Il Pellegrino di Massimo Wertmüller: un attore poliedrico incanta il Teatro 7 di Roma

Data:

Il Pellegrino“, In scena dal 18 al 30 ottobre 2016 al Teatro 7 di Roma

Un Pellegrino, anzi tanti pellegrini, tutti interpretati da un attore fuori dalla righe, Massimo Wertmüller che veste il ruolo dei 26 personaggi che si susseguono e accavallano durante lo spettacolo.

Gli intrecci della trama si tessono con l’arrivo del giovane Enrico Caracciolo (Sor Contino), nipote di un Monsignore dell’Ottocento e ricercato dalla polizia austriaca che viene affidato e scortato dal vetturino romano Ninetto. Costui nel svolgere fedelmente il suo lavoro farà di tutto per evitargli altri problemi con la giustizia. Attraverso gli incontri che entrambi fanno e i pensieri dell’umile cocchiere, si delineano gradualmente i contorni di un dipinto colorito che ci immerge completamente nell’atmosfera, a tratti divertente, a tratti sarcastica e triste, incastrandosi in diverse realtà dell’epoca, facendoci vivere gli scorci di una Roma dalle caleidoscopiche sfaccettature: quella del popolino, quella dei furfanti e degli approfittatori, quella dei ricchi e quella del Papato.

corriere_dello_spettacoloOgni tappa diventa anche una climax appassionata della vicenda romantica che fa da fil rouge di tutti le interpretazioni. L’amore di Enrico per l’irraggiungibile Paolina Bonaparte, nonché sorella dell’imperatore, lo travolge sottolineando le differenze tra lui e Ninetto, che colorano e completano ancora di più il rapporto di amicizia che si è ormai instaurato tra loro, tanto che quest’ultimo sente di dover proteggere l’ingenuo Contino.

Una sola sedia, musica suonata dal vivo e il talento di un uomo che, da solo, cattura e tiene per le briglie l’attenzione del pubblico con i suoi cambi di voce e del lessico “sincero, antico e verace” della plebe e i suoi diversi dialetti, intervallato a quello pettinato, così puro da sembrare a tratti angelico del Conte lombardo-veneto Enrico fino alla mimica facciale così preziosa per mettersi nei panni dei numerosi protagonisti.  Nonostante la nudità del palcoscenico, riusciamo a immaginarci perfettamente le piazze, le strade e tutto il panorama che fa da sfondo al racconto, che profuma di una poesia antica, ma che sembra attuale quando si tratta di civiltà e di umanità. Emergono prorompenti i valori dell’amicizia, dell’amore, ma anche dell’ignoranza e dei soprusi sui più deboli, degli ideali rivoluzionari, patriottici e liberali.

Uno spettacolo che con la forza delle personalità evocate, fa affiorare delle verità, delle considerazioni sull’ignavia e sul desiderio di poter esprimere le proprie opinioni per uscire dalla trappola della passività che spesso diventa una piaga per l’uomo. La presa di coscienza di Ninetto, che accompagna anche noi attraverso le rocambolesche vicissitudini sfocia nella frase emblematica, fulcro dell’intera opera che viene pronunciata da lui stesso nell’incipit e nell’epilogo della rappresentazione: “A fasse l’affari propri se campa cent’anni. Ma mo’ io me chiedo, dimme ‘n po’, gli affari propri quali so?”.  E la domanda che si pone e ci pone serve a svegliare le nostre menti e a lasciarci sedimentare quel sentimento interiore e personale che solo può farci divincolare dalle catene dell’apatia e dell’inerzia per poter essere davvero liberi di far sentire la propria voce al mondo.

Massimo Wertmuller dà una prova disarmante del suo virtuosismo, del suo talentuoso estro, mostrandoci l’estrema umanità dei suoi personaggi che prendono vita attraverso la sua voce e i suoi atteggiamenti, ci diverte con la sua spiccata romanità e infine ci affascina e ci strega con la magia delle emozioni e delle riflessioni che questo testo gli ha permesso di portare sul palcoscenico.

Flavia Severin

Con: Massimo Wertmuller
Musiche: Pino Cangialosi
Eseguite dal vivo da: Fabio Battistelli (clarinetto) e Pino Cangialosi (fagotto e percussioni)
Disegno luci: Francesco Mischitelli
Organizzazione: Alessandro Prugnola
Scritto e diretto da Pierpaolo Palladino
Direzione artistica del Teatro 7: Michele La Ginestra

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