenij Kurtsev, Antonio Russo
Direttore: Xu Zhong
Regia e scene: Franco Zeffirelli
Costumi: Anna Anni
Coreografia: El Camborio ripresa da Lucia Real
Orchestra, coro, corpo di ballo e tecnici dell’Arena di Verona
Coro di voci bianche A.LI.VE diretto da Paolo Facincani
Maestro del coro: Vito Lombardi
Coordinatore del corpo di ballo: Gaetano Petrosino
Direttore allestimenti scenici: Giuseppe De Filippi Venezia

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