“Camera con vista”: tra l’Italia e l’Inghilterra l’amore tra due giovani rompe gli ostacoli della società perbenista dell’epoca

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Dal 4 al 16 ottobre 2016 al Teatro Ghione, Via delle Fornaci 37, Roma

Inizi ‘900, Firenze. Il sipario si apre mostrando una scenografia che ricalca le meravigliose opere del capoluogo toscano e l’ingresso della protagonista femminile di nazionalità britannica Lucy (Selvaggia Quattrini) che sembra uscita da un Monet impressionista, fluttuando angelica con un elegante abito bianco e un ombrellino, mentre esprime subito il suo temperamento attento alle convenzioni che la borghesia del tempo richiedeva. In vacanza in Italia insieme a lei c’è la cugina più grande Charlotte (Paola Quattrini) che le sta sempre vicino sia come supporto che come controllo per evitare che qualsiasi cosa di sconveniente accada. Le donne incontrano il signor Emerson e suo figlio George (Mauro Santopietro) e da qui la trama diventa più intricata.  Il bel ragazzo è agnostico e anticonformista, totalmente diverso dai rigori canonici e imposti dell’epoca e ha una mente molto aperta che gli permette di andare oltre alle apparenze e ai perbenismi. Scatta così un colpo di fulmine tra Lucy e George che verrà immortalato nelle pagine di un romanzo, pubblicato poco tempo dopo.

Inghilterra, al rientro dalla villeggiatura italiana. Il secondo atto ha un’ambientazione diversa, i personaggi sono infatti tornati tutti nella loro patria inglese e la vita sembra scorrere normalmente, ma con una novità importante. Lucy infatti ha deciso di accettare la proposta di matrimonio di un abbiente snob londinese, Cecilio, quasi per provare a dimenticare i sentimenti provati per George, che si scopre diventare fatalmente il suo nuovo vicino di casa. L’inevitabile accade e i due si trovano faccia a faccia a dover affrontare l’attrazione e l’amore che provano l’un l’altro. Lucy si evolve e finalmente cresciuta, sgombra da ipocrisie e moralismi, apprenderà un grande insegnamento che Mr Emerson Senior le darà con una metafora musicale e cioè che la vita è tanto bella quanto difficile, ma si può imparare solo vivendola a pieno.

Tratto dal romanzo di E.M. Forster del 1908, reso pellicola cinematografica da James Ivory nel 1985, Camera Con Vista ha debuttato in Italia martedì 4 ottobre al Teatro Ghione con una estrema professionalità degli artisti, in particolare Paola Quattrini che nonostante piccole problematiche con la scenografia riesce a prendere sapientemente la situazione in mano, accendendo fragorosi e meritati applausi dalla platea.

La rappresentazione si articola in contrapposizioni quasi speculari di luoghi e attori delineando così anche le differenze tra Italia e Inghilterra e i rispettivi abitanti. Gli Italiani sono descritti come passionali ed eterni inseguitori di amori e desideri lussuriosi e gli inglesi molto più concreti e contenitori lucidi di disdicevoli reazioni lascive. Inoltre, emerge come i turisti pensino che l’Italia sia un bellissimo museo e che palpiti di citazioni dei grandi poeti e autori del passato come Dante che continua a vivere oggi con le sue eterne terzine incatenate.

I riflettori saranno anche puntati sulle continue barriere emotive che l’uomo tende a costruirsi intorno a sé, nonostante la volontà di abbatterle per riuscire a vivere profondamente la vita.

Il topos musicale di Beethoven, che la prima attrice simula di suonare, la rende nervosa ogni qual volta ne riproduce le note e ricorda, in questo modo, lo stesso sentimento irrequieto ma che sfodera poi una violenza all’apice della sua forza del Ludwig Van tanto amato da Alex, il protagonista del distopico capolavoro kubrikiano Arancia Meccanica.

Un gioco di luci a regola d’arte che regala l’effetto notte all’esterno o la tranquillità del pomeriggio al bosco che trascorrono Lucy e Cecilio o ancora gli interni del salotto e il cupo della Chiesa, fanno sì che il pubblico si senta completamente immerso nella storia, quasi da farci abbattere la quarta parete e da farci sembrare una piccola Alice (nel paese delle meraviglie) che sbircia dallo spioncino, curiosa di osservare cosa stia accadendo.

Spettacolo indubbiamente impegnativo, ma per cui vale la pena trascorrere una serata, innanzitutto per la professionalità di chi ci ha lavorato, ma anche per la trama che, seppur romantica, riesce a trasmettere un grande valore: i giovani amori non vanno ostacolati, ma anzi assecondati perché valgono più di qualsiasi oro e rendono le persone fortunate in modo unico e biunivoco.

Flavia Severin

A Room with a View di Edward Morgan Forster
Traduzione e adattamento: Antonia Brancati, Enrico Luttmann
Con: Selvaggia Quattrini, Paola Quattrini, Evelina Nazzari, Mauro Santopietro, Stefano De Bernardin, Alessandro Pala Griesceh, Stefano Tosoni.
Regia: Stefano Artissunch
Assistente alla regia: Chiara Girardi
Organizzazione e Distribuzione: Danila Celani
Produzione: Synergie Teatrali
Disegno luci: Giorgio Morgese
Scenografia: Giuseppe Cordivani
Costumi: Marco Nateri
Sartoria: Lab Costume Roma
Foto di scena: Ignacio Maria Coccia

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