Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Esame di cittadinanza nella BREXIT, ronde per evitare pericolose infiltrazioni ed intrighi amorosi nella rappresentazione drammatica KENSINGTON GARDENS

Data:

Dal 14 al 18 dicembre 2016 al Teatro Sala Uno di Roma

Nella SALA UNO di piazza S. Giovanni a Roma, è andato in scena il terzo lavoro della premiata trilogia del contemporaneo autore e regista Giancarlo Nicoletti, vincitore dell’ambito riconoscimento Hystrio 2016 e che già lo scorso anno aveva riportato molti consensi. La bravura dell’autore è quella di saper osservare la realtà socio-politica del presente e fotografarla da par suo con cruda denuncia, riuscendo ad individuarne i possibili ulteriori sviluppi. L’aveva già fatto nelle prime due parti: Salvo buon fine e  Festa della repubblica e qui lo puntualizza provando ad immaginare a che cosa potrebbe indurre la Brexit, Crasi da Britain ed Exit, con l’uscita dell’Inghilterra dalla UE, che deve essere ancora contrattata con la commissione presieduta dal Lussemburghese Sunker, nonché con la chiusura dei confini, come sta avvenendo con i muri e filo spinato in Ungheria e negli ex Paesi dell’est. Dunque in un ipotetico futuro,non troppo lontano, gli immigrati clandestini verrebbero chiusi nella terra di nessuno, in attesa di sostenere l’esame per acquisire la relativa cittadinanza, come avviene per i Russi in Lettonia e nelle Republiche baltiche per conseguire pieni e pari diritti con i locali. Tra questi vi sono sei Italiani, tra i quali annoveriamo la cantante lirica con il figlio musicista Tommaso di cui è innamorata la figlia dell’ambasciatore albionico a Roma e l’amante compositore e scrittore più giovane di dieci anni Massimo De Floriani. Contiamo pure la relazione adulterina della sorella Cecilia con il magistrato William italo-inglese, poiché la madre era di Pesaro,egli non si decide a lasciare la moglie e costringendo lei ad un’esistenza di rinunce e sacrifici per amore. Nella villa del Parco di Kensington, c’è anche Sabrina sposata con il chimico Paolo che si accinge ad ottenere il visto sudato con notevoli fatiche per gli intensi studi preparatori. Intanto le acque si intorbidano e sorgono tradimenti sentimentali con Massimo che circuisce Giulia tanto da metterla in cinta al loro forzoso rientro in Italia, ma pure vilmente fuggire davanti alle responsabilità ed indurla all’aborto,pagando sempre gli innocenti. Ciò accade anche a Paolo “cornificato” da Sabrina con il sensuale Tommaso colto in flagrante e frustrato ancor più allorchè Giulia, rientrata disillusa ed amareggiata dall’Italia,non ne vorrà sapere di riallacciare il vecchio rapporto, preferendo la sospirata gloria di cantante. A lui toccherà, quale inetto sveviano, la tragica fine simile a quella del protagonista del “gabbiano” di A. Cecov quando metterà piede fuori dal giardino: sarà sparato dalle ronde,”dai cani guardiani” del partito xenofobo al governo, come accadeva da noi al nord fino al recente episodio di Goro dove gli immigrati sono stati rifiutati ed il prefetto di Ferrara è stato rimosso per aver ceduto alla piazza. Il dolore annegherà nel sangue,mentre il pianto e lutto degli altri nelle musiche malinconiche della notte di natale tra pranzi,cene,alcol e tristi note al piano con  la madre Elena che si esibisce in un passo di un nuovo ballo, ignara della tragedia che l’è piovuta addosso quasi fosse una marionetta. Brava nel suo ruolo Annalisa Cucchiara, figlia d’arte; ma tutto il cast è stato sinergicamente affiatato e si è ben disimpegnato nelle singole individualità, che hanno coinvolto gli spettatori che potrebbero correre lo stesso rischio di divenire apolidi e privi d’identità e certezze.

Susanna Donatelli

Planet Arts
Collettivo teatrale
presenta
Kensington Gardens
con Annalisa Cucchiara
Cristina Todaro – Valentina Perrella – Eleonora De Luca
Riccardo Morgante – Alessandro Giova– Francesco Soleti
e con Simone Leonardi
DRAMMATURGIA & REGIA Giancarlo Nicoletti
Segnalazione “Premio Hystrio – Scritture di Scena 2016”

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