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La vendetta omicida per infedeltà coniugale e cospicua eredità al centro del giallo: “Delitto perfetto” di F.knott con A.AVALLONE

Data:

Al Teatro dell’Angelo di Roma, fino al 12 marzo 2017

Siamo in un periodo di misfatti pubblici e privati, con delitti atroci e violenti come quelli di Varani, di Sara ed altre donne uccise e bruciate da partner estremamente gelosi e possessivi, d’alcune amanti rovinate con l’acido per sfregio accecante, per cui anche in teatro sempre più spesso vengono proposti gialli per far vivere agli spettatori questo clima di suspence e mostrare come possa sperare in cuor suo di sfuggire alla giustizia. Questo è quello che s’augurano tutti i miserabili, come gli stupratori ed i bulli con sempre più baby-gang, come il protagonista del lavoro inglese di Frederick Knott “Delitto perfetto” in cui Antonello Avallone, anima del teatro di via Simone De Saint Bon,veste i panni di un ex campione internazionale di tennis, un certo Tony Vendyce sposato con la facoltosa Margot, appura che lei lo tradisce con un novello scrittore Americano di thriller, con cui da un anno si scambia sentimenti telefonici ed un epistolario,intercettato ed oggetto di ricatto. Nella misura dell’agire di un uomo d’onore,attua un piano strategico che dovrebbe permettere di lavare l’onta della grande offesa patita e d’entrare in possesso del patrimonio della fedifraga. Dovrebbe aiutarlo un losco pregiudicato ed incallito affittuario moroso, che perciò ha cambiato più volte identità, convocato con astuzia da Tony per fungere da sicario in quello che si crede un progetto ben studiato,per il quale l’amante americano,a Londra in visita galeotta, dovrebbe essere l’alibi. Non sempre,però,”il diavolo fa le pentole e non i coperchi” per cui l’esecuzione non riesce ed il mandante si ritrova con la moglie viva ed il sicario morto. Qui entra in gioco l’ispettore di Scotland Yard,che innesca una vera battaglia d’intelligenza e scaltrezza da “gatto col topo” con Tony, che deve essere pronto ad un invenzione di seguito all’altra per togliersi dai pasticci. Avallone è geniale e classicamente signorile nella sua verve mentale, portamento e depistaggi,facendo condannare a morte la moglie; ma certe volte dei piccoli dettagli,quali una chiave, un libretto d’assegni ed un eccesso di carta moneta, possono essere traditori, specie se l’avversario ha pratiche ed esperienza da vendere anche al vanitoso romanziere. Tra colpi di scena, situazioni imbarazzanti,sospetti ed ipotesi delittuosi ricostruite dall’abile poliziotto, impersonato da un sparing-partener all’altezza di un bravo Antonello,come Giuseppe Manfridi, chi vincerà? Trionferà la giustizia od avremo un altro caso d’innocente condannato,come quello di Taranto che ha scontato 21 anni, o del direttore d’istituto fattosi 11 anni per fantasiosi abusi sessuali sui minori. Le scene ed i costumi borghesi da interno albionico sono di Red Bodò con bel gusto romantico, in cui agivano da innamorati Flaminia Fegarotti ed Adriano Evangelisti, Romano Talevi, Giuseppe Manfridi, Matteo Cianci, la regia è di Antonello Avallone. In settimana esordirà Elena Bonelli con canzoni e monologhi di BERTOLD BRECHT.

Susanna Donatelli

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