Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

A Trieste la stagione lirico-sinfonica si chiude con Die Fledermaus di Johann Strauss Jr.

Data:

Trieste, Teatro Verdi, dal 10 al 18 giugno 2016

Die Fledermaus (Il pipistrello), operetta viennese di Johann Strauss jr., conclude la stagione lirico-sinfonica del Teatro Giuseppe Verdi di Trieste diretta, come il Don Giovanni che l’aveva inaugurata, dal M° Gianluigi Gelmetti. L’allestimento ne esalta la struttura complessa avvicinandola così al genere del Singspiel; l’apparente leggerezza della musica viene unita a rimandi dal gusto amaro e trasgressivo che riportano alla mente la prosa di Arthur Schnitzler(in particolare “Doppio sogno” o “Girotondo”), che si intuisce già nel finale del primo atto ma si esplicita in modo compiuto soprattutto nel secondo. Questo sguardo implacabile, capace di mettere a nudo una società che finge di non vedere l’imminente crollo dell’Impero Austro-Ungarico e che preferisce stordirsi ballando e bevendo ben si combina con il ritmo ternario del valzer dall’equilibrio instabile, con il terzo tempo di ogni battuta che guarda già alla successiva senza mai fermarsi, in un volteggiare continuo che proprio nella sua versione viennese, secondo Curt Sachs, “supera tutto per la sua sfrenata rapidità”.Già Wolfgang von Goethe, nel suo Werther (anch’esso presente quest’anno in cartellone con l’opera di Massenet) faceva dire al protagonista: “…mai mi sono mosso con tanta leggerezza. Non ero più un essere umano, tenere tra le braccia la più adorabile delle creature e girare turbinando come il vento, tanto che ogni cosa intorno a noi scompariva…”

Paola_Pini_Corriere_dello_Spettacolo

In questa atmosfera dall’aria lieve si consuma una vendetta che perderà così tutta la sua virulenza; alla fine sembrerà che tutti i personaggi accettino di assecondare il notaio dottor Falke (Zoltan Nagy), nel rifarsi dall’umiliazione subita a causa di un feroce scherzo a suo tempo subito, organizzando una pesante burla ai danni del possidente Gabriel von Eisenstein (ChristophStrehl) nel corso di una festa nel palazzo del Principe Orlofsky (Daniela Baňasová) che ben presto si trasformerà in orgia. Non vi si sottrae la moglie Rosalinda(MihaelaMarcu e Ana Petricevic) cui viene chiesto di impersonare una principessa ungherese, né Alfred un precedente spasimante di lei occasionalmente in città(MertoSungu); nemmeno Ida (Simonetta Cavalli e Silvia Verzier) la sorella di Adele (Lina Johnson e KatharinaMelnikova), la cameriera casa Eisenstein,  che convince a fingersi attrice.Ignari, ma coinvolti anch’essi in questo gioco saranno pure Frank, il direttore delle carceri (Horst Lamnek),il carceriere Frosch (Fulvio Falzarano) e l’avvocato Blind (Andrea Binetti).Misura, trasgressione, ambiguità, tutto si mescola in questo turbinare indotto da valzer, polka, csardas vodka, champagne e slivovitz che confonde tutto e tutti, o forse no.

Fino a che punto ognuno di loro finge o piuttosto si lascia trasportare da questo gioco perverso per evitare di pensare a quello già si comincia a respirare, una Finis Austriae in qualche modo alle porte?

I cantanti di entrambi i cast hanno mostrato notevoli doti interpretative, sia dal punto di vista vocale, sia come attori, rendendo così lo spettacolo godibile fino alla fine grazie alla realizzazione di un bell’assieme ad ogni recita:

La presenza di Trieste sullo sfondo del primo e del terzo atto si mescola, all’inizio dell’opera con una scenografia kitsch che riempie tutto il palcoscenico, mentre il maggior spazio lasciato nel secondo atto viene compensato da una serie di immagini che riportano agli ultimi decenni dell’impero dandone un’idea da cartolina (il ritratto dell’imperatore Franz Josef, la bandiera austro-ungarica, un fiume che scorre nella pianura ungherese, coppie che ballano il valzer in un enorme salone), la stessa che permette ancora oggi il successo del concerto di Capodanno al Musikverein di Vienna.

Die_Fledermaus_Corriere_dello_Spettacolo

Nell’operetta accade spesso che il velo invisibile ma solitamente invalicabile tra palcoscenico e platea, tra i cantanti/attori e il pubblico venga lasciato cadere e si sfaldi ed ecco che si vede l’ottimo coro, diretto da Fulvio Fogliazza, fare il suo ingresso in platea per avanzare da lì verso il palcoscenico, senza che questo susciti particolare sorpresa e, seppure in modo lieve, pubblico e cast si incontrano complici anche alcune battute rivolte direttamente agli spettatori. Lo stesso è accaduto anche per l’ottima orchestra che si è trovata ripetutamente a “sconfinare”: alcuni elementi si sono infatti esibiti nel foyer prima dell’inizio dello spettacolo e in palcoscenico nel secondo atto.

Il M° Gianluigi Gelmetti ha diretto l’opera con la maestria che lo contraddistingue, continuando a giocare con i cantanti ed il pubblico ben oltre la conclusione dello spettacolo e offrendo ad ogni recita una nuova sorpresa.

L’ambientazione dello spettacolo a Trieste ha permesso inoltre, alla figura di Frosch il carceriere, di esprimersi in dialetto, lanciandosi in un’apologia dello stesso come lingua franca della città di fronte alla varietà linguistica presente allora (e anche oggi) sul territorio e portando alle estreme conseguenze la difficoltà di comprensione del personaggio rispetto agli ordini del suo comandante, già presente nel libretto, che qui si esprime in tedesco; da qui una serie di situazioni comiche e di battute risolte a colpi di vocabolario. Soltanto alla fine tutti ritornano alla propria realtà, mantenendo il ricordo di una notte folle nella quale in qualche modo tutto è stato possibile, grazie alla regola di casa Orlofsky che ha concesso a tutti, servi e padroni, la libertà di agire “chacun à son goût”.

Paola Pini

Die Fledermaus
Operetta in tre atti su libretto di Carl Haffner e Richard Genée
da Le Reveillon di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
Musica di Johann Strauss jr.
Maestro concertatore e direttore Gianluigi Gelmetti
Regia e luci Daniel Benoin
Scene Jean-Pierre Laporte
Costumi NathalieBérard-Benoin
Video Paulo Correia
Assistente alla regia Stephen Taylor
NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
Orchestra e coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Spettacolo in lingua originale con parti in italiano
Personaggi ed interpreti:
Gabriel von Eisenstein, possidente (tenore)
Christoph Strehl
Rosalinde, sua moglie (soprano)
Mihaela Marcu (10, 12, 14, 18/VI)
Ana Petricevic (11, 16/VI)
Alfred, suo maestro di canto (tenore)
Merto Sungu
Adele, cameriera di Rosalinde (soprano)
Lina Johnson (10, 12, 14, 18/VI)
Katharina Melnikova (11, 16/VI)
Principe Orlofsky, ricco principe russo (contralto)
Daniela Baňasová
dottorFalke, notaio (baritono)
Zoltan Nagy
Frank, direttore delle carceri (basso)
Horst Lamnek
Frosch, carceriere (recitato)
Fulvio Falzarano
Ida, sorella di Adele e ballerina (soprano)
Simonetta Cavalli (10, 12, 16/VI)
Silvia Verzier (11, 14, 18/VI)
dottorBlind, avvocato (tenore)
Andrea Binetti
Invitati alla festa, servitori, ballerini

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