Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

“PreAmleto”. La dannazione del potere

Data:

Roma, Teatro Argentina. Dal 30 marzo al 10 aprile 2016

E se Elsinore non fosse in Danimarca? Se Re Amleto si fosse finto morto solo per sfuggire al dèmone del potere, cercando di salvare il figlio dai propositi di vendetta apparendogli da vivo anziché da ectoplasma? Se Essere qualcosa fosse la condanna per l’uomo ed Essere qualcuno sia il vero problema? Ma soprattutto: è possibile mettere le mani su un testo di Shakespeare cercandovi qualcosa di nuovo, da poter rappresentare fugando la tentazione della prosa solenne? Michele Santeramo, l’autore di questo PreAmleto in scena al Teatro Argentina di Roma dal 30 marzo, ci è riuscito. Ha affrontato il tema del Potere, dannazione eterna dell’essere umano, con tratti moderni e, udite udite, senza autoreferenzialismi, senza parlarsi addosso come tanti suoi colleghi, guru di una drammaturgia e di un teatro radical-chic insopportabile. In un bunker di cemento armato (scena di Barbara Bessi), come qualsiasi boss latitante, è nascosto il Re, malato, forse di Alzheimer, chissà. Non ricorda, non riconosce. Almeno sembra. Intorno a lui i personaggi chiave del testo del Bardo, pedine al servizio della vera sovrana della storia: la bramosìa del comando. Una recita umana che attraversa i millenni, ma in questo frangente qualcosa cambia, qualcuno si stanca della commedia e tenta di cambiarne il corso, saggiamente. Gioco meta teatrale sottile, intelligente, perfettamente fruibile anche da chi non conosca l’opera originale da cui è tratto. Divertente, anche, nel delineare i caratteri dei personaggi nell’atteggiamento di fronte alla “maestà” del potere. Dal servilismo in attesa del proprio tornaconto alle trame torbide, ma la bellezza di questo testo di Santeramo è nel dubbio che attraversa ogni personaggio (“solo gli stupidi non hanno dubbi”) e l’intera vicenda, oltre che nelle interpretazioni sobrie, vere, credibili, di attori in scena si, ma capaci di rappresentare il tentativo di uscire dai quei personaggi, di offrire una speranza affinchè il corso degli eventi, per una volta, cambi e non si macchi di violenza. Forse è tutto vano. Forse Amleto continuerà a vivere per sempre.

Un plauso agli interpreti Massimo Foschi (Re Amleto), Manuela Mandracchia (Gertrude, la moglie), Michele Sinisi (Claudio, fratello del Re), Gianni D’Addario (Polonio, consigliere) e Matteo Sintucci (Amleto, il figlio del sovrano) che, uniti alla regia nitida ed incisiva di Veronica Cruciani (mai un buio in scena!), alle luci taglienti di Gianni Staropoli e alle suggestive musiche di Paolo Coletta, hanno dimostrato come il teatro moderno possa indagare aspetti dei classici e riproporli in una nuova veste, attualissima, senza tediare il pubblico. Teatro, da non perdere!

Paolo Leone

Produzione Teatro di Roma presenta: PreAmleto, di Michele Santeramo. Regia di Veronica Cruciani. Con Massimo Foschi, Manuela Mandracchia, Michele Sinisi, Gianni D’Addario, Matteo Sintucci. Scene e costumi di Barbara Bessi; Musiche di Paolo Coletta; Luci di Gianni Staropoli; Assistente alla regia Antonio Pirillo, Giacomo Bisordi.

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