Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

ROMEO E GIULIETTA. Emozioni non pervenute

Data:

Roma, Teatro Eliseo, dal 14 febbraio al 5 marzo 2017

Alzi la mano chi non conosce la disgraziata storia dei due giovani innamorati veronesi Romeo e Giulietta, tragedia shakespeariana tra le più note e amate al mondo. Amatissima dai giovani che anche ieri, seconda replica del sontuoso allestimento sul palco del Teatro Eliseo, gremivano le balconate. Tragedia della distanza generazionale, che attraversa i secoli grazie alla stoltezza dell’uomo e, sul palcoscenico, grazie alla magia del teatro. La magia, ma anche il sogno, figlio “di un cervello che non sa pensare” come afferma Mercuzio, nipote del Principe di Verona e amico di Romeo. Personaggio simpatico Mercuzio, guascone, lontano dai mortiferi miasmi dell’amore, intento a godersi la vita che altri gli tolgono per insensate faide familiari, tanto da far ragionevolmente pensare che sia lui il vero protagonista, l’occhio di Shakespeare sull’intera vicenda. Ma, bando alle interpretazioni che da sempre suscitano le opere del Bardo, c’è da dire che quanto visto all’Eliseo suscita non poche perplessità. Ben vengano le idee registiche che, più o meno cervelloticamente, tentano di estrapolare da un capolavoro del genere nuove visioni, nuovi modi di raccontare quel che da sempre è scolpito nella storia del teatro mondiale. Se però il tutto si riduce alla pura estetica, tralasciando le emozioni che sono la linfa e la ragione primaria per cui ci si reca, con non poca fatica in una città come Roma, a teatro, di cosa vogliamo parlare? Romeo e Giulietta, diretto ed adattato da Andrea Baracco, è la grande delusione di questa stagione all’Eliseo.

Romeo e Giulietta foto prove Federico Zaza A. Preziosi e A. FollettoUna montagna (di grande impatto le scene, suggestive alcune trovate simboliche come il pugnale che piomba dall’alto e si conficca sulle assi del palco, illuminato da un fascio di luce bianca, o la pioggia di terriccio sulla testa di Giulietta durante il suo ultimo monologo, altre sinceramente discutibili) che partorisce un topolino. Non c’è traccia di emozione, né di interpretazioni particolarmente toccanti. Autocompiacenti si, ma non emozionanti. Recitare Shakespeare con le pompose cantilene a cui abbiamo assistito, e che pensavo fossero seppellite da tempo, rende noioso ciò che non lo è. Ci vuole tanto impegno per rendere stucchevole un’opera che, ammirata in altre occasioni e con nomi meno altisonanti di quelli in scena in questi giorni, è invece godibilissima. Dispiace molto. Per l’Eliseo, ma soprattutto per i tanti giovani presenti, molti dei quali sicuramente per la prima volta sulla poltrona di un teatro. Un pomeriggio doloroso.

Paolo Leone

Roma, Teatro Eliseo, dal 14 febbraio al 5 marzo
Produzione KHORA.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo presenta: Romeo e Giulietta, di William Shakespeare. Traduzione di Salvatore Quasimodo, adattamento di Andrea Baracco. Con: Lucia Lavia nel ruolo di Giulietta; Antonio Folletto nel ruolo di Romeo; Alessandro Preziosi nel ruolo di Mercuzio. E con: Gabriele Portoghese, Elisa Di Eusanio, Giacomo Vezzani, Mauro Conte, Laurence Mazzoni, Dario Iubatti, Woody Neri, Roberta Zanardo, Daniele Paoloni, Alessia Pellegrino. Scene Marta Crisolini Malatesta; Costumi Irene Monti; Luci Pietro Sperduti; Musiche Giacomo Vezzani. Regia di Andrea Baracco.
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Eliseo, nelle persone di Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio.

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