“Il Catamarano”, le aspirazioni attoriali di un giovane…

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Al Teatro Marconi di Roma

Uno spettacolo intimo e da camera come una autentica storia personale da raccontare con un’appassionante “affabulatio” intrisa di sentimenti e valori etici universali, per il teatro di parola che offre all’attore la possibilità di mostrare le sue doti vocaliche ed istrioniche, calandosi in un caleidoscopio di personaggi. Lo studente ANDREA nativo D’Ortona, vorrebbe andare a perfezionarsi con il corso Erasmus a Berlino, ma il nonno ANGELO, virtualmente assente nel testo di G. Mazzucco, messo in scena da ANDREA  ALESIO, tranne che nel finale, lo sconsiglia ricordando l’occupazione nazista e come lui fosse rimasto vittima in un incidente edile negli anni cinquanta come emigrante che gli era costato la rottura di una gamba. Andrea, che alle elementari aveva baciato Francesca Consorte, la figlia del preside, scandalizzando la bidella bigotta con la maestra pudica nell’educazione sessuale, allora aveva deciso di darsi al teatro lavorando nelle sale scommesse ed abitando alla Marranella di Tor Pignattara in un palazzo multietnico e popolare,dove un fioraio egiziano di notte faceva rumore al piano superiore. Il nonno Angelo che l’aveva cresciuto ed educato al posto dei genitori tossico dipendenti partiti per il Sud America, aveva sistemato la questione con la sua esistenza sempre trasgressiva, per cui il ragazzo, rinforzato nell’animo dal fatto d’aver ritrovato Francesca, avendo sentito il regista talent-scout metropolitano offendendolo con disprezzo, l’aveva lasciato portandosi via il vecchio compagno di scena del dramma d’autore tedesco “Il catamarano”, in cui il protagonista affogava per essersi fatto il bagno subito dopo aver mangiato. Andrea aveva deciso di salvare la sua dignità, reputazione, come quella familiare, autogestendosi in proprio con l’amico alle luci e parte tecnica, dedicando al nonno la struggente lirica ”la vita cioppa”. Il finale lo lasciamo alla sorpresa della scoperta…

Le scene ed i numerosi costumi dell’attore che gli hanno permesso di mostrare tutta la sua abilità di trasformista rapido, erano di Carla Marchini e la regia di Gigi Palla.

Susanna Donatelli

Di Gabriele Mazzucco
Regia Gigi Palla
Con Andrea Alesio
e Piero Casoli

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