Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Seconda sconfitta consecutiva interna della Racing

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Con una grintosa e veloce ripresa il Livorno impone la maggior classe e ribalta il risultato contro i romani calati alla distanza ed ancora distratti in difesa.

Decisive le mosse tattiche di Foscarini nell’intervallo. De Sousa spreca il raddoppio banalmente e Taviani espulso ingiustamente

Ancora un brutto K.O. a Casal del Marmo per la compagine di Mister Giannichedda, costretta così a celebrare un Natale mesto ed amaro in fondo alla classifica con la sola consolazione che delle squadre che la precedono fino ai 19 punti del Pontedera, battuto nel derby toscano con il Siena, nessuno ha smosso la graduatoria, se si fa eccezione per la Lupa Roma che è andata a prendere un punto a Pistoia, dove capitan Vastola e compagni erano stati battuti con un secco 3 a 0. Eppure dopo la disfatta con la Cremonese i bianchi capitolini, che schieravano in formazione dei giocatori svincolatesi da altre squadre e tesserati in settimana come il portiere Reinhold ex Civitanovese prelevato per dare un po’ di riposo al frastornato  ed incerto Savelloni, il centrocampista di filtro Bigoni ex Sangiovannese e Caldore sulla trequarti per Vona e Shainhas relegati in panchina e, erano scesi in campo con quella determinazione, mordente e ritmo che gli avevamo visto contro l’ Alessandria, la Lucchese e nel primo tempo con il Tuttocuoio, mettendo così in difficoltà Luci e Marchi in fase di impostazione della manovra, Jelenic in cabina di regia e Rossini,terzino fluidificante sulla destra, che non riuscivano a sfondare per le linee centrali e si innervosivano. Inutile era la gran corsa sulla fascia sinistra del mobile Mendes,mentre il più tecnico Venitucci rifinitore sulla tre quarti si notava solo per una bella punizione calciata  a girare all’incrocio dei pali sinistro,che lo scattante nuovo estremo difensore di casa con prontezza di riflessi ed agile balzo felino deviava in corner, il primo dei cinque ospiti contro nessuno dei locali. Su rovesciamento di fronte al 26° De Sousa dal fondo sinistro rimetteva un cross rasoterra invitante per Loglio che anticipava di punta il portiere Mazzoni, pungendo sull’orgoglio il Livorno che nel giro di due minuti si rendeva pericoloso prima con una testata dell’irrompente Rossini deviata in tuffo da Reinolds e poi con un tiro dalla tre quarti a mezza altezza di Maritato, che inarcandosi a mezz’aria il portiere della Racing salvava in corner. La gara avrebbe, però, potuto avere la sua svolta al 37° allorché lo stopper Borghese cincischiava nella sua linea arretrata e dava via libera al bomber dei romani De Sousa,buon attaccante e con fiuto del goal finora sei all’attivo, che tuttavia in questo frangente peccava di smalto e lucidità tirando addosso a Mazzoni uscitogli incontro per restringergli lo specchio della porta: uno sbaglio imperdonabile, dato che sarebbe bastato alzare un dolce pallonetto vellutato con la punta dello scarpino per mettere al sicuro il risultato. Ringraziando la dea bendata e l’improvvisa imperizia di un atleta generalmente bravo, ma stavolta ahimè maldestro, Mister Foscarini,altro allenatore veneto come il rivale Tesser della Cremonese, per la precisione del circondario di Treviso,classe 58’ e già trainer negli ultimi anni in serie B del Cittadella e della Pro Vercelli, strigliava i suoi nell’intervallo raccomandando la calma ed inserendo il realizzatore migliore dei Labronici Cellini  per Venitucci, non a suo agio  su un terreno pieno di buche e con zolle senza  erba di cui si stanno lamentando tutti gli avversari di turno e che gli stessi dirigenti della Racing riconoscono non essere idale, nonché Toninelli per il difensore Gasbarro.Entravano pertanto il più anziano dei Livornesi ed un altro esterno offensivo di fascia,nato dopo il 90’come il rimpiazzato e Mendes più Jelenic. L’avvicendamento consentiva al discusso Mister Foscarini, coetaneo di Tesser, di rinunciare al modulo preferito del 4-4-2 per passare al 3-5-2 aprendo frontalmente il gioco a tutto campo con chiare, travolgenti e vorticose triangolazioni che respingevano indietro i locali,senza che Giannichedda sapesse trovare le giuste contromisure per contenere i Tirrenici che diventavano sempre più dominatori assoluti dell’incontro. Ricciardi e Maestrelli non rubavano più palloni a centrocampo, Caldore, Vastola e Massimo non tamponavano sulla trequarti romana e si ripeteva lo stesso clichè tattico che aveva permesso al Tuttocuoio di capovolgere il risultato quindici giorni prima: l’undici di casa era rimasto mentalmente e fisicamente negli spogliatoi,non opponendo una valida resistenza agli ospiti e non superando mai la metà campo per fare un tiro in porta e creare loro apprensioni spezzandone l’assedio.Evidentemente le lezioni negative ai giovani  di casa timorosi,fragili ed ansiosi psicologicamente inesperti e superficiali in copertura,non servono. Perciò in campo c’era una squadra sola ed i tifosi toscani che nell’intervallo paventavano il peggio e speravano di portar via almeno un punto,ora riacquistavano fiducia e sospingevano a gran voce i loro beniamini che,come a Cremona nell’ultima mezz’ora,a metà ripresa in due minuti rovesciavano il tabellino: prima su cross da destra di Maritato e difesa ferma Lambrughi saltava più in alto di tutti e girava in rete;poi dopo un minuto su assist sempre da quella fascia di Murillo era Cellini a toccare di piatto in goal precedendo l’imbambolata retroguardia locale. Insomma i tre marcatori principali del presidente Spinelli lasciavano il segno e costringevano l’allenatore quirite Giannichedda a tentare la carta della disperazione gettando nella mischia Shainhas e Taviani per Massimo e Loglio reduci da infortunio. IL secondo però incorreva nei fulmini anconetano D’ascanio che, esageratamente per mancanza della volontà di far male, l’espelleva per aver conteso a braccia larghe il pallone a Borghese, che simulava cadendo a terra d’essere stato colpito. Prima erano stati ammoniti per scorrettezze Macellari e Bigoni, sostituito nel finale da Calabrese. Venerdì prossimo ultima  giornata del 2016,vi sarà lo scontro ad alto livello al A. PICCHI dell’Ardenza di Livorno tra i rossoneri di casa terzi in classifica e l’imbattuta Alessandria prima con undici punti di vantaggio che, dovrà vagliare l’autentico valore Di Luci e dell’intero complesso del trainer Foscarini che nel dopo partita ha elogiato i suoi per il virtuoso tecnicismo dei suoi nel secondo tempo, ma non si è tirato indietro dal redarguirli per il nervosismo della prima frazione di gara in cui credevano con superba vanità che non sarebbe stato difficile avere la meglio sugli ultimi in classifica, che invece con coriacea caparbietà e vigore atletico chiudevano bene loro gli spazi,purtroppo calando alla distanza per il dispendio d’energie. La Racing si recherà invece a Prato per la sfida tra poveri ,ovvero le due ultime del girone,conclusasi all’andata con la vittoria di misura della Racing, una delle due affermazioni finora dei romani insieme a quella in trasferta di Piacenza.E’ stata una giornata la 20° ricca di goals ben 35 nel girone A con nessun 0 a 0, si è segnato infatti su tutti i campi e le distanze tra le prime quattro sono rimaste inalterate avendo l’Alessandria cinicamente infierito al” Mocagatta” contro il Pro PIACENZA per 3 a 1 e l’Arezzo espugnato il”Senigallia” di Como per 3 a 2. Capocannoniere è diventato il gioiellino forte della Lucchese,che è passata a Piacenza per 2 a1.

Giancarlo Lungarini

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