Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Il tema dell’immigrazione raccontato in “Human”

Data:

Al Teatro Argentina di Roma, fino al 14 maggio 2017

Uno dei problemi più impellenti socio-politici dell’attuale momento storico è la tutela dei diritti umani, in particolare dei minori nel mondo sottosviluppato e nei paesi oppressi dalle dittature e dai regimi militari, come nella Corea del Nord, a Cuba, in Egitto e Venezuela. Partendo da questa considerazione, l’attore e regista Marco Baliani ha ideato un copione teatrale per mettere in evidenza la necessità del migrare per motivi non solo ideali, ma pure pratico-amministrativi per guadagnare più denaro e permettersi un migliore tenore di vita dando attuazione alla propria cultura oppure all’inclinazioni manuali istintive. Dunque la persona è,come diceva Aristotele, un”Sunolon” o composto di materia e forma, integrazione fisico-psichica,che va valorizzata pienamente usando la facoltà mentale, che la distingue dagli altri animali “tout court”, oltre ad essere rispettati per i diritti inalienabili. Se si distruggono codesti, non si può più parlare d’umanità e per difenderla si  costringono gli individui a fuggire, mettendo a rischio la propria esistenza: ecco che Baliani ci dimostra tutto ciò con la fuga della sacra famiglia in Egitto per sottrarsi ad Erode ed alla sua strage degli innocenti, l’abbandono di Enea con il padre Anchise sulle spalle ed il figlio suo Ascanio per portare i Lari in una nuova patria sulle sponde del Tevere. Iniziarono gli spostamenti dall’una all’altra parte del Mediterraneo, dell’Ellesponto, che la letterata-attrice Lella Costa Ambrosiana esemplifica con il mito dell’attore tra Ero e Leandro. L’analisi continua con la serrata affabulazione comparata tra gli italiani migranti nel primo quarto del xx° secolo in America e la “quarantena” ad Ellis Island, con i prodotti scritti in inglese che non sempre erano compresi simili agli odierni centri d’accoglienza ed identificazione dei profughi,che spesso muoiono in mare dove si trovano capi d’abbigliamento sparsi sul palcoscenico o sospesi in aria. Lella Costa rivela l’imbarazzo sul cosa portare con sé quando occorre fuggire in fretta, ricattati magari dagli scafisti e dalla polizia apparati di sorveglianza,mentre poi è eclatante e significativo lo scontro verbale tra un soccorritore delle tante chiacchierate ONG, che le procure di Trapani e Siracusa hanno messo sotto inchiesta per sospetti illeciti ed una fotografa fa alla ricerca d’un immagine “scoop” del dramma umano da fissare.

Susanna Donatelli

di e con Marco Baliani e Lella Costa
regia Marco Baliani
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu
musiche originali Paolo Fresu con Gianluca Petrella
scene e costumi Antonio Marras
scenografo associato Marco Velli
costumista associato Gianluca Sbicca
luci Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu
foto Zani Casadio

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