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Disabile è chi si ostina a non vedere l’essenziale, che al Brancaccio è andato in scena

Data:

Teatro Brancaccio di Roma, giovedì 23 giugno 2016

Ricordate tutti Totò, Peppino e la malafemmina, vero? Anche chi è nato dopo il 1956, anno in cui fu prodotto il film diretto da Camillo Mastrocinque, e diventato un cult del cinema comico italiano, ha visto più volte l’esilarante commedia con il Principe della risata. Ecco, ora immaginate che la parte di Totò sia interpretata da una ragazza, in teatro, e che l’intero cast della compagnia sia composto da attori diversamente abili e normodotati, tutti insieme. Non ci credete? Al Teatro Brancaccio di Roma, questo è stato possibile grazie all’impegno dell’Accademia L’Arte nel cuore, diretta da Daniela Alleruzzo, che ha messo in scena uno spettacolo delizioso: “Zia Antonia, zio Peppino e la malafemmina”. Accademia che da anni lavora alla formazione  e allo sviluppo delle migliori potenzialità di attori e performer disabili e normodotati.

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Il risultato ultimo è stato questo vero e proprio show, adattato e diretto da Emiliano De Martino con Marta Iacopini, che ha divertito e commosso una platea stracolma nonostante il caldo africano che ha investito la capitale la sera del 23 giugno. La storia della famiglia Caponi, del loro acerrimo nemico Mezzacapa e del loro nipote Gianni, a Milano per laurearsi in medicina, ha rivissuto sulle tavole del Brancaccio e ha sorpreso per la bravura e la prontezza di tutti i protagonisti (alcuni davvero fenomenali) e per il bel taglio registico dato alla pièce. Prosa e musical si sono abbracciati in uno spettacolo che, seppur con qualche lungaggine di troppo, è stato all’altezza di un teatro prestigioso come questo, mantenendo sempre un bel ritmo. Alcuni di questi ragazzi, durante la stagione teatrale prossima, saranno protagonisti alla Sala Umberto nello spettacolo “Il segreto del teatro”, un testo esplosivo di Gur Koren  diretto dal bravissimo Lorenzo Gioielli, che già dalla sua presentazione ha destato molto interesse in tutti gli addetti ai lavori. Molto belle le coreografie di Rincon, Galloni e Meoli, eseguite benissimo dai ragazzi in scena, moderne e colorate le scene di Cosentino. Non mi piace, in occasioni simili, indicare singoli interpreti, ma è innegabile che nella testa ne siano rimasti alcuni per naturalezza e tempi comici impressionanti. Non è questa la sede per i giudizi, per quelli aspettiamo di vederli alla Sala Umberto nel marzo 2017. Ora ridiamo e ci emozioniamo con Zia Antonia, zio Peppino e la malafemmina e apprezziamo il lavoro importantissimo svolto dall’Accademia. Presenti in sala il Presidente del Senato Grasso e, tra gli attori, Claudio Santamaria. La bella attrice Roberta Giarrusso insieme alla speaker radiofonica Rosaria Renna hanno presentato lo spettacolo, dedicato alla memoria della povera Sara Di Pietrantonio, ennesima e recente vittima della violenza maschile.

Paolo Leone

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