LEGA PRO GIRONE A 37° GIORNATA. Ultimo appuntamento casalingo della Racing e amaro commiato dai tifosi

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Con l’ennesima distrazione difensiva Vastola e compagni dilapidano la preziosa vittoria contro la Pistoiese (2-2) e si condannano alla retrocessione. IL pareggio di Colombo in “off side”regala la salvezza ai toscani. Infortunio a Massimo e polemico finale.

“Chi è causa del suo mal pianga sé stesso” recita un noto proverbio ed un altro significativo al riguardo è “perseverare è diabolico”: entrambi possono attagliarsi benissimo al campionato della Racing Roma che non è stato altro che un calvario con un susseguirsi di una serie di gravi pecche e carenze tecniche, con poche soddisfazioni e solo sette vittorie. Né Giannichedda e neppure più tardi sul finale del campionato il giovane Mattei che l’ha rilevato imprimendo tuttavia alla squadra pìù coraggio e fiducia in sé stessa, hanno saputo far fronte con opportuni rimedi ai bisogni emersi dal rendimento negativo specie in trasferta del collettivo. Di questi c’eravamo resi conto già nella prima parte del girone d’andata, considerando che la rosa della compagine gialloverde era estremamente giovane ed inesperta, fatta eccezione per Capitan Vastola classe 78’ e De Sousa, annata ’85, “bomber” di razza, che sono stati i punti di riferimento dei compagni e la spina dorsale del collettivo in difesa ed attacco rispettivamente, mancando però un playmaker o faro nella zona nevralgica del campo, cioè in cabina di regia a centrocampo per la costruzione ordinata ed avvolgente, pericolosa per gli avversari della manovra con ghiotte opportunità di sfondamento e realizzazioni per le punte. Infatti durante la sosta invernale di Gennaio la società  ha tentato di correre ai ripari con rinforzi, che tuttavia non sono bastati. In difesa si sono commessi troppi sbagli a partire dal portiere Savelloni, che poi è stato rimpiazzato da Renholds che agli inizi sembrava una sicurezza, ma poi è andato perdendosi anche lui con svarioni ed esitazioni fatali, dal rigore provocato contro L’Olbia ad incertezze nelle uscite alte,come ad Alessandria, Carrara e San Miniato, per finire con la poca accortezza nellla gara in questione contro la Pistoiese. Dal canto suo il reparto arretrato non sempre è stato ben registrato dalla maggior classe ed oculatezza del libero Vastola, che per le sue sue sgroppate in progressione fluidificante non sempre ha dettato i tempi giusti ai compagni,sapendo leggere il dipanarsi dell’altrui azioni; è mancata la sua chiusura in copertura negli attimi fatidici in cui gli altri difensori s’erano fatti tagliar fuori,come verificatosi  per la seconda rete degli ospiti dell’Abetone.Per  tale motivo, ci sembra un acceso tifoso l’avvilmente contestato ed offeso al termine burrascoso dell’incontro esagerando nei modi. Non per nulla le marcature dei realizzatori avversari sono state spesso larghe,disattente sui cross dai corner e traversoni dalle fasce laterali, per cui molte reti incassate sono state segnate di testa, vedasi le partite interne con il Tuttocuoio e la Cremonese all’andata, invece in trasferta quelle già citate; perciò molte gare destinate al pareggio sono finite con la sconfitta per inopinate sbadataggini, come le vittorie costruite con tanta fatica e pregevole fattura realizzativa si sono improvvisamente tramutate in pareggi per abilità degli attaccanti di valore e peso delle formazioni classificatesi per i playoff.Sufficiente è ricordare le prodezze balistiche di Gonzales dell’ALESSANDRIA su calcio piazzato al 90°, di CHINELLATO del Como, di Cinelli del Livorno, di Moscardelli dell’AREZZO, di Stanco e Scarsella della Cremonese, di Forte della Lucchese, di Bruno del Giana Erminio e di Pesenti e Pozzi del Pro Piacenza. Da mordersi le mani è stato il modo sciaguratamente identico con cui si sono buttate via le ultime due gare interne a Casal DEL Marmo contro il Piacenza ed appunto la Pistoiese di Atzori che erano state riprese con encomiabile ardore, talvolta agonisticamente eccessivo con l’espulsione di Macellari contro gli  Emiliani e l’ammonizione di Majtan per gioco scorretto sanzionato dall’arbitro Provesi di Treviglio in provincia di Bergamo, che ha ripreso ufficialmente pure Bellazzini e Neuton dei Toscani per la stessa ragione incattivitosi l’incontro; esterefatta da quanto ingenuamente accadeva per ben due volte è stata la costernazione dei tifosi, costretti a sorbirsi l’amaro calice velenoso della retrocessione diretta procacciatesi dai giocatori con le proprie mani ed una clamorosa  superficialità calcistica da far indispettire gli sportivi. Insomma la Racing ha un disastroso score come differenza tra reti fatte e subite, con meno ventinove per la precisione derivante dagli scarsi successi,i nove pareggi e le 21 battute d’arresto, un tabellino più pesante rispetto a quella della Lupa Roma che ha un passivo di meno venti reti, con ventotto fatte e quarantotto subite,con due pareggi in più e due sconfitte in meno rispetto alla Racing, che  se avesse fatte proprie le due ultime sfide interne l’avrebbe superata in classifica. Dal canto suo la formazione di Di MICHELE rischia anch’essa la retrocessione perché se arriverà a più di otto punti di distacco dalla quintultima non avrà diritto ad effettuare i playout. D’altronde la squadra paga anche  l’assenza di un secondo goleador accanto a De Sousa che con il rigore contro la Pistoiese è giunta a sedici reti,su trentasei totali, nella classifica dei cannonieri; Majtan avrebbe dovuto marcare più goal una volta deciso di preferirlo al giovane e promettente Loglio segnalatosi in avvio di campionato. Contro la Pistoiese i bianchi locali erano chiamati a congedarsi con onore dai propri sostenitori cogliendo quella vittoria che sfuggiva dalla gara con l’Olbia e dopo il passo falso di San MINIATO, in cui Vastola aveva temporaneamente pareggiato in una sua proiezione offensiva; solo così i Romani potevano sperare d’agguantare la Lupa ROMA, che se la vedeva al Galli di Tivoli con l’Alessandria gestione Pillon. La Pistoiese reduce della sconfitta interna con L’Olbia su mischia da corner, voleva un punto per salvarsi automaticamente con una settimana d’anticipo rispetto al derby di cartello con il Livorno. Per questo era seguita l’intelaiatura toscana da parecchi tifosi  urlanti il loro incoraggiamenti  a pieni polmoni con bandiere e vessilli.La Racing si schierava con il classico 3-5-2 con massimo per Selvaggio per rinforzare in linea offensiva il centro campo,mentre il complesso della città del ceppo ricorreva al 3-4-1-2 con Rovini e Gyasi in attacco e Bellazzini come raccordo con il suo centrocampo in posizione di trequartista.La squadra di casa partiva all’attacco dovendo per forza raccogliere i tre punti, ma s’esponeva alle rapide azioni di rimessa dei rossoneri ospiti particolarmente sulle fasce con Giasi e Bellazzini, che al decimo riceveva la sfera sul vertice destro dell’area e con un secco rasoterra infilava il pallone alla sinistra di Renholds che sorpreso si gettava in ritardo. I romani colpiti a freddo, accusavano il colpo e si facevano facilmente controllare dai toscani più lucidi e tecnici; le geometrie dei ragazzi di Mattei erano imprecise e confuse, i passaggi fuori misura ed i tiri alti e sballati, senza alcuna opportunità realizzativa, tanto che il portiere Albertone non doveva intervenire e si limitava a fare da spettatore. Sul finale del tempo la dea bendata andava in soccorso della Racing allorchè,sul lancio in aria per De Sousa il centro campista Fissore toccava scioccamente con la mano la sfera per timore del cannoniere gialloverde pronto a colpire al volo. Il primo assistente del direttore di gara,il signor Zaninetti di Voghera segnalava l’irregolarità e lo stesso centravanti insaccava sulla destra del portiere ospite lanciatosi a sinistra. Nella ripresa mister Azzori inseriva l’attaccante di peso ed esperienza Colombo ex serie A con il Milan, classe 79° e leader della sua squadra, per essere più incisivi in avanti pur attuando una tattica  attendista, mentre Mattei mandava dentro Selvaggio per Bigoni onde imprimere più ritmo sulle fasce e Renholds parava prima un colpo di testa di Hamlili e poi deviava in corner una semirovesciata del vivace Bellazzini. La Racing cominciava a dominare con convinzione l’operazione ed al 72° la difesa della Pistoiese andava in “bambola” con il maldestro Fissore, eroe in negativo di un caldo ed afoso pomeriggio primaverile, che su corner da destra, precedendo sventatamente il proprio portiere deviava di testa nella sua rete. Ancora un calcio d’angolo galeotto per la Pistoiese, che il sabato precedente aveva perso la partita interna con l’Olbia. La fortuna sembrava in credito con la Racing, ma l’imprevisto era dietro l’angolo a punire la disposizione tattica lunga e sfilacciata dei locali che non si curavano scioccamente di ripiegare indietro per chiudersi a riccio a protezione del basilare e necessario vantaggio per continuare a cullare sogni di salvezza. Al contrario lo sfasamento del collettivo provocava il patatrac dopo che il tecnico ospite aveva messo pure il centro campista Luperini per Proia e la mezzapunta Varano per Bellazzini una volta passato in svantaggio per risalire la china. Forse non ci sarebbe riuscito se la giacchetta nera Provesi avesse ravvisato il fuori gioco di Colombo, ma il primo assistente non rilevava l’inflazione, sbagliando come il più titolato Orsato per il rigore concesso alla ROMA. Ungaro non cela faceva a rinvenire e Renholds rimasto l’estremo baluardo della sua area, pensava sciaguratamente di poter   agire da libero arretrato e lasciava la sua porta per rinviare di piede in una corsa in velocità contro l’insidioso attaccante avversario della stessa età di Totti; Colombo con astuto tempismo lo precedeva e bucava con un pallonetto simile al più bel goal della serie B: Il terzo del Cesena a CITTADELLA. Crollava l’entusiasmo della squadra di Mattei, mentre l’euforia passava nelle file della città capitale della cultura per quest’anno: l’obiettivo della permanenza della lega pro era centrato. Inutile era l’innesto di forze fresche negli ultimi dieci minuti per Calì per Ungaro e Shainhas per Massimo che riportava un infortunio muscolare per buche e dislivelli sul terreno di gioco, che tradivano i calciatori per mancati appoggi e falsi rimbalzi, traiettorie che risultavano lunghe. La gara diventava scorbutica,dopo una sostanziale correttezza, e l’affiorante nervosismo annebbiava le idee per cui non succedeva più nulla, nonostante pure i cinque minuti di recupero, ad eccezione di una parata di Renholds su rasoterra di Sanmartino. Alla fine i corner risultavano cinque a quattro per la Racing come platonico segnale di maggior pressione offensiva nella ripresa. Al fischio di chiusura si scatenava la bagarre in campo tra i giocatori con i nervi a fior di pelle,tentativi di venire alle mani e reciproche accuse, offese per gli effetti finali scaturiti dal pareggio:opposti stati d’animo di felicità e mesto tracollo e depressivo abbattimento. L’ultimo ad uscire era il secondo assistente Spreafico di Lecco per accertarsi che niente di grave succedesse;ingiurie,minacce e liti ad alta tensione avvenivano pure tra tifosi. Adesso per la Racing che sabato andrà per l’ultima di campionato allo Zini di Cremona contro i grigio rossi di Tesser, che sono stati raggiunti in vetta dall’andria bloccata a tivoli dalla lupa sprecando l’occasione di riportarsi da sola in testa alla classifica, è davvero  finita sperando comunque che cada in piedi cedendo con onore a Brighenti, Berlinghieri e compagni, per non collezionare un’altra figuraccia come a Carraara che dovrà a sua volta vedersela con la seconda squadra romana di lega pro e vorrà vincere per mettere più di otto punti di distacco dalla compagine di Di michele ed evitare, secondo il nuovo regolamento, i playout. Intanto la Racing dà la mano all’Ancona e al Taranto nell’accomiatarsi dolorosamente dalla lega pro, il cui capo cannoniere assoluto è risultato Mancuso della Sanbenedettese legatosi per tre anni al Pescara di Zeman in serie B.Ci dovrebbero essere deferimenti e penalizzazioni:staremo a vedere gli esiti! Intanto i  tifosi della racing si domandano perplessi se, dovendo scegliere di categoria nella lega dilettanti serie D, il presidente Pezzone avrà la voglia e la forza economica per organizzare una squadra potente e capace di risalire fin dal prossimo anno in lega Pro.Un riscatto che i supporters della Racing meriterebbero.

INTERVISTE DEL DOPO GARA

ATZORI: “Il punto che ci serviva per la matematica salvezza”

MATTEI: “Condannati da troppi errori difensivi”.

Negli spogliatoi, dopo un violento rientro delle squadre tra gride e proteste dei rispettivi clan nei confronti degli avversari, specialmente degli indispettiti padroni di casa per l’eccessivo furore agonistico, a loro dire ingiustificato, degli ospiti, ci vuole un buon quarto d’ora perché torni la calma apparente. Naturalmente tutto ciò dipende dal fatto che la compagine toscana con il pareggio conquistato è salita a 43 punti,attestandosi al 12° posto in classifica davanti al Pontedera per la migliore differenza reti, ovvero più 1; al contrario la Racing ha firmato praticamente la capitolazione alle strenue speranze di salvezza, mantenendo solitaria l’ultima posizione in classifica e dovendosi recare per l’ultima di campionato nella tana della capolista Cremonese, che dovrà per forza vincere per respingere l’assalto della rivale Alessandria. Il tecnico ospite Gianluca Atzori è il primo a presentarsi seraficamente disteso in sala stampa ed a sintetizzare così il suo pensiero: “Sono arrivato il 3 Marzo ed i dirigenti mi hanno chiesto di provare ad entrare nei playoff ma dopo le sconfitte in trasferta di Como, Arezzo e Viterbo ed il pareggio interno con la Lucchese abbiamo capito che non ce l’avremmo fatta. La sconfitta di sabato scorso in casa con l’Olbia, a pochi minuti dalla fine sugli sviluppi di un corner, ha certificato la fine dei nostri sogni imponendoci il riscatto immediato con i nostri tifosi e la conquista di un punto per la certezza di restare nella categoria non essendo implicati nei playout. Per smentire le accuse offensive di favoritismo nei confronti degli isolani una settimana fa tengo a precisare che,pur essendo araldicamente di matrice sarda, sono nato a Collepardo in provincia di Frosinone ed abito a Ciampino, conoscendo quindi bene le due formazioni laziali non avendo regalato niente a nessuno. Nel primo tempo abbiamo esercitato una maggiore supremazia tecnica che è stata rovinata dal penalty che non voglio discutere, mentre la ripresa abbiamo attuato una tattica attendistica ed ho inserito il quotato centroavanti Colombo, uomo di spicco della squadra, che a trentotto anni non ha più un’efficace valenza con l’intera partita, ma può assicurarmi solo buoni quaranta minuti e perciò avevo inserito dagli inizi il più giovane attaccante Rovini classe ’90. Colombo con la sua sagacia tecnica ha rimediato ad un nuovo sfortunato pasticcio difensivo su calcio d’angolo, sempre di Fissore oggi sfortunato ed alquanto disattento. Il campionato l’ha gettato via l’ALESSANDRIA con un deleterio girone di ritorno in quanto non ci si può far aggiungere con dieci punti di vantaggio e poi noi la Cremonese l’abbiamo battuta per 3-1, con i goal di Rovini e Colombo autori rispettivamente di 10 e 9 reti. Ho il contratto fino al 30 giugno e spero di essere confermato, rinforzando poi la squadra con elementi di qualità come Corticchia e Paparusso della Racing, mentre per De Sousa non avremmo i soldi essendo elevato il suo prezzo di mercato. Per i playoff punto sul Parma nonostante le ultime sconfitte interne con ANCONA e Sudtirol. Arriva poi sconsolato, ma purtroppo rassegnato agli eventi maturati, il buon Antonello Mattei, che ci ha dichiarato: “Che vi debbo dire, la sfortuna continua e bersagliarci con un goal subito in clamoroso fuori gioco di tre metri come capitato al Bayer MONACO a Madrid, ma pure la mia squadra si è fatta trovare per la poca praticità tattica ed esuberanza giovanile sbilanciata in avanti, con eccessivo scollamento tra i reparti e metà campo sguarnita come già successo contro il Piacenza, pure per essere rimasti in dieci per l’espulsione di Macellari. Abbiamo gettato dalla finestra due possibili vittorie casalinghe determinanti, in quanto quattro punti in più ci avrebbero forse permesso di conquistare i sospirati playout. La causa della nostra prevedibile retrocessione va ricercata in questi corsi e ricorsi” Per dirla alla Vico,con cui tessevamo successi e poi stupidamente venivano distrutti alla Penelope come emerso chiaramente all’andata con il Tuttocuoio qui a Casal del Marmo a sette minuti dalla fine vincevamo e poi abbiamo perso per 2-1. Troppi sprechi ed errori difensivi insieme ad un precario stato terreno di gioco che rendeva precario il controllo della sfera ed il gioco lineare, provocando anche infortuni come quello di oggi accaduto a Massimo che i dispiace. Ho cercato di fare del mio meglio per sanare questi fattori negativi della squadra,sostituendo a tre quarti del cammino l’amico Giannicheddama ho avuto poco tempo a disposizione.Speriamo di concludere il travagliato campionato uscendo a testa alta da Cremona e non umiliati come a Carrara, con un passivo tennistico. Grazie a tutti ed in particolare alla società per la fiducia concessami”

Giancarlo Lungarini

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