Dark Star

Data:

USA 1974  80’ COLORE
REGIA: JOHN CARPENTER
INTERPRETI: DAN O’ BANNON, DRE PAHICH, BRIAN NARELLE, CAL KUNIHOLM
VERSIONE DVD: SI’, edizione EAGLE PICTURES

 

“NELLO SPAZIO NESSUNO POTRA’ SENTIRVI SGHIGNAZZARE…”  (citazione parodica di Alien)

Dura, durissima la vita a bordo della “Dark Star” per i quattro eroici, e quanto mai storditi, membri dell’equipaggio: l’unico modo per scacciare la noia è vagare nello Spazio alla disperata ricerca di pianeti instabili da bombardare; il comandante Powell è morto, fulminato da un circuito difettoso che gli ha arrostito la poltrona; la carta igienica è finita poiché il deposito che la conteneva si è autodistrutto; il dispettoso alieno –una specie di zucca gigante con gli artigli(!)- catturato da Pinback (O’Bannon) è scappato dal suo alloggio andandosene a zonzo per l’astronave e, come se non bastasse, la Bomba Intelligente n°20 fa le bizze e si rifiuta di eseguire gli ordini… Forse è meglio chiedere lumi al corpo -conservato sotto ghiaccio- del comandante Powell, sempre che le batterie non siano scariche…

Facendo tesoro di povertà di mezzi (si è parlato di soli 60 000 dollari) & ricchezza di inventiva, Carpenter, in tre anni di paziente lavoro, ha trasformato quello che era nato come saggio finale all’University of South California nel suo lungometraggio d’esordio: un’impagabile farsa fantascientifica che, nonostante la citazione d’apertura, non guarda certo ad Alien (il capolavoro di Ridley Scott uscirà infatti qualche anno dopo, nel 1979), quanto, piuttosto, a 2001: Odissea nello spazio, del quale costituisce una riuscita parodia (la Bomba Intelligente n°20 è un evidente riferimento al folle computer kubrickiano Hal 9000). E vi assicuro che, tra effetti speciali a dir poco artigianali e improbabili, e musiche da “suspense” (firmate dal regista stesso) con sintetizzatori very very 70’s, le trovate divertenti e i momenti di delizioso surrealismo “cosmico” non mancano! Non si pensi, però, di avere a che fare con una classica “americanata” chiassosa e sguaiata, tipo Balle spaziali o la serie di Hot shots, giusto per citare alcune delle più celebri parodie 100% USA girate in seguito: in Dark Star Carpenter sfoggia un umorismo garbato e lieve, affidandosi a poche e semplici idee (è il bello delle piccole produzioni!) tali, però, da tenere insieme la storia e renderla, a suo modo, avvincente, oltre che gustosamente demenziale; l’atmosfera generale è stralunata e “fuori” quanto basta, grazie anche alla recitazione sottotono -direi quasi catatonica- degli attori e a un uso parsimonioso dei dialoghi. Fondamentale il ruolo giocato nel film da Dan O’ Bannon, futuro collaboratore al già citato Alien nonché regista del B-movie romeriano Il ritorno dei morti viventi (1985), qui impegnato sia come attore, nel ruolo del più svitato tra i cosmonauti, che come co-sceneggiatore, scenografo e supervisore agli effetti speciali… e dire che, vedendolo nei panni dell’imbranato Pinback, non gli si darebbero due lire…

Non è da sottovalutare, infine, l’importanza di Dark Star in qualità di anticipatore ed ispiratore della nuova fantascienza cinematografica, meno adulta e più favolistica (considerando come punto di riferimento ancora l’inarrivabile 2001), che avrà di lì a breve, con Guerre stellari (1977), la sua consacrazione definitiva.

Almeno tre le sequenze “epiche” (si fa per dire…) da citare: il duello rusticano tra Pinback e l’alieno, con epilogo a sorpresa; Pinback (sempre lui!) che cerca di domare l’ascensore impazzito sulle note de Il barbiere di Siviglia (!); la conversazione fenomenologica (!!!) tra il tenente Doolittle e la Bomba n°20, con annessa citazione cartesiana.

Finale quasi poetico, con Talby che si “aggrega” agli asteroidi della Fenice, mentre Doolittle surfa sopra un rottame alla deriva, proteso verso il Grande Mistero…

Francesco Vignaroli

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