I mille spiritosi tentativi per evitare la temuta Apocalisse finale del pianeta e la celebrazione delle più illustri donne della storia in “Magnamose tutto” e “Donne che avete intelletto d’amore”

Data:

Salone Margherita di Roma, fino al 5 febbraio 2017

IL tempio della risata liberatoria, esorcizzante con parodia vivace e polemica i tanti mali sociali che ci affliggono,non viene meno alla sua esuberante grinta graffiante la problematica ed elite del momento, pur avendo cambiato gestione, perciò dopo aver svoltato il mezzo secolo di vita, conclude il suo 51° anno di variopinta attività artistica con un puntuale e salace lavoro cabarettistico del suo “patron” Pingitore che lo rilevò nel 1965  con Castellacci ed altri pochi amici da un vecchio locale commerciale di via due macelli in cui si smerciava vino. Il noto scrittore arguto e salace della capitale ha composto due bellissimi tempi politico-civili ed etici,storico-letterari a sé stanti, rispettando due principi guida d’insigni autori. Il primo era di Goldoni “utile dulci” ed il secondo del successivo A. Manzoni” ai posteri l’ardua sentenza”. Il primo atto dunque s’intitola” magnamose tutto”è imperniato sull’ipotesi che il mondo stia per finire colpito da un’asteroide,ricalcando un po’ quello che si può leggere nell’escatologia dei vangeli e nell’Apocalisse di S. Giovanni, per cui si danno dei pratici consigli su come vivere gli ultimi tempi, e possibilmente scongiurare la catastrofe. La classe politica si sta sempre più divorando tutto con la corruzione,non volendo ridursi gli stipendi con il relativo decreto bloccato alla camera, non rinunciando ai vitalizi, opponendosi alla riforma costituzionale di Renzi, che abolisce il Cnel e riduce il numero dei senatori, per cui non resta che lucullianamente e bacchicamente darci da fare come sosteneva Epicuro. In questa prima parte del gustoso,goliardico e salace, fescennino, spettacolo vi è Martufello che vestito spiritosamente sembra un Arlecchino,interpreta il ruolo di un veggente o “mago Kazar” e presentando l’apologo futuribile all’orizzonte chiamato “Matteusstar”, introduce il presidente del consiglio, reso assai icasticamente da Demo Mura, che forma la squadra dei comici che incarnano i vari personaggi di rilevante spessore nella caotica quotidianità litigiosa con Mario Zamma e C. Frisi. Sono numerosi i protagonisti che Pingitore porta goliardicamente alla ribalta: si parte dalla Raggi,i cui panni sono indossati da Morgana Giovannetti, che con la fascia tricolore ed un sacchetto d’immondizia sulle spalle contribuisce a ripulire Roma,mentre i topi stanno distruggendo con la corrosione la storica e gloriosa toponomastica;dietro a lei corre Grillo che le rimprovera la “mollezza” temperamentale e decisionale, mentre il leader del momento tiene a bada con lo scudiscio il grintoso Di Battista ed il mormido “pavoneggiante” Di Maio, che fanno a braccio di ferro per prendere la guida del Paese, adesso difficile dopo le false firme di Bologna. Seguono un compassato Mattarella che con serafica calma dice d’affrontare filosoficamente il destino, mentre il pacioso, sicuro e telefonico Papa Francesco si collega via cellulare con l’asteroide per tentare di persuaderlo a cambiare rotta, ma risponde un albergo del libero scambio che non può chiudere essendo i vari amori non giudicabili. Poi Papa Francesco si confronta umoristicamente con la nuova creatura inverosimile del regista Sorrentino “Susky the young Pope” che fuma e dice parolacce, considerando Bergoglio sorpassato. Renzi, poi immagina il nostro Creatore, di situazioni grottesche, d’avere a che fare con Trump,che non avendo ben afferrato il pericolo,vorrebbe sparare un proiettile sull’asteroide con il rischio della ricaduta mentre una depressa Hillary Clinton gli sputa addosso per aver vinto con dei brogli elettorali, lui che se avesse perso non avrebbe riconosciuto la sconfitta. L’America sta precipitando quanto a prestigio e stile democratico! Tra uno sketch e l’altro,c’è un brillante balletto e deliziose coreografie. Il secondo tempo è invece all’insegna dello stil novo di G. Guinizelli e si sfidano la bruna fattezza sarda di Pamela Prati e la fascinosa avvenenza bionda scandinava di Valeria Marini nella rivisitazione di alcune delle più leggiadre e significative donne della storia internazionale. La Marini dà vita a Wanda Osiris, la divina che scendeva maestosamente le scale dei palcoscenici nell’ante e dopo guerra e del sex symbol  M. Monroe. La Prati invece dice di essere la raffigurazione dell’estetismo seducente come la Venere di Botticelli, ma impersona anche la principessa di Castiglione, che per volere di V. Emanuele ll, sedusse Napoleone lll per l’Unità d’Italia. Stravaganti,parodistiche e bizzarre sono le rielaborazioni delle fiabe. Biancaneve il cui principe azzurro aveva un castello diroccato e vi aprirono un “bedbrekfast”, dopo la mela sniffata e non mangiata di Grinilde,mentre Cenerentola con la scarpetta che non riusciva a calzare e nemmeno le perfide sorellastre Anastasia e Genoveffa,ovvero le statuarie Prati e Marini. Martufello regala all’estasiato pubblico. Ci si rallegra ed  abbuffa di penne.

Susanna Donatelli

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