Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Margherita di Sarno. Dal palcoscenico per gioco al mondo del professionismo

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E pensare che è iniziato tutto per caso. Da una compagnia teatrale di amici, da un posto vacante, da un pizzico di curiosità. Da allora, Margherita Di Sarno non è più scesa dal palco. Ha studiato e ne ha fatto la sua professione. Sessanta spettacoli in giro per tutta Italia. Un lavoro a stretto contatto con Kevin Kostner. Da piccola, però, sognava di fare l’archeologa. Nella vita, quello che non ha mai smesso di cercare è stato migliorarsi. Un’artista poliedrica, che ha saputo spaziare dal comico al drammatico, che ora sogna il grande salto nel cinema pur trovandosi a proprio agio davanti al pubblico. Insomma, raccontare Margherita non è facile. Credere, per conferma, ai suoi amici che mercoledì 28 settembre sono stati invitati a presentarsi due giorni dopo fuori da una chiesa per un annuncio speciale. Ecco, Margherita si è presentata con vestito bianco, velo e il suo futuro marito, pronta per sposarsi. Ai colpi di scena, insomma, ha abituato tutti quelli che le stanno accanto. E lei, naturalmente, non è “fatta” per abituarsi alla routine, per stare ferma. È una donna ottimista, permalosa, buona. Ed è un’attrice con la A maiuscola. Nella sua Campania è conosciutissima e ricercatissima. Ma la sua fama è andata oltre. Merito della sua bravura e di “Piccoli crimini coniugali”, l’ultima piéce che sta portando in giro per tutta Italia.

Torniamo al passato: a 15 anni c’è un posto vacante in una compagnia teatrale di paese…

Proprio così! Loro facevano uno spettacolo all’anno e serviva una persona. Mi sono avvicinata e non ho più smesso. A 20 anni mi sono interrogata su ciò che avrei voluto fare nella vita: non ho avuto dubbi, volevo restare nel mondo del teatro…

Così, inizia il lungo percorso di formazione.

Ho studiato recitazione a Napoli, ho seguito stage di dizione e workshop per migliorare la mia espressività. Formarsi è fondamentale, non si può dire il contrario, soprattutto se si vuole diventare dei professionisti! Un tempo ci si formava stando nelle compagnie perché all’interno vi erano autentici maestri del teatro, oggi queste menti sopraffine o non ci sono più o non insegnano nulla…

Ma la scuola da sola non basta.

Bisogna essere portati, bisogna avere quell’elemento in più che consente di “sentire” il pubblico, ma per diventare famosi serve… fortuna! Però parlo per me: non mi piacerebbe essere famosa…

La tua carriera, dopo aver imparato l’arte del teatro, può iniziare…

E proseguire con “Tre pecore viziose” di Scarpetta, è stato il primo spettacolo teatrale in assoluto. Ho proseguito poi con diverse messe in scen tra cui: “Piccoli crimini coniugali” di E. E.  Schmitt; “Eduardo 110 e Lode” di U. Bellissimo; “Fratelli di Letto” di T. Scarpato; “Se solo sapessi come si chiama mia moglie” di A. Belgiovine; “Tre donne” di Sylvia Plath;  “Viaggio di nozze in Wagon Lit”;“I casi sono due” di A. Curcio; “Aulularia” di Plauto; “Arezzo 29… in tre minuti” di G. Di Maio; “Il bambino palloncino” di F. Silvestri;  “Madame Sangenella” di E. Scarpetta. “Ditegli sempre di sì” di E. De Filippo. Questo per citarne solo alcuni!

L’ultima, in ordine di tempo, ti sta portando in giro per l’Italia.

Con “Piccoli crimini coniugali” sto girando l’Italia: a contrario del solito dove interpreto ruoli comici, in questo caso sono molto seria, protagonista davanti ad un pubblico importante ed esigente.

Che limiti ha il teatro?

Solo quelli economici. Per la gente, il prezzo del biglietto. Per le compagnie, lo scarso guadagno. I soldi non offrono alcuna gratificazione, ma la soddisfazione personale deriva dalle emozioni che trasmette il pubblico. Alla gente piace vedere l’attore davanti a sé, togliendo il filtro dello schermo.

E all’attore, deve piacere questo rapporto…

Serve la presenza scenica, questo è il fattore determinante per diventare un’attrice. Lo dico soprattutto per chi sogna questa carriera. Più che la bravura, serve saper portare la platea dalla propria parte. A me hanno sempre sorpreso mie colleghe, alcune delle quali fisicamente minute, che fin dalla prima battuta sentivano di aver il pubblico dalla loro parte. Questo è straordinario.

In tutto nella tua vita hai portato in scena 60 spettacoli.

Numeri importanti, che portano con sé un mucchio di ricordi, tantissime emozioni, mille esperienze.

Ma il teatro non è stato l’unico tuo mondo artistico.

Nel 2015 sono stata protagonista dello spot Rio Mare con Kevin Kostner. Esperienza meravigliosa che mi ha dato la possibilità di conoscere un divo di Hollywood.

E qui c’è stata un’altra sorpresa.

È vero: quando è sceso dalle scale, si è presentato: “Piacere, Kevin”. Assurdo, ma è così. In Italia chiunque frequenti il mondo dello spettacolo si atteggia a divo, quando in realtà le vere star sono semplici, alla mano. Kevin Kostner ci ha parlato con un’umiltà indimenticabile.

Margherita Di Sarno è entrata anche al cinema.

Ho fatto parte del cast di due film, “Tutte le donne di un uomo da nulla” e “Mimesis”, e più di recente mi avete vista nel film comico “Vacanzieri oggi e domani”. Ruoli molto diversi fra loro, in qualche caso imbarazzante, in altro ricchi di contenuto.

Da ultimo la televisione.

È vero, ho interpretato vari personaggi per “Un posto al sole”, di sicuro il piccolo schermo è quello che ti apre al mondo. Ma oggi più che mai sogno il cinema, mi piacerebbe fare un film…

Specifichiamo: nel ruolo di attrice, non di doppiatrice!

È vero! Oggi già insegno dizione e svolgo alcuni doppiaggi per documentari stranieri. La mia voce mi piace, mentre in video… proprio non riesco a riguardarmi! Mi imbarazza vedermi in tv davanti ad amici, mi rivedo solo per migliorarmi. In teatro, invece, non ho nessun imbarazzo…

Ecco, siamo tornati al teatro.

Proprio così, è la mia dannazione. Anzi, lo era. Noi attrici mettiamo il teatro davanti a tutto, facciamo da parte la nostra vita per il palco. Da alcuni anni ho cambiato stile di vita: ho rimesso la mia vita al centro, ho fatto sì che il teatro avesse la stessa importanza di altro. Solo così mi sono riconquistata la mia vita ed il diritto a vivere serenamente. Ho tante amiche, invece, che rinuncerebbero a tutto per la carriera.

Tu non sei fra queste.

Esatto, anche se ho l’ambizione di portare lo spettacolo teatrale con cui giro l’Italia anche al Nord o di entrare nel cast di un film importante. Senza dover scendere a compromessi, sia chiaro…

Specifica importante.

Già, tutto quello che ho fatto è stato possibile per la mia bravura, non per scorciatoie. Zero compromessi, questo deve essere chiaro. Voglio essere scelta per la mia bravura, non per altro. E condanno chi sporca questo lavoro straordinario: rovinano l’ambiente, lo deturpano.

Luca Fina

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