Gelosia e fantasmi del passato in “vecchi tempi” Pinter

Data:

Teatro dei Conciatori di Roma, fino al

La labilità della memoria, il valore dell’amicizia, la seduzione della parola, la profonda “caverna” della psiche piena di traumi, inclinazioni, desideri e voglie represse, sono temi frequenti nella drammaturgia verbale, per lo più dell’assurdo e del grottesco del famoso H. Pinter. Proprio su questo abbiamo riflettuto assistendo all’atto unico: “OLD TMES” per la rassegna di “Teatro urbano contemporaneo” nello spazio di via dei conciatori all’Ostiense, nato da uno dei tanti inviti che sovente le compagne mandano a qualche loro amico di lunga durata per una serata rievocativa dei lieti e camerateschi trascorsi: è il caso di KATE e DEELEY che scrivono alla cara Anna per una serata conviviale in una fattoria sul mare, ora adibita a residenza secondaria. La rimpatriata non sarà proprio amichevole per la serrata e vivace discussione che ne nascerà, dove ciascuno cercherà di trarre il massimo profitto dal sostegno delle proprie tesi, che non si sa quanto abbiano di riscontro veritiero. Anna, incarnata da una briosa Lisa Vampa, tenta di sedurre con il suo fascino statuario e la lucidità del suo eloquio Deely, che aveva già incontrato una sera in un pub inglese rimanendo reciprocamente turbati. L’ospite, però, vuole pure rammentare a Kate gli anni della prima giovinezza passati simpateticamente insieme, prima che lei andasse sposa ad un ricco imprenditore e si trasferisse in Sicilia. Questi loro brillanti momenti nella Londra sfarzosa del dopoguerra provoca un dolore lancinante al marito, che pensava di condurre un menage sicuro e tranquillo provato da vent’anni di intimità. Lui è un inquieto e tormentato Marco S. Bellocchio, mentre la più taciturna ed ambigua moglie è sostenuta con introversione da Christine Reinhold, che è abile a cercare di non dare a vedere chi dei due non vuole tradire o se ognuno ha visto attimi e fasi diverse ed indipendenti nel suo cuore bisognoso d’affetto.Quanto c’è di realtà e di fantasia nel loro intrecciare dialoghi, interventi disturbanti, un gioco prolisso allo scavo psichico ed al massacro delle proprie certezze, che non approda a nulla,com’è normale nell’autore.La regia esplorativa e psicologica,di confronto e riconoscimento identitario per la verità ricostruttiva dei fatti è di Michael Roders,con il debutto al teatro “out off” di cintura di Milano nel 1971. Lo spettacolo: OLD TIMES è stato replicato al teatro dei Conciatori fino al 14/05. Ha ceduto poi il posto per una settimana al dramma familiare: DUE FRATELLI di A. Bassetti per la regia di A. Serrano.

Susanna Donatelli

OLD TIMES
Vecchi Tempi
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
regia Michael Rodgers
musica originale ‘Lui e Lei’ di Piero Umiliani
con Christine Reinhold, Lisa Vampa, Marco S. Bellocchio
scenografia Mauro Radaelli
costumi VerdeLilla e Maurizio Baldassari
light design Claudio De Pace
Illustratore Roberto Ronchi
produzione Teatro Primo Studio – Film Beyond
Foto Fabio Rizzo

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