“Frammenti di vita”. Storia di una libellula tornata a volare

Data:

Ostia Antica – Laboratorio teatrale Lo Scariolante, 16 e 17 dicembre 2016

Vittorie, esultanze, medaglie, inni. Comincia così lo spettacolo teatrale “Frammenti di vita”, liberamente tratto dal libro “Dalla vita in giù” (edizioni Bradipo Libri) di Giuliana Salce, ex marciatrice di proporzioni inarrivabili (da tre anni nella hall of fame dell’atletica leggera), in cui raccontava le sue disavventure di vita mentre fioccavano ori, record e podi in tutto il mondo. Rappresentato sul palcoscenico del laboratorio teatrale Lo Scariolante di Ostia Antica, nelle due repliche del 16 e 17 dicembre, è stata la stessa pluricampionessa (17 record mondiali nel suo palmares) a rappresentare se stessa nella pièce ben diretta da Paolo Marchetti. Una Compagnia amatoriale che ha messo in scena il racconto del percorso esistenziale non facile della Salce con un lavoro che profuma di semplicità, di entusiasmo, di verità. Una serie di quadri scenici, ottimamente armonizzati tra flash back di vita e narrazione in prima persona, hanno ricostruito quel che accadeva dietro quelle vittorie e quelle medaglie, copertine dorate di una vita dura, tormentata. Buchi neri, tenebre e lampi di luce.

frammenti_di_vita_corriere_dello_spettacoloDoping e abusi, violenze psicologiche e fisiche, anoressia e bulimia, fino ad un passo dal baratro. Ma sempre, su tutto, la forza e la dignità di una donna che ha saputo reagire e riemergere dai suoi labirinti prima, dall’isolamento ipocrita del mondo sportivo poi, a seguito dell’autodenuncia per doping quando passò al ciclismo. Una donna che ha avuto la forza di fare pulizia nella sua vita, solo apparentemente trionfale. Spettacolo piacevole, con le incertezze tipiche di una compagnia amatoriale, ma sincero, limpido, senza inutili sofismi. Tanti i personaggi interpretati, dagli amati genitori agli amici di sempre, dalla sua psichiatra al giornalista di turno. Paradossalmente è proprio Giuliana Salce la più spigliata, senza tentennamenti nel mettersi a nudo sul palco, senza la mediazione delle pagine di un libro. Fiera, con la stessa caparbietà e la bellissima dignità e schiettezza che ti trasmette parlandoci. Le medaglie e gli inni sono lontani, splendenti episodi di un passato a cui lei stessa guarda con  maturo disincanto. La risalita è stata faticosa ma costante, a partire dalle sue denunce, dal suo libro, e da chi ha avuto attenzione alla sua storia, come Tania Croce che, con il suo prezioso lavoro“La forza dei numeri uno” (ed. Bradipo Libri anch’esso), qualche anno fa ha permesso a chi, come il sottoscritto, ignorava la vicenda sportiva e umana di questa grande campionessa, di venirne a conoscenza. La libellula (come la definiva l’amato papà), vola ancora, a testa alta e libera dai lacci di un passato cattivo. E volando, dona speranza e fiducia a tutti. Forse è questo il suo record più prestigioso.

Paolo Leone

 

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